Comunicato, invito e programma della camminata- Manifestazione 123° anniversario apertura della ferrovia Roma Viterbo e diramazione CapranicaSutri Orte

clicca qui per  il comunicato e per vedere la locandina con l’invito completo della manifestazione

PROGRAMMA COMPLETO DELLA CAMMINATA del 29 aprile 2017 LUNGO I SENTIERI ACCANTO ALLA FERROVIA CIVITAVECCHIA CAPRANICASUTRI ORTE, VISITA AL PONTE SUL MIGNONE E ALLA CITTA’ ETRUSCA DI LUNI

Il gruppo organizzatore ha effettuato in … Continua a leggere

L’ex Pink Floyd sfida Trump: The Wall suonato al confine

World

L’idea di Roger Waters in risposta alla volontà di costruire un muro anti immigrati da parte dell’amministrazione Trump.

Roger Waters

Roger Waters

globalist18 febbraio 2017

“La resistenza inizia oggi” scriveva Roger Waters già nel giorno dell’insediamento di Donald Trump … Continua a leggere

Immigrazione versus Trump. By il Proff

 

Vivo sempre fuori dall’italia e tengo stretti i legami con le mie origini. Leggo un quotidiano italiano tutti i giorni. Leggo di Trump descritto dagli italiani. Noto commenti ma, sopratutto, leggo ciò che viene riportato come fatti. Capisco benissimo i diversi filtri e le opzioni su quali eventi scegliere. … Continua a leggere

da AVAZ una firma per bloccare le politiche di Trump

da AVAZ,

C’è stata una risposta incredibile da parte dei cittadini alla minaccia che Trump rappresenta — con oltre 5 milioni di firme alla lettera aperta di Avaaz e scendendo in piazza in tutto il mondo per contrapporsi alla sua agenda di odio:

Se c’è una cosa certa, è che sta nascendo un movimento pronto ad affrontare la sfida rappresentata da Trump e dalle ondate di nuovi leader fascisti e di estrema destra in tutto il mondo. In questi pochi giorni:

La nostra lettera a Trump è diventata virale nei media! Trovate qui una nostra intervista alla CNN sulla lettera, e altri reportage qui, qui, e qui.

La lettera è diventata un grande muro di fronte alla Casa Bianca e nella notte gelida di Washington centinaia di persone sono passate a lasciare messaggi di resistenza e di speranza per un futuro migliore.

Molti membri di Avaaz hanno partecipato alle enormi manifestazioni delle donne in tutto il mondo, e negli USA hanno risposto al bando anti-musulmani di Trump presentandosi agli aeroporti di tutto il paese e offrendosi a centinaia di dare assistenza legale gratuita alle persone fermate.

In soli 5 giorni (!!) la nostra lettera aperta a Trump è esplosa dai 3 ai 5 milioni di firmatari, da ogni angolo del pianeta. 400mila nuove persone al giorno hanno lanciato un enorme messaggio di opposizione, un vero e proprio movimento contro questa politica fondata sull’odio.

Siamo solo all’inizio. Trump minaccia di stracciare accordi internazionali, lanciare una corsa al riarmo nucleare, attizzare nuove guerre. E nuovi politici “trumpiani” stanno prendendo piede anche in Italia, in Europa e nel resto del mondo.

Nelle prossime settimane la nostra comunità:

  • Farà arrivare la nostra lettera su tutti i più importanti media USA;
  • Farà resistenza pacifica ai piani e agli appuntamenti di Trump con migliaia di telefonate, eventi e incontri negli Stati Uniti;
  • Lavorerà a stretto contatto con alleati e esperti in Olanda, Francia e Germania per far sì che le elezioni che stanno per esserci in questi paesi non vengano seppellite da odio e notizie false;
  • Lavorerà con i leader e i politici di tutto il mondo per proteggere l’accordo di Parigi sul clima e il futuro di tutti noi.

E molto altro ancora: queste sono solo alcune delle campagne che la nostra comunità da 44 milioni di persone è pronta a portare avanti.

Rispondere con coraggio alle più grandi sfide del nostro tempo non solo è il cuore di ciò che questo movimento fa continuamente, ma è anche ciò di cui abbiamo più bisogno oggi. I cittadini di tutto il mondo non hanno mai avuto così tanta forza, e assieme possiamo davvero ottenere vittorie fino ad ora inimmaginabili.

Con amore, speranza e determinazione,

Emma, Ben, Luis, Mais, Luca, Allison, David e il resto del team di Avaaz

PS: Assieme abbiamo ottenuto più di 100 incredibili vittorie in meno di 10 anni! Qui sotto alcune delle più belle. Leggi le storie complete a questo link, possono essere una fonte d’ispirazione per le prossime battaglie!

  1. L’Inizio della Fine dei Combustibili Fossili: l’accordo di Parigi sul clima è finora la più grande vittoria nella lotta contro il cambiamento climatico, e il nostro movimento è stato al centro della mobilitazione globale che l’ha reso possibile.
  2. La vittoria per un Internet libero e di tutti: per 5 anni e attraverso 4 continenti ci siamo battuti — e abbiamo vinto! — per salvaguardare la libertà di internet dal controllo delle grandi aziende e dalla censura dei governi.
  3. Nuove ed enormi riserve marine: in tutto il Pianeta, abbiamo avuto un ruolo importante per la creazione delle più grandi aree marine protette di sempre.
  4. Monsanto in ritirata! Il nostro movimento ha tenuto testa alla multinazionale dell’agro-chimica dall’Europa al Sudamerica, assieme alle coraggiose comunità locali, bloccando le sue devastanti fabbriche e i suoi pesticidi.
  5. Una sconfitta per la mafia di Murdoch: Avaaz ha avuto un ruolo decisivo nel naufragio del più grande accordo del barone dei media Rupert Murdoch, che stava per espandere esponenzialmente il suo impero.
  6. Vite salvate dalla Siria al Nepal: gli avaaziani hanno donato decine di milioni di euro per salvare e ricostruire in poco tempo le vite degli abitanti di luoghi colpiti da emergenze umanitarie.
  7. Una rivoluzione anti-corruzione in Brasile: milioni di avaaziani in Brasile sono stati una forza irresistibile e positiva nella lotta contro la corruzione dilagante nel paese. Le Monde ha definito i risultati “una spettacolare vittoria politica e morale per la società civile”.
  8. Salvando le api dai pesticidi killer: la nostra enorme campagna ha portato l’Europa a vietare finalmente uno dei più pericolosi e diffusi pesticidi api-killer, e stiamo continuando a lavorare per portare questa vittoria anche nel resto del mondo.
  9. Abbiamo aperto i nostri cuori ai rifugiati: gli avaaziani hanno donato milioni per finanziare missioni di salvataggio in mare e programmi di sostegno per l’inverno. Abbiamo fatto pressione sui governi per delle politiche umane, e ci siamo offerti volontari per accogliere i rifugiati nelle nostre case e comunità.
  10. Stiamo proteggendo i polmoni del Pianeta: il nostro movimento ha già vinto importanti battaglie per salvare le foreste, dal Brasile alla Bolivia. Abbiamo addirittura raccolto i fondi sufficienti a comprare una foresta per proteggere l’habitat degli oranghi su un’isola del Borneo!



Avaaz.org è un movimento globale con oltre 44 milioni di membri,
che promuove campagne far valere la voce dei cittadini nelle stanze della politica di tutto il mondo (Avaaz significa “voce” in molte lingue). I membri di Avaaz vivono in ogni nazione del mondo; il nostro team è sparso in 18 paesi distribuiti in 6 continenti e opera in 17 lingue. Clicca qui per conoscere le nostre campagne più importanti, oppure seguici su Facebook o Twitter.

Sei entrato/a a far parte del movimento di Avaaz e hai iniziato a ricevere queste email firmando “Liberiamo i prigionieri birmani in favore della democrazia” il 2009-05-12 usando l’indirizzo emailraimondo.chiricozzi@gmail.com.
Per essere sicuro/a che i messaggi di Avaaz raggiungano la tua casella di posta, ti preghiamo di aggiungere avaaz@avaaz.org alla tua lista di contatti. Per cambiare il tuo indirizzo e-mail, ricevere le e-mail in un’altra lingua o altre informazioni contattaci utilizzando questo modulo. Per non ricevere più le nostre e-mail, invia un’e-mail a unsubscribe@avaaz.org oppure clicca qui.

Per contattare Avaaz non rispondere a questa e-mail, ma scrivici utilizzando il nostro modulo www.avaaz.org/it/contact, oppure telefonaci al 1-888-922-8229 (USA).

per il video clicca qui

Trump ed Outsorced. Scritto da Il Proff

Dicembre 1 – 2016, Trump ha vinto le elezioni presidenziali da poco più di 3 settimane.

Ha vinto nei cosiddetti collegi elettorali, non nel voto popolare che vede Hillary avanti di più di due milioni e mezzo di voti, circa del 2% confermando le previsioni alla vigilia.  In america ci sono gli stati rossi e stati blu che votano sempre, nell’ordine , repubblicano o democratico.  Trump ha strappato stati blu ad Hillary con una promessa ben articolata:

Se la fabbrica dovesse lasciare l’america ci saranno conseguenze.

Molti considerano il cosiddetto “outsorcing” , trasportare la fabbrica fuori da uno stato dove le tasse sono più basse ma, molto più importante, dove i dipendenti costano molto di meno. Uno dei motivi del declino del tenore di vita degli americani. Più in generale la riduzione del settore manifatturiero. Nel 2010 una divertente serie televisiva raccontava come un “call center” fosse, durante la notte, trapiantato in india.

nuova-immagine

Transeo source.

 

L’outsourcing ha fatto infuriare gli elettori del Michigan, Wisconsin e Pennsylvania, al punto da farli votare contro il partito che normalmente li rappresentava e difendeva.

Ma hanno voltato pagina perché Trump ha ben articolato  la loro frustrazione. Ha dichiarato chiaramente e ripetutamente, che le ditte che avrebbero “outsourced” avrebbero pagato conseguenze negli Stati Uniti a guida Trump.

Spesso a citato la ditta “Carrier “, vedi https://www.carrier.com, come il tipico esempio.

questi producono condizionatori d’aria in Indiana ma pensano di trasferirsi in Messico. Trump ha loro paventato una tassa del 35% su tutto quello che avrebbero prodotto in Messico e ri-importato negli  States.  Ma non solo. Trump ha definito stupidi i politici che danno sgravi fiscali o addirittura soldi, alle ditte che accettano di restare. Secondo lui bisogna creare un ambiente più costruttivo per loro, forse con ragione, ma se non restano, punizioni e conseguenze.

Questo era dolce musica alle orecchie dei disoccupati che vedevano le ditte arricchirsi ed il proprio lavoro outsourced to Messico, Cina o in qualche stato dove la paga media per giorno di lavoro e` meno di 10 euro.

Addirittura ha inventato uno slogan: drain the swamp, prosciugare la palude. Liberarsi di tutti coloro, i lobbisti, che aiutavano le ditte a portare le fabbriche altrove con conseguenze tragiche per i lavoratori americani.

Economisti discutono sulla bontà dell’outsourcing ed ovviamente, per una comunità che perde il sostentamento, un’altra lo acquista. Questa discussione è per altri.

Qui voglio soltanto raccontare la prima prova dei fatti: Trump ha tante volte dichiarato che lasciare gli Stati Uniti è peccato mortale che le ditte pagheranno, in un’America a guida Trump, e che gli stupidi politici veramente non hanno capito come farli restare. Ma lui, Trump, e solo lui sa come fare.

nuova-immagine-1

Source Indianapolis Star

Prova dei fatti.

Carrier aveva annunciato di volersi trasferire in Messico per il costo di operare in Indianapolis, Indiana. Questo e` lo stato del vicepresidente eletto Mike Pence. Trump è chiamato alla prova dei fatti. Che succede?

Oggi Trump ha visitato la fabbrica ed ha cantato vittoria. Carrier resterà in Indiana, o almeno questo è stato il messaggio strillato dal nuovo presidente in un comizio nello stato dell’Ohio che è da sempre fondamentale nelle elezioni presidenziali.

Ma, che è successo in realtà?  Carrier ha solo promesso di mantenere una delle catene di montaggio in indiana. Circa 700 lavoratori si tengono stretto, per adesso, il proprio lavoro. Altri 1300 lo hanno perso perché Carrier ha trasferito uno stabilimento, il più grande, in Messico.

Questa sarebbe una parziale buona notizia. La ditta ha ottenuto 7 milioni di dollari in riduzione delle tasse per lasciare aperta la fabbrichetta. Il beneficio d’immagine per la ditta produttrice di condizionatori si trasformerà in un boom di vendite, sotto la scritta “made in America” che verrà usata anche se falsa al 65%. Quindi ricapitolando:

-1-La maggioranza dei lavoratori ha perso il lavoro.

-2-Lo stato dell’Indiana ha pagato la ditta.

-3-Trump ha dichiarato vittoria.

nuova-immagine-2

Source Politico

Questa, purtroppo, e` la realtà  degli Stati Uniti. Nell’ ipotesi migliore pezzetti di verità vengono venduti come favolette. In realtà false affermazioni, coprono azioni di Trump già definite stupide dallo stesso.

Ovviamente nessuno parla dei veri problemi che circondano la presidenza Trump. La seguente è una lista parzialissima delle promesse e dei problemi che Trump ha ogni giorno:

-1-Trump ha promesso che avrebbe rilasciato le tasse una volta finita un fantomatico controllo di routine da parte della IRS. Non le ha ancora rilasciate.

-2-Trump ha detto mesi fa che Melania ha lavorato legalmente negli Stati Uniti al momento dell’immigrazione, e che avrebbe mostrato i documenti relativi in due settimane.

-3-Trump deve risolvere i conflitti di interesse. Non può essere presidente e curarsi della propria ditta, e` impossibile essere imparziale. Per adesso dichiara che i figli la gestiranno in violazione di tutto quello che si può pensare.

-4-Vuole spendere un trilione di dollari in infrastrutture, rimodernare la difesa, pagare per il day care per tutti, coprire con assicurazione medica tutti i bisognosi, e varie altre affermazioni, ma senza far crescere il debito. Come?

-5-Trump vuole ridurre la tasse della classe media ma nel frattempo tutto quanto è emerso sono solo tagli delle tasse per i ricchissimi e per le ditte. Ovviamente senza alzare il debito. Come?

-6-Trump vuole un muro al confine del Messico pagato dal Messico. A giudicare da come ha gestito la prima prova dei fatti, se di muro si parlerà, i contribuenti americani pagheranno.

-7-Trump ha pagato gli studenti insoddisfatti della Trump University dopo aver dichiarato che non lo avrebbe mai fatto. Forse avevano ragione?

-8-Trump deve selezionare il responsabile dell’agenzia governativa che ha controllo su uno dei suoi alberghi, il cosiddetto Postal Office, su Pennsylvania Avenue a due passi dalla casa bianca. Il responsabile è colui che determina l’affitto da pagare. Come risolve il conflitto?

 

Source Wikiwand

nuova-immagine-3

Aleppo. Apparteniamo alla stessa famiglia. Non ci resta che la solidarieta’

Articolo di Redazione da avvertenze.aduc.it 18 novembre 2016 16:32  Il quotidiano Libération ha scelto di dare regolarmente la parola agli abitanti della citta’ siriana. Essi raccontano la loro vita quotidiana in un Paese impantanato con una guerra senza fine. Oggi, Abou Mudar … Continua a leggere

Fare shopping in Giappone – scritto da Il Proff

In tutto il mondo la passeggiata al centro commerciale, ovviamente con la scusa di fare la spesa, e` diventata consuetudine. Tutte le volte che torno al mio paese d’origine incontro più  di frequente vecchi amici al Centro Commerciale Coop che nell’amatissima piazza di ritrovo. Oggi sono andato a far visita … Continua a leggere

Trump? – scritto da Il Proff.

 

Lunedi 26 Ottobre 2016. Donald J. Trump ed Hillary R. Clinton si confrontano per la prima volta in un dibattito televisivo. Era da i tempi di Carter, president, verso Reagan, lo sfidante, 1980, che gli americani seguissero con tanta attenzione i dibattiti politici. Allora il record, mai più avvicinato, … Continua a leggere

Il fallimento della globalizzazione genera mostri

Parla il filosofo indiano Homi Bhabha: dall’America all’Asia all’Europa crescono i nazionalismi xenofobici. Ma non si può ridurre tutto allo scontro di civiltà

Articolo tratto dall’edizione in edicola il giorno 29/07/2016. lastampa.it

«Quando uccidere la gente diventa prassi politica, spesso la situazione diventa insostenibile. Uccidere in nome della politica, … Continua a leggere

Manifesto per LA NUOVA EUROPA

Carissime,carissimi,

il manifesto che sottoponiamo alla tua attenzione ha il significato di rilanciare la questione ‘Europa’ in una stagione così difficile. Il rischio che l’Unione si trascini in un’agonia costante non ci sfugge. Affatto. Da qui l’esigenza di prendere una posizione netta, inequivocabile. Questo il senso. Confidiamo nella … Continua a leggere

José Pepe Mujica, “La felicità al potere”. È italiano il primo libro del presidente più amato del mondo

PEPE MUJICA

“Per essere liberi bisogna avere tempo: tempo da spendere nelle cose che ci piacciono, poiché la libertà è il tempo della vita che se ne va e che spendiamo nelle cose che ci motivano”. È racchiuso in questa frase il senso profondo dell’incontro tra il presidente uruguayano José “Pepe” Mujica e Cristina Guarnieri, direttrice editoriale di EIR, casa editrice indipendente italiana gestita da un gruppo di giovani tra i 27 e i 35 anni. Un incontro inaspettato e fruttuoso, da cui è nato La felicità al potere, il primo e finora unico libro firmato dal presidente Mujica, una delle figure politiche più amate degli ultimi tempi, in Sudamerica e nel mondo.

 |  Di

Pubblicato: Aggiornato:

Nel libro, pubblicato nei giorni scorsi da EIR e curato da Guarnieri insieme a Massimo Sgroi, c’è un’intervista esclusiva a “Pepe” Mujica, assieme ai discorsi più importanti e famosi del presidente, tra cui spiccano il discorso sulla felicità – che dà il titolo al volume – proferito al G20 in Brasile nel giugno 2012, e altri discorsi che affrontano i temi della legalizzazione della marijuana, dei matrimoni gay, della lotta contro la mafia, il tema dell’autogestione delle imprese, il rapporto tra Mercosur e i paesi del Brics, l’Europa, il mondo globalizzato, la decrescita e la cura dell’ambiente.

Può stupire che un leader di statura mondiale scelga di affidare il suo primo libro a una piccola casa editrice italiana, eppure la decisione si basa su almeno due motivazioni significative. Innanzitutto, il legame di Pepe con l’Italia: sua madre, infatti, era discendente di una colonia di italiani che emigrarono a Carmelo, in Uruguay. In secondo luogo, la EIR è una realtà di giovani che hanno scelto di mettersi in gioco malgrado l’apatia, la crisi e i monopoli del mondo editoriale. Dedicando il loro tempo – e dunque la loro “libertà” – a fare cose che “motivano”, al di là del ritorno economico.

Nell’intervista Pepe racconta a Cristina cosa pensa dell’Italia – “un Paese divertente” – e degli italiani – “un popolo meraviglioso! […] aperto, solare, pieno di umorismo”. Non si sottrae a un commento sul premier italiano Matteo Renzi – attivo e concreto perché “più giovane” – e accetta il paragone con Papa Francesco: il “Mujica del Vaticano”, come l’ha definito la BBC. Di seguito pubblichiamo alcuni estratti dell’intervista, assieme al racconto di come è nato questo libro.

“Papa Francesco? È come parlare a un amico del quartiere”

“È un personaggio. Un personaggio che fa bene alla cristianità, e a questa America ancora di più […]. Bergoglio continua a essere un uomo austero come lo è stato per tutta la sua vita. E sta vivendo in modo completamente diverso da come hanno vissuto tradizionalmente i papi. Porterà un cambiamento importante nella vita della Chiesa […]. Ovviamente è un Papa singolare, ha tutte le chiavi della comunicazione, è come parlare a un amico del quartiere, e questo ha un certo vantaggio, apre le porte a una intimità. È un Papa che, se lo lasceranno fare, compirà una rivoluzione nella Chiesa in direzione dell’umiltà, della semplicità”.

L’insegnamento della prigionia

“Noi [Mujica e la moglie, ndr] abbiamo dovuto vivere per molti anni prigionieri, e non avevamo quasi nulla. Poi, quando siamo usciti dal carcere, ci siamo resi conto che per vivere non avevamo bisogno di tante cose, ma di poco. Quindi non ci serviva una casa grande, non ci servivano i domestici, vivevamo come vive una persona comune in una famiglia comune del popolo uruguayano. E quando sono diventato presidente, ho continuato a vivere come prima; e quando non sarò più presidente, continuerò a vivere come prima. Perché lottiamo per essere liberi e non mi stancherò mai di spiegare che per essere liberi bisogna avere tempo: tempo da spendere nelle cose che ci piacciono, poiché la libertà è il tempo della vita che se ne va e che spendiamo nelle cose che ci motivano. Mentre sei obbligata a lavorare per sopperire alle tue necessità materiali, non sei libera, sei schiava della vecchia legge della necessità. Ora, se non poni un limite alle tue necessità, questo tempo diventa infinito. Detto più chiaramente: se non ti abitui a vivere con poco, con il giusto, dovrai vivere cercando di avere molte cose e vivrai solo in funzione di questo. Ma la vita se ne sarà andata via… Oggi la gente si preoccupa di comprare, in una corsa infinita […].E allora non ha più tempo per le cose elementari, che sono molto poche e sono quelle di sempre, le uniche: le relazioni fra genitori e figli, l’amore, gli amici… Per tutto questo c’è bisogno di tempo!”

“Perché regalo il mio stipendio? Ho settantotto anni, dovrei forse mettermi ad accumulare soldi?”

“Ho settantotto anni: dovrei forse mettermi adesso ad accumulare soldi? Un giorno o l’altro potrei morire per un attacco di forfora e… [Mujica ride] Non avrebbe senso! Te ne rendi conto? E non riesco a capire tutta quella gente che si affanna e fa qualunque cosa per accumulare denaro. L’unico motivo che mi spingerebbe ad accumulare soldi sarebbe l’esistenza di un mercato dove poter comprare la vita. Se ci fosse questo tipo di commercio, direi: «Ehi, dammi cinque anni in più di vita». Eh! Allora sì! La cosa cambia, cambierebbe tutto! Ma questo commercio ancora non esiste, purtroppo… Dico purtroppo, perché la vita è bella… Malgrado tutto, è meravigliosa”.

La vita è un paesaggio straordinario

“A volte può capitare che uno passi davanti a un paesaggio e non lo veda. La vita è un paesaggio straordinario, ma bisogna vederlo. E per questo bisogna avere tempo. Beh, quando uno è prigioniero, immerso in una grande solitudine, deve inventarsi delle cose per continuare a campare. E pensa molto. Si abitua a parlare con ciò che serba dentro di sé. E c’è una vera e propria personalità dentro, sai? Però bisogna scoprirla. Oggi ci si rivolge al fuori, con twitter, con Facebook; ma così uno non parla con quello che ha dentro di sé. Mandi messaggi alla gente di fuori, ma a quello che hai dentro?”

(Continua a leggere dopo la gallery)

Close
“La felicità al potere”, il primo libro di Pepe Mujica
1 di 23

“La felicità al potere” – EIR
condividi
tweet
PUBBLICITÀ

“La natura è il mio altare”

“Io credo molto nella natura, adoro la natura. Se è Dio, allora questo è il mio Dio: l’amore che ho per la natura, l’ammirazione, direi persino la devozione. La natura è il mio altare: le anatre parlano, le foglie parlano, la natura biologica è un permanente canto alla vita… e alla morte, tutto insieme. Ci sono persone che credono che vivendo nel campo ci sia solitudine; ma la solitudine è dentro di loro! Lì non esiste solitudine, il campo è l’emporio della vita, che va e viene, un luogo in cui tutto fa segno, ogni cosa manda segnali. Il problema è poterlo vedere, permettere che ti raggiunga: ogni fogliolina, i trifogli, tutto si sta accomodando per trovare il miglior angolo d’incidenza. Questa è magia, una magia permanente. Esiste il mondo dell’idrogeno, il mondo minerale, ed esiste il mondo biologico, fatto di mondo minerale. L’universo è prevalentemente minerale, fisico e silenzioso, pieno di energia. La vita è un miracolo. Non ci rendiamo conto che nella magnificenza dell’universo a noi è toccato vivere in una macchietta di terra”.

Il coraggio di donarsi all’amore… e quella malinconia per i figli che la prigionia gli ha impedito di avere

“L’amore con la moglie nacque in “un momento di clandestinità, eravamo perseguitati, tanta gente moriva, e quando ci siamo trovati eravamo soli, in fuga dalla morte. Erano morti molti compagni, una cosa curiosa… quando si è vicini alla morte gli uomini e le donne si donano di più all’amore […] Non ho avuto figli, perché per me e per mia moglie non c’è stato il tempo di vita necessario, eravamo in carcere quando era possibile averli; ma ci sono molti ragazzi da poter aiutare…”.

“Progetti per il futuro: creare a casa mia una scuola di agricoltura per i giovani”

“Adoro la terra, ho il trattore e varie altre cose che servono a lavorarla. Voglio insegnare questi lavori ai ragazzi poveri e soprattutto insegnar loro a vendere, perché se ti insegno a produrre ma non sai vendere, te ne puoi pure andare! Viviamo in un mondo molto crudele”.

La mia eredità, il mio messaggio per i giovani

“Se dovessi consigliare un giovane che abbia voglia oggi di fare politica, gli direi che è meraviglioso lottare per ciò che uno pensa, per quello che sente. È necessario imparare a vivere coerentemente con quel che si pensa. Non dimenticartelo! Vivi come pensi, altrimenti finirai per pensare come vivi. Se ti portano a vivere in un altro modo, al tavolo del gran buffet, perché ti sorridono, ti fanno un contratto da segretaria, ti valorizzano come braccio destro e ti riconoscono un prestigio, non dimenticare però che quel tavolo non è il tuo. Se devi lavorare lavora, ma mantieni i tuoi valori, le tue decisioni. Non farti trasportare dal mondo! Questo è molto difficile nell’epoca contemporanea”.

Una lezione per la sinistra

“Bisogna imparare a tollerarsi, a negoziare e a unirsi. La disgrazia della sinistra è che non riesce a unirsi. Noi abbiamo imparato a farlo quaranta anni fa, e così siamo divenuti un centro d’attrazione e siamo riusciti ad arrivare al governo. Ci sono anime molto diverse, ma nonostante questo alziamo la mano tutti insieme, anche se dissentiamo, perché negoziamo. Governiamo con disciplina nel partito come se fossimo uno, ma non siamo uno: perché l’esperienza ci ha insegnato che chi se ne va perde. Chi lo richiede è la massa; ci siamo trasformati in una alternativa reale perché la gente accompagna solo quel che ha creduto essere forte, che le dà l’impressione di poter fare veramente qualcosa. Per essere forti, i deboli devono unire molti pezzi, ma per farlo devi essere aperto, tollerante, negoziatore, e avere programmi minimi, medi. Non bisogna cercare di mettersi d’accordo in una utopia o in un modello ideale, questo è impossibile. Ci si deve accordare in misure più piccole, di volta in volta. Bisogna abituarsi a camminare insieme, poi questa abitudine si trasforma in tradizione. Il problema della sinistra è sempre stato la questione dell’unità. Hitler ha instaurato il suo potere in Germania perché il partito socialista e il partito comunista si dedicavano a farsi la guerrra fra loro. Se avessero fatto un fronte comune, Hitler non sarebbe mai arrivato dove è arrivato. La fine della Rivoluzione Francese è stata quando la sinistra si è unita con l’estrema destra contro il centro: in quel momento la rivoluzione è stata liquidata. La sinistra non può mai unirsi con la destra e ancor meno contro il centro! Deve sempre dialogare con il centro”.

Cristina Guarnieri: “Vi racconto com’è nata La felicità al potere

“Questo libro nasce dal discorso di Mujica al G20 in Brasile: ascolto quelle parole e rimango estasiata”, racconta all’HuffPost Cristina Guarnieri. “Attraverso l’ambasciata in Italia, cerco di contattare il presidente. Assieme all’altro curatore, Massimo Sgroi, proponiamo le prime domande. Mentre mi trovo in Argentina per lavoro, decido di provarci: mando una lettera alla presidenza. Poco dopo arriva la risposta: ‘Ci vediamo dopodomani a Montevideo’. A questo punto inizia il mio viaggio della speranza, tra navi, scioperi e carri bestiame. Fortunatamente faccio in tempo. Con il suo misto di ironia e malinconia, Pepe rimane colpito dalla storia della nostra casa editrice, una realtà ‘corsara’ in un tempo di crisi, che si ispira alla storica Editori Riuniti e alla cultura della sinistra negli ’60 e ’70”. Così prende forma “La felicità al potere”.

pepe

Eritrei, i dimenticati della terra. Le testimonianze agghiaccianti di chi fugge alle bande di trafficanti di esseri umani

ERITREA

Gli ultimi fra gli ultimi. Senza neanche l’onore” dei riflettori internazionali che si accendono, a intermittenza, a Gaza, a Gerusalemme, nella martoriata Siria o sul Califfo Ibrahim e i suoi tagliagole. Se non finiscono sui fondali del Mediterraneo, non fanno notizia. Sono i … Continua a leggere

Il viaggio di Martina: vi racconto la mia Africa africa

MISSIONE UMANITARIA DI UNA STUDENTESSA CATANESE

STORIE DI BLOGSICILIA  26 novembre 2014

di Giorgia Lodato

Dopo averlo tanto desiderato Martina Manoli, studentessa di medicina e fotografa, è riuscita a realizzare uno dei suoi sogni: fare un viaggio diverso, lontano dalle classiche capitali europee, a contatto con mondi e culture … Continua a leggere