Le grandi battaglie vinte da AVAAZ e le vittorie

Cari avaaziani,

è incredibile: stiamo sconfiggendo i più grandi Golia dei nostri giorni, giganti che nessuno pensava si potessero abbattere! E solo nelle ultime settimane abbiamo ottenuto delle vittorie incredibili:

  • un cambio totale di posizione del corrotto Presidente del Brasile intenzionato a distruggere una parte dell’Amazzonia grande come la Danimarca;
  • un ordine di … Continua a leggere

I popoli oppressi scappano di Tony Schito e altri video con musiche e canzoni interpretate da Tony Schito

NEL GIORNO IN CUI SI RICORDA FRANCESCO D’ASSISI

Nel giorno in cui si ricorda Francesco d’Assisi si mediti la sua testimonianza, la sua opera, il suo legato all’umanita’.
Francesco chiama ogni essere umano alla solidarieta’ con l’intero mondo vivente.
Francesco chiama ogni essere umano alla condivisione di tutti i beni.
Francesco chiama ogni essere umano … Continua a leggere

I BAMBINI DI ALEPPO NON HANNO PIÙ LACRIME. AYAH, IL BIMBO FERITO SOTTO LE BOMBE

  • Scritto da Dominella Trunfio da greenme.it
bimbo_siriano

Ad Aleppo il numero di bambini morti non si conta più e quelli in vita hanno imparato a non piangere anche se sono sotto le bombe, tra i corpi senza vita, e sono rimasti da soli.

I loro sguardi sono ormai tristemente abituati al sangue, alla violenza, ai feriti, alle urla, la guerra siriana ha trasformato i bambini in automi: non hanno neanche più la forza di soffrire.

Ayah è uno di loro. Seduto su una barella accanto alla madre disperata per la perdita degli altri, nelle immagini diffuse da Channel 4 News è impassibile, immobile.

Secondo l’Unicef Italia:

“Le Nazioni Unite hanno smesso di contare i bambini siriani morti nel 2013, quando erano circa 11mila. Ora si teme che le vittime minori si siano almeno quintuplicate rispetto ad allora ed anche se non ci sono dati certi sono certamente cifre da genocidio”.

Di un vero e proprio olocausto ha parlato la giornalista Lucy Aarish della tv si Stato arabo-israeliana. Ecco le sue parole agghiaccianti:

“E’ un olocausto. In questo mondo, noi non stiamo facendo niente mentre i bambini vengono macellati ogni singola ora. Non chiedetemi chi ha ragione e chi ha torto. Chi sono i buoni o i cattivi, perché nessuno lo sa. E francamente non importa. Ciò che importa è che sta succedendo ora sotto i nostri occhi e nessuno sta facendo qualcosa per fermarlo.Chi sta urlando per i bambini? Nessuno“.

LEGGI anche: LA STRAGE DEI BAMBINI SIRIANI DI CUI NESSUNO PARLA

bambini siriani bombe

Un duro attacco anche al Consiglio di sicurezza Onu, che secondo la giornalista si macchia di “ipocrisia asciugandosi le lacrime, quando vede un padre che abbraccia il corpo della figlia”.

“Io sono un’araba, una musulmana, una cittadina dello stato d’Israele ma sono anche una cittadina del mondo e mi vergogno“, chiosa Aarish.

Una vergogna che dovrebbe essere collettiva, perché secondo l’Unicef da venerdì scorso 96 bambini sono stati uccisi e 223 sono stati feriti. Mentre il sistema sanitario è ormai al collasso e le difficoltà di evacuazione aumentano, Save the children chiede il trasferimento immediato di bambini feriti, orfani o separati dai genitori. Il Fondo delle Nazioni Unite parla ancora  di “peggiore strage di minori dal dopoguerra, più grave di Bosnia e Ruanda”.

bambini siriani bombe1

Quelli che sopravvivono diventano vittime di violenze e continui attacchi dalle illegali bombe a grappolo che causano danni e mutilazioni. Da Amnesty International arriva la denuncia di stupri e violenze contro le donne da parte dei miliziani, senza dimenticare poi che non esistono più scuole, ospedali ed edifici.

Mentre oggi si riunirà il consiglio diSicurezza dell’Onu per votare la proposta francese di inviare osservatori nella città siriana di Aleppo per sovrintendere all’evacuazione dei civili e vigilare sulla loro protezione, a Berlino si organizza la Civil March for Aleppo, una marcia dei civili per i civili, una marcia a staffetta che partirà il 26 dicembre dalla capitale tedesca e arriverà nella rotta balcanica.

Tre mesi in cui almeno mille cittadini attraverseranno a piedi Germania, Repubblica Ceca, Austria, Slovenia, Croazia, Serbia, Macedonia, Grecia, Turchia fino all’arrivo in Siria.

L’iniziativa è nata grazie all’appello di una giornalista polacca Anna Alboth, stufa di essere impotente davanti a tanto orrore. Un’idea sposata da un team di under 35 che ha messo su, grazie a facebook, la manifestazione.

LEGGI anche: LA VITA DEI BAMBINI SIRIANI SPEZZATA DALLA GUERRA. ECCO COSA PUOI FARE TU (PETIZIONE)

Un lungo percorso per non provare più quella vergogna, per fare qualcosa di simbolico per una tragedia umanitaria di cui tutti dovremmo sentirci responsabili.

Dominella Trunfio

 

IL 2 OTTOBRE E’ LA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA NONVIOLENZA. BREVE UNA MEDITAZIONE

Per iniziativa dell’Onu il 2 ottobre, anniversario della nascita di Mohandas Gandhi, e’ stato dichiarato “Giornata internazionale della nonviolenza”.

In questo giorno ogni persona, ogni associazione, ogni istituzione e’ invitata a promuovere iniziative di studio, di riflessione, di testimonianza, di azione, ispirate alla nonviolenza gandhiana.

La nonviolenza non e’ affatto … Continua a leggere

Per un ritorno all’umano – La comune matrice ecologica e spirituale…. nella casa Terra….

di Paolo D’Arpini

In questi giorni in cui gli italiani sono scossi e senza parole, per la crisi economica e per gli eventi sempre più drammatici che stiamo vivendo, stanno ritornando in auge discorsi contrari al senso di comune appartenenza … Continua a leggere

KRUGMAN: ALIENI E TERRORISTI (OVVERO, C’È BISOGNO DELLA GUERRA PER USCIRE DALLA CRISI?)

Tra serio e scherzoso, questo breve commento del Premio Nobel Paul Krugman suona anche inquietante. Le grandi depressioni economiche si risolvono con ampie manovre di stampo keynesiano; ma purtroppo, ci insegna la Storia, lo stimolo fiscale per il quale alla fine si opta è la guerra (un discorso che … Continua a leggere

Tutti in guerra contro l’ISIS! Come voleva Erdogan – OPINIONI – di Maurizio Blondet

Tutti in guerra contro l’ISIS! Come voleva Erdogan

di Maurizio Blondet – 16/11/2015

Fonte: Maurizio Blondet

Un generale tedesco : “La Turchia vuol trascinare la NATO in questa situazione (la guerra in Siria) perché lo scope reale della Turchia è di abbattere Assad…Le azioni dell’ISIS e quel che accade ai … Continua a leggere

ADDIO MIA BELLA ADDIO – E L’ARMATA SE NE VA… CONCERTO DI S. BARTOLOMEO A RONCIGLIONE

Domenica 23 agosto alle ore 21,00, patrocinato dal Comune di Ronciglione nella persona del Sindaco Alessandro Giovagnoli, e dalla Pro Loco di Ronciglione, organizzato dalla Scuola di Musica Sandro Verzari di Ronciglione,  ha avuto luogo il tradizionale concerto di S. Bartolomeo, eseguito dalla Banda Cittadina Alceo Cantiani, nella bella cornice … Continua a leggere

al presidente del consiglio dei ministri dal Centro di ricerca per la pace e i diritti umani

Egregio Presidente del Consiglio dei Ministri,

 

mentre le scrivo questa lettera aperta so già che l’attenzione di tutti i mass-media (e quindi dell’opinione pubblica da essi plasmata) sarà prevalentemente rivolta alla vicenda della riforma della scuola, ma oggi lei ha detto – riferiscono unanimi le principali agenzie di stampa … Continua a leggere

Oggi primo dell’anno, si celebra la giornata mondiale della pace.

La parola di Dio VIDEO La pace ha la radice nel cuore dell’uomo
Riflessione di don Mauro Manzoni, parrocchia santi Valentino e Ilario, Viterbo

E’ dal 1967 che in tutta la Chiesa, oggi primo dell’anno, si celebra la giornata mondiale della pace. E’ la preghiera universale di tutto il mondo a Dio, perché conceda ai popoli pace e concordia.

Oggi, dopo 48 anni di preghiera, se tiriamo un po’ le somme, viene da pensare che: o noi non sappiamo pregare per la pace, o il Signore è indifferente alle nostre richieste. Infatti si continua a morire di guerra. Si continua a piangere i morti e i campi di battaglia sono ricoperti di cadaveri assurdi e inaccettabili di donne, anziani e bambini.

Sì, forse non sappiamo pregare o Dio non si interessa delle sue creature.

Ma, riflettendoci bene e superando l’angoscia delle notizie e dei bollettini di ogni giorno, potrebbe esserci un terzo motivo che ci coinvolge direttamente.

La pace ha la radice nel cuore dell’uomo, non è necessario e non bisogna cercarla altrove. Per dirla col Papa Beato Paolo VI “la pace dipende anche da me”.

La pace non è mancanza di guerra e non si trova solo dove le armi tacciono. La pace inizia dove inizia la volontà di distruggere i contrasti, dove inizia il dialogo e il consenso, dove si ricerca la civiltà dell’amore. Inizia dove noi, ognuno di noi, analizza e corregge i propri gesti personali, semplici e quotidiani, nei rapporti con la famiglia, i vicini, con le persone con le quali siamo a contatto.

Analisi e correzione della nostra superbia, vanità, egoismo, vendetta. Difesa dei valori fondamentali, quelli della vita appena concepita o quella ormai giunta al termine.

E’ la pace che deve esplodere prima in noi, per esplodere poi negli altri.

Ed è questo il momento, all’alba di un nuovo anno.

Pubblicato Giovedì, 01 Gennaio 2015 04:06 da lacittaeu

Giornata della Pace MATTEO RENZI SCRIVE AL RESPONSABILE DEL “CENTRO DI RICERCA PER LA PACE” DI VITERBO

Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, ha scritto una lettera al responsabile del “Centro di ricerca per la pace e i diritti umani” di Viterbo, Peppe Sini, rispondendo ad una precedente lettera “Dalla parte di Abele” con cui si chiedeva la cessazione di sciagurate politiche di guerra, e … Continua a leggere

AUGURI

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Rifare l’Italia – Le proposte del PSI – Conferenza programmatica Città di Castello

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RICORDATO ALBERT CAMUS A VITERBO NELL’ANNIVERSARIO DELLA NASCITA

Si è svolto venerdì 7 novembre 2014 a Viterbo presso il “Centro di ricerca per la pace e i diritti umani” un incontro in memoria di Albert Camus nel centounesimo anniversario della nascita del grande resistente antifascista e testimone della dignità umana.

Nel corso dell’incontro sono stati letti e commentati alcuni brani dall’opera teatrale Caligola, dal … Continua a leggere

Il giornalismo della CIA

La confessione pubblica del giornalista tedesco

clicca qui per il video


13:22

La confessione del giornalista Udo Ulfkotte a Russia Today che racconta come le informazioni dei mainstream media sono manipolate con fini politici e propagandistici tramite l’intervento dei servizi segreti, nel suo caso della CIA. La traduzione, presa da L’Onesto, non sempre è letterale: in alcuni punti fa una sintesi del discorso, anche se il senso resta immutato.

“Sono giornalista da 25 anni circa, da sempre indotto, educato e costretto a mentire e a non dire il vero al mio pubblico, ma ora da qualche mese, vedendo come i media tedeschi ed americani cercano di indurre la gente a fare la guerra in Europa, a fare la guerra alla Russia, ho deciso che non ci sto, non ci sto a manipolare la gente in questo modo, a fare propaganda contro la Russia. In passato io e i miei colleghi siamo stati corrotti per tradire il pubblico non solo nel mio paese ma ovunque in Europa. La ragioni per cui ho scritto questo libro è che ho una grande paura di una guerra in Europa e non voglio trovarmi di nuovo a vivere in questa situazione. Le guerre non nascono mai da sole, c’è sempre dietro una serie di persone che danno la spinta in quel senso, e non sono solo politici, ma anche giornalisti; ho scritto quindi come nel passato abbiamo tradito i lettori con gli orientamenti guerrafondai, non ne voglio più sapere, ne ho le scatole piene di queste menzogne di propaganda da repubblica delle banane, altro che libero paese democratico con libera informazione e diritti umani. Guardate i media tedeschi, i miei colleghi che tuonano ogni giorno contro la Russia, in realtàsono cooptati dalla Nato e dagli USA… pensate che pure io fui fatto cittadino onorario dallo stato americano dell’Oklahoma per i miei scritti filo-americani, sono stato aiutato dalla CIA per il mio lavoro pro-America ed ora ne ho fin sopra i capelli, non mi presto più al gioco.
Il libro che ho scritto non mi darà soldi ed onori, ma un sacco di rogne, perchè desidero dare al pubblico tedesco, europeo e del mondo intero un lampo, un’occhiata minima di ciò che davvero avviene dietro alle quinte. Ci sono molti esempi nel passato, ad esempio se guardate al 1988, marzo ’88 in Iraq dei curdi vennero uccisi in massa con gas tossici.
Io però venni inviato nel luglio ’88 nella città al confine coll’Iran, chiamata Zubaidad. La mia missione -c’era in corso la guerra Iraq-Iran – era di fotografare e scrivere che il gas usato era di fabbricazione Tedesca, Zorin gas di Mostarde azotate. Io dovevo mostrare che questa gente era stata uccisa con gas fabbricati in Germania.
Tornato a casa, di tutto il mio corposo servizio uscì solo una minuscola foto con un piccolissimo trafiletto sul Frankfurter Allgemeine, che cancellava completamente tutto quanto di disumano e terribile avrei voluto comunicare, del fatto che decenni dopo la guerra ci fosse stata della gente uccisa con gas tossici di fabbricazione tedesca. Mi sentii tradito nella mia missione di mostrare l’orrore al mondo intero, non mi permisero di gridare al mondo, a tutt’oggi ovunque in Germania pochi sanno delle migliaia di morti a Zubaidad grazie all’insabbiamento di pezzi come il mio.
Molti giornalisti si proclamano tali, europei o americani, ma in realtà come pure fui io, sono delle “coperture non ufficiali”, che vuol dire, in sostanza tu sei impiegato dalle agenzie di spionaggio, dai servizi segreti, salvo che mai e poi mai lo ammetterebbero, seper caso tu venissi scoperto. Per questo siamo definiti non ufficiali, dei paraventi insomma…Mi sono piegato più volte a questo ruolo, me ne vergogno, come mi vergogno di aver lavorato per l’autorevole Frankfurter Allgemeine dove mi son fatto comprare dall’alta finanza, dagli Americani ecc per NON riferire il vero….Mi chiedo poi cosa sarebbe successo se avessi scritto su quel giornale qualcosa a FAVORE della Russia…Eravamo e siamo tutti obbligati e indotti a scrivere per gli USA e la UE, mai per la Russia.
Mi spiace, questo non è più quello che per me vuol dire democrazia e libertà di stampa. La Germania è tuttora una specie di colonia americana: per esempio è un fatto che la maggioranza dei tedeschi non vuole bombe nucleari sul nostro suolo, ma invece loro ce le tengono, eccome! Quindi è molto facile avvicinare un giovane giornalista di quotidiani, riviste o stazioni radio/tv da parte di questi funzionari NATO, CIA ecc. e dir loro con autorità “Bene, noi siamo la CIA, lavori con noi?
Ebbene no, non è così che funziona. piuttosto ti arriva un gentile invito a visitare gli States, tutto spesato, in pratica ti fanno amico, e scivoli dolcemente in una condizione di collaboratore, perchè ti fidi e ti stanno simpatici. Prima o poi ti chiedono gentilmente questo o quel favore, e pian piano il tuo cervello è lavato e condizionato; ciò non avviene solo per i giornalisti tedeschi, ma ancor di più per gli inglesi che hanno un rapporto ancora più stretto con l’America, e poi gli israeliani, ovviamente coi francesi ma già un poco meno, e poi gli australiani, neozelandesi, taiwanesi e molti altri, perfino nel mondo arabo come i giornalisti giordani, del sultanato di Oman
Quando trovi un professionista rispettato ma trovi che dietro di lui c’è il burattinaio della CIA…Ora vi do un altro esempio: a volte i servizi vengono a trovarti in ufficio a commissionarti un articolo – guardate che questa cosa è successa anche a me! – e ricordate che il BND o Servizio Segreto Federale Tedesco è stato generato direttamente dalla CIA – allora questi signori sono venuti da me al Frankfurter Allgemeine a Francoforte per farmi scrivere un articolo su Gheddafi e la Libia. Questo nonostante il fatto che io non avessi alcuna informazione o notizia speciale su Gheddafi, ma me le hanno date loro, insomma a loro serviva la mia firma sotto le loro informazioni. L’articolo uscì sul Frankfurter Allgemeine, ma era interamente opera del BND.
Allora vedete, questo si può chiamare giornalismo? Coi servizi segreti che scrivono interi articoli? Ce l’ho ancora nei miei files, era una storia di come Gheddafi stava costruendo una fabbrica di gas tossici a Rabtha. Dopo l’uscita sul Frankfurter Allgemeine venne ripreso da giornali e TV del mondo intero, eppure erano cose di cui io non sapevo niente, ero solo stato ingaggiato ed imbeccato dai servizi segreti. Anche questo non è certo un esempio di libero giornalismo, in cuile agenzie di intelligence decidono cosa vada stampato e cosa no; ed ora vi do un ottimo esempio di cosa capita se gli dici di no, che non ci stai.
In Germania abbiamo un eccellente servizio di soccorso per il traffico in elicotteri, amano chiamarsi gli Angeli in Giallo: una volta uno dei loro piloti si rifiutò di collaborare con il BND come “non ufficiale”. Ebbene fu licenziato dal servizio elicotteri, anche perchè il giudice cui si rivolse lo ritenne “inaffidabile” perchè aveva rifiutato l’offerta del BND.
Anch’io sapevo bene cosa mi sarebbe successo se non avessi cooperato coi servizi segreti. Pensate che per ben sei volte la mia casa fu perquisita perchè un pubblico ministero mi aveva accusato di “diffusione di segreti di Stato”… Sei volte! Tuttavia io credo con forza che la verità non si possa sopprimere, e prima o poi debba venire a galla. Non m’importa delle conseguenze, io ho avuto già 3 infarti, non ho figli per cui, se mi portano in tribunale o in galera penso che per il trionfo della verità ne sarà valsa la pena.” Udo Ulfkotte, giornalista

2 Nov 2014, 14:50 | Scrivi | Commenti (438) | Ascolta
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IL PRESIDENTE DELLA BOLIVIA HA INCONTRATO ACCADEMIA KRONOS

(NewTuscia) – VITERBO – Evo Morales è un leader indiscusso della Bolivia e di tutta l’America Latina che nelle recentissime elezioni ha vinto in maniera netta. Il suo popolo lo ama profondamente, riconoscendogli di aver portato dal 2004 ad aggi una nazione che veniva annoverata tra le più povere del … Continua a leggere