Pfas: «Quarant’anni di veleni cancellati dalla prescrizione»

Questo è ciò che accade purtroppo a causa della prescrizione. I reati ambientali che hanno provocato e provocano danni alla tiroide, tumori, morte  e distruzione dell’ambiente, difficilmente risanabile se non a spese esorbitanti dello Stato non possono cadere in prescrizione. RC 

Vicenza, lo rivela il procuratore Cappelleri in audizione … Continua a leggere

ACQUA, CONTRATTI DI FIUME STRUMENTO CENTRALE NELLA GESTIONE DEI BACINI IDROGRAFICI

Entro fine anno Conferenza mondiale dei grandi fiumi e Tavolo Nazionale sui Contratti di fiume 

Proseguono le iniziative per la preparazione dell’XI Tavolo Nazionale sui Contratti di Fiume in programma per fine anno. Grande interesse e partecipazione si è registrata quest’oggi … Continua a leggere

Il Papa: “È irresponsabile inquinare acqua e aria, i governi agiscano”

Messaggio ai partecipanti al Congresso internazionale “Laudato si’ e le grandi Città” in corso in Brasile: «Non stiamo a braccia conserte di fronte al degrado ambientale». Francesco aderisce ad una campagna mondiale a favore del creato

Il Papa: “È irresponsabile inquinare acqua e aria, … Continua a leggere

Meno pesticidi nei corsi d’acqua

SVIZZERA

12/06/2017 – 14:25

La Federazione Svizzera di Pesca chiede maggior attenzione sui pesticidi: «Le autorità controllino e sanzionino maggiormente»

BERNA – La Federazione Svizzera di Pesca vuole che meno pesticidi derivanti dall’agricoltura finiscano in fiumi e … Continua a leggere

I SOCIALISTI VITERBESI PER LO SVILUPPO ECONOMICO DELLA PROVINCIA DI VITERBO


FEDERAZIONE PSI VITERBO

Continua l’iniziativa dei socialisti della Provincia di Viterbo di approfondimento nelle apposite commissioni delle tematiche, riguardanti lo sviluppo del territorio, la salvaguardia dell’ambiente, la mobilità, l’agricoltura, il turismo, la sanità e in generale le questioni quali il … Continua a leggere

Il lago d’Averno non respira cefali morti nell’acqua rossa

NAPOLI

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di Pasquale Guardascione

POZZUOLI. Il fenomeno delle acque rosse del lago d’Averno si è esteso su quasi tutta la superficie dello specchio acqueo. Già ci sono stati primi effetti. Diversi i cefali morti presenti tra i canneti nella zona in prossimità della grotta di Cocceio. Ieri l’Arpac ha effettuato un primo sopralluogo e domani si conoscerà l’esito delle analisi delle campionature delle acque.

FOTO di

«È molto ben chiaro il tipo di fenomeno che in questo momento sta interessando l’Averno – spiega Giuseppe Onorati, responsabile monitoraggi dell’Azienda Regionale per la Protezione Ambientale della Campania – ma solo dopo i dati delle analisi potremo indicare la specie algale». Le acque rosse ieri erano facilmente visibili lungo tutto il perimetro circumlacuale e anche verso il centro del lago. «I prelievi effettuati per altri motivi martedì ci hanno per certi aspetti aiutato a capire – continua – c’è stata una prima fase in cui nei primi cinque metri c’era un eccesso di ossigeno causato da un aumento della fotosintesi della flora presente nel lago. Uno step che ha anticipato la fioritura algale avvenuta tra la notte di giovedì e la giornata di venerdì». La proliferazione delle alghe dovuto ad un ambiente ricco di nutrienti ha prodotto successivamente micro-organismi filamentosi di colore rossastro da cui ne deriva appunto il colore attuale del lago. «Non trovando però più nutrienti le alghe muoiono e vanno in decomposizione creando una reazione organica totalmente opposta a quella iniziale – spiega il dirigente dell’Arpac -. si passa da un eccesso di ossigeno alla sua totale assenza con la creazione di un ambiente anossico. A risentirne maggiormente sono i pesci che iniziano a boccheggiare a pelo d’acqua. Già ieri abbiamo constatato che alcuni sono già morti».

questo sotto il video del lago

 

 

 

Ad aggravare maggiormente il fenomeno dell’anossia è la mancanza del ricambio delle acque a causa del canale di collegamento con il mare totalmente ostruito. Canneti, vegetazione spontanea, ghiaia e rifiuti di ogni genere, infatti, sono in bella mostra lungo tutto il canale. La temperatura del primo strato delle acque del lago fino a martedì era di sedici gradi ma con il caldo anomalo di questi giorni è notevolmente aumentata favorendo il fenomeno dell’eutrofizzazione. «Nell’attesa che si conoscano gli esiti dei prelievi delle acque e si facciano le dovute verifiche – dichiara Onorati -.in via informativa consigliamo di non pescare e non cibarsi dei pesci del lago d’Averno non conoscendo ancora di quale specie algale si tratti. Il nostro non vuole essere nessun allarmismo ma in certi casi è sempre meglio prevenire».

Un fenomeno molto simile a quello dello specchio acqueo flegreo ha interessato negli anni scorsi il lago di Ledro che si trova in Trentino Alto Adige, in una valle sospesa che congiunge la valle del Chiese con il lago di Garda. Negli anni ottanta, nell’autunno del 2009 e nel novembre 2011, parte del lago si tinse di rosso per la fioritura di un alga indicatrice di un’aumentata trofia del lago. Il colore delle acque dell’Averno soprattutto in questa fase è molto simile a quello del lago di Ledro. Ma saranno solo i risultati dei prelievi dell’Arpac, che si conosceranno nella giornata di domani, a stabilirne con certezza la specie algale e la sua fase evolutiva.

Domenica 2 Aprile 2017, 14:45 – Ultimo aggiornamento: 02-04-2017 20:01

L’UE multa l’Italia per infrastrutture inadeguate sull’acqua potabile

NUOVA STANGATA SULLE BOLLETTE da economia.diariodelweb

In Italia il 60% delle infrastrutture dedicate al ciclo idrico integrato è stato realizzato oltre 30 anni fa e il 25% di queste supera i 50 anni. Bruxelles ha già aperto due procedure d’infrazione contro il Belpaese

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Al via Iniziativa dei Cittadini Europei per bandire il glifosato

Mettere al bando il glifosato e riformare la procedura di approvazione dei pesticidi: ecco il contenuto della nuova Iniziativa dei Cittadini europei che sarà presto lanciata in tutta Europa. Oggi la Commissione europea ha deciso di registrare un’Iniziativa dei Cittadini che invita la Commissione a “proporre agli Stati … Continua a leggere

Altra sentenza della Cassazione. Acqua non potabile: L’ente gestore deve risarcire l’utente

NONOSTANTE LE NUMEROSE SENTENZE ALCUNI ENTI GESTORI SOPRATTUTTO COMUNI NON INTENDONO PAGARE E CONTINUANO A PORTARE AVANTI AI MASSIMI LIVELLI DELLA GIUSTIZIA LE CAUSE.
Gli amministratori di questi lo fanno forse perché non pagano di loro tasca ?
Non è riscontrabile il danno erariale che l’ente subisce? Infatti se anche la Cassazione da loro torto perché continuano a sostenere cause insensate col danno che è ormai certo per le casse comunali che oltre ai risarcimenti dovuti dovranno sborsare anche le spese per gli avvocati e le spese processuali? 

Continua la lotta che l’ Aduc-COMITATO ACQUA POTABILE  fa per conto dei cittadini che intendono far rispettare il diritto all’acqua potabile – TEL 0761652027 – 3683065221 

QUELLA RIPORTATA SOTTO E’ LA SENTENZA DELLA CASSAZIONE ULTIMA N 2182/2016 CHE SEGUE L’ALTRA DELLA CASSAZIONE DEL  12 NOVEMBRE – 14 DICEMBRE N 25112

Risarcimento del danno e riduzione delle bollette dell’acqua se dai rubinetti esce acqua non potabile.

Dopo numerose sentenze di giudici di primo grado, arriva finalmente la riconferma anche da parte della Cassazione [1]: se l’acqua che scende dal rubinetto dell’abitazione non è potabile, l’utente ha diritto dalla riduzione del canone e al risarcimento del danno. Con una sentenza di qualche ora fa la Suprema Corte accorda l’agognato taglio delle bollette a tutti quei comuni ove ormai l’acqua è inquinata. E non sono pochi in Italia, tant’è che la materia si appresta a diventare un vero e proprio filone giurisprudenziale per cause “seriali”.

da laleggepertutti

Già in passato si sono espressi, in tal senso, numerosi giudici di pace tra cui il G.d.P. di Piacenza, di Reggio Calabria, di Viterbo e di Napoli. Anche la Cassazione, l’anno scorso, aveva ricordato che la bolletta dell’acqua non è una tassa, ma un canone per un servizio, per cui, se il servizio non viene adempiuto correttamente, all’utente spetta la restituzione dei soldi versati ed, eventualmente, il risarcimento per essere stato costretto ad approvvigionarsi a fonti alternative e, magari, più costose (si pensi alle bottiglie d’acqua del supermercato).

 

Come noto, una delle voci della bolletta dell’acqua è il canone di depurazione; ma è chiaro che se l’acqua non è potabile, non si può chiedere un pagamento per un servizio mai reso. Così l’utente ha diritto, quanto meno, al rimborso di tutti gli importi versati negli ultimi cinque anni, a titolo di tale fantomatica prestazione. Ma, oltre alla restituzione di tali somme, l’utente ha diritto al risarcimento del danno economico se dimostra l’utilizzo di fonti alternative (utili potrebbero essere gli scontrini del supermercato per le cassette di acqua minerale).

 

Con la sentenza odierna, la Cassazione ha imposto alla società che gestisce l’acquedotto il risarcimento agli utenti per il periodo in cui il Comune ha vietato l’uso potabile dell’acqua erogate dal concessionario all’interno delle abitazioni: la società titolare del servizio, infatti, è debitrice della prestazione nel contratto di somministrazione e deve dunque dimostrare di aver impiegato la necessaria diligenza per rimuovere gli ostacoli frapposti all’esatto adempimento; diversamente paga i danni.

 

 

La vicenda

Forse simbolico ma comunque significativo il risarcimento di circa 850 euro ottenuto dall’utente di un Comune siciliano, liquidato secondo equità dal giudice di pace e confermato dal Tribunale in sede di appello. L’acquedotto non riesce a scaricare la responsabilità sulla locale raffineria, alla quale spetterebbe il compito di “captare l’acqua marina e procedere alla sua dissalazione”, mentre alla società concessionario toccherebbe soltanto “miscelare l’acqua, una volta dissalata, in modo da renderla potabile”. E dunque l’acquedotto non può essere esonerato dalla responsabilità per il (presunto) inadempimento della raffineria dopo il provvedimento adottato dal Comune perché i parametri chimici e i caratteri organolettici dell’acqua risultano difformi dagli standard di legge.

 

La società che gestisce l’acqua può evitare la condanna solo dimostrando di non aver potuto adempiere la prestazione dovuto per una causa non imputabile ad essa; non può limitarsi a eccepire la semplice difficoltà della prestazione o il fatto ostativo del terzo.

 

 

Cosa devono fare gli utenti per ottenere i rimborsi

L’utente che voglia agire contro il Comune o l’ente gestore dovrà azionare una causa davanti al giudice di Pace. (L’ADUC- COMITATO ACQUA POTABILE E’ A DISPOSIZIONE ndr )

segue sulla pagina dell’articolo originale clicca qui

 

1] Cass. sent. n. 2182/16 del 4.02.2016.

 

E’ morto il prof. Roberto Minervini

Ho appreso della scomparsa di Roberto Minervini. Dopo una brutta malattia ha lasciato la vita terrena un valente scienziato, un grande amico che ricorderò sempre con affetto per la sue grandi capacità comunicative nella esposizione di concetti non facili da comprendere. Resta difficile trovare parole per esprimere tutto il mio apprezzamento … Continua a leggere

Riflessioni sulla monocoltura della nocciola

RIFLESSIONI SULLA MONOCOLTURA DELLA NOCCIOLA

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La continua espansione della monocoltura della nocciola richiesta dalla Ferrero, produrrà benefici per i coltivatori e per la collettività?      

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da prontopro Posted on December 14, 2016 by Fabio Lanzafame

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03 dicembre 2016 

Un contributo alla comprensione può venire dalle ultime vicende:

– La Regione Toscana nell’aprile 2015 firma un protocollo d’intesa con l’ ISMEA (Istituto di servizi per il … Continua a leggere

Microplastiche nel lago di Bolsena

Secondo il rapporto ”Goletta Laghi” di Legambiente, sono quasi 27mila  in media le particelle presenti per chilometro quadrato 01/12/2016 – 06:38

CAPODIMONTE – Il lago di Bolsena è inquinato, interessato fortemente da tracce di micro-particelle di plastica. Questo è quanto emerge dal primo studio preliminare redatto da Legambiente sulla presenza … Continua a leggere

Dal 1° Rapporto del Registro tumori della Provincia di Viterbo una chiara indicazione: la prevenzione può favorire la riduzione di malattie e morti.

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L’8 novembre 2016 a Viterbo presso la sede dell’amministrazione provinciale è stato presentato a cura dell’ Associazione italiana registro tumori (AIRTUM) – Regione Lazio – ASL Viterbo – Sistema Sanitario … Continua a leggere

Arsenico, ancora 16 comuni fuori norma. Valentini: Miscelare l’acqua con quella del Tevere

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VITERBO – Martedì 8 novembre, presso la sala Benedetti di Palazzo Gentili, a partire dalle ore 14 la Asl di Viterbo presenta il primo rapporto provinciale del registro tumori. L’incontro, presieduto dal direttore generale Daniela … Continua a leggere

Acqua ed inquinamento dell’informazione – Il convegno formativo all’Università della Tuscia

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