Gli effetti dei cambiamenti climatici sulla salute dei bambini di città

Cosa c’è scritto sull’ultimo report dell’Agenzia europea per l’ambiente

di GIOVANNA BORRELLI 13 febbraio 2019,07:30

Gli effetti dei cambiamenti climatici sulla salute dei bambini di città

CAMBIAMENTI CLIMATICIBAMBINI

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Ma senza fiumi, laghi e zone umide in buono stato di salute, non ci sarebbe acqua potabile per … Continua a leggere

Papa Francesco: lettera Accademia per la vita, “la soglia del rispetto fondamentale della vita umana è violata oggi in modi brutali”. La “robotica” tra le nuove frontiere

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15 gennaio 2019 @ 11:02 da agensir.it

foto SIR/Marco Calvarese

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Come e perché i cambiamenti climatici influiscono sulla nostra salute

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Effetti sulla salute associati all’esposizione ai PFAS

06/11/2018 07:45

L’audizione presso il Congresso degli Stati Uniti d’America del NIEHS in tema di PFAS è stata l’occasione per presentare i risultati di alcune ricerche in materia

Effetti sulla salute associati all'esposizione ai PFAS

Dalle sale del Congresso degli Stati Uniti ad un raduno internazionale a Zurigo, oggi scienziati, ricercatori, legislatori, politici stanno cercando di rispondere alle crescenti preoccupazioni per la salute umana derivanti da una classe di sostanze chimiche note con l’acronimo PFAS.

Le sostanze per-fluoro-alchiliche (PFAS), per le loro peculiari caratteristiche fisiche e chimiche, sono state ampiamente utilizzate dagli anni ’50 nell’industria e nel commercio e sono pertanto presenti in diversi prodotti comuni (pentole antiaderenti, indumenti idrorepellenti, tessuti e tappeti resistenti alle macchie, alcuni cosmetici, alcune schiume antincendio e prodotti resistenti a grasso, acqua e olio).

Le stesse peculiarità rendono tuttavia queste sostanze altamente persistenti e diffuse in tutti i comparti ambientali con una presenza particolarmente rilevante nel comparto idrico e ne sono ormai riconosciuti gli effetti sulla salute umana.

Gli esseri umani sono esposti ai PFAS attraverso una miriade di pratiche e prodotti. L’ingestione, in particolare attraverso l’acqua potabile, è la via di esposizione umana predominante; dopo anni di utilizzo, i PFAS sono stati infatti trovati sia nelle acque superficiali che in quelle sotterranee, causando esposizione, oltre che attraverso l’ingestione, anche per inalazione durante la doccia e per assorbimento cutaneo. I contenitori per gli alimenti, l’abbigliamento e i mobili resistenti alle macchie costituiscono altri possibili percorsi di esposizione per l’uomo.

Le attuali conoscenze relative agli effetti sulla salute umana derivano da studi condotti su animali e da indagini epidemiologiche su lavoratori e popolazioni esposte, svolti principalmente negli Stati Uniti. La ricerca condotta fino ad oggi ha rilevato associazioni tra esposizione a PFAS e specifici effetti negativi sulla salute umana; qui riportiamo gli esiti di alcune ricerche che sono stati presentati in occasione dell’audizione del National Institute of Environmental Health Sciences (NIEHS) e del National Toxicology Program (NTP) presso il Congresso degli Stati Uniti d’America lo scorso settembre 2018.

Possibili effetti avversi sulla salute umana

  • Disfunzioni del sistema immunitario: nel 2016, il National Toxicology Program (NTP) ha concluso che il PFOA e il PFOS (due PFAS più comunemente usati e trovati nell’ambiente) sono considerati un rischio per la funzione del sistema immunitario sano negli esseri umani; l’esposizione degli adulti ai PFAS è stata anche associata ad una diminuzione nella produzione di anticorpi.
  • Cancro: i dati epidemiologici sulle associazioni tra PFAS e rischio di cancro sono limitati, gli studi condotti mostrano che le persone esposte ad alti livelli di PFAS possono avere un aumento del rischio di cancro al rene o ai testicoli, tuttavia, questi studi potrebbero non aver esaminato altri fattori come il fumo. Altre ricerche condotte su animali hanno dimostrato come PFOA e PFOS possono causare cancro al fegato, ai testicoli, al pancreas e alla tiroide. Tuttavia, alcuni scienziati ritengono che gli esseri umani potrebbero non sviluppare gli stessi tumori degli animali.
  • Sviluppo cognitivo e neurocomportamentale dei bambini: alcuni studi epidemiologici sull’uomo hanno mostrato associazioni tra alcuni PFAS ed effetti sullo sviluppo. Uno studio sull’uomo ha rilevato un’associazione tra esposizione ai PFAS durante la gravidanza e diminuzione del peso alla nascita e della circonferenza della testa, solo nei maschi. Altri studi hanno dimostrato relazioni tra esposizione prenatale a determinati PFAS (soprattutto PFOS) ed effetti neurocomportamentali come, ad esempio, abilità cognitive, sviluppo psicomotorio, disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività.
  • Disturbi endocrini: gli studi suggeriscono che l’esposizione precoce ad alcuni PFAS può contribuire allo sviluppo di malattie metaboliche, tra cui l’obesità e il diabete di tipo 2. Sebbene sia necessaria un’ulteriore conferma, i risultati di uno studio suggeriscono che l’esposizione ad alcuni PFAS durante la gravidanza possa influenzare il metabolismo dei lipidi e la tolleranza al glucosio. Sembra che alcuni PFAS possano anche influenzare il peso corporeo più avanti nella vita. La fertilità è un altro risultato correlato agli effetti endocrini: una revisione della letteratura sulle recenti prove epidemiologiche umane sull’associazione tra esposizione ad alcuni PFAS e misure di fertilità umana mostra il potenziale di effetti sulla fecondabilità femminile (cioè la probabilità di concepimento).

Dalla sommaria rassegna degli studi condotti, emerge senza dubbio come sia necessario intensificare la ricerca in questo campo; se infatti negli ultimi anni la conoscenza delle associazioni epidemiologiche è costantemente cresciuta, molte domande rimangono ancora senza risposta ed occorre migliorare la comprensione dei potenziali meccanismi e processi biologici attraverso cui i PFAS possono avere un impatto sulla salute umana. Un gruppo di oltre 50 scienziati e regolatori internazionali si è riunito nel novembre 2017 a Zurigo, in Svizzera, e ha identificato e condiviso esigenze ed obiettivi in materia di PFAS, formulando raccomandazioni per tutti coloro che svolgono ricerca, legiferano ed utilizzano tali sostanze, esortandoli a collaborare. Al termine del workshop è stato redatto un documento (così detta dichiarazione di Zurigo), che è stato anche pubblicato ad agosto scorso sulla rivista Environmental Health Perspectives.

Per approfondimenti visita anche il sito Web dell’Agenzia statunitense per le sostanze tossiche e il registro delle malattie

Testo di Maddalena Bavazzano

467 modi in cui i cambiamenti climatici stanno già cambiando la nostra vita

AMBIENTE  da lifegate.it Pubblicato il 27 NOV 2018 di ANDREA BAROLINI
Uno studio pubblicato dalla rivista scientifica Nature Climate Change spiega in che modo i cambiamenti climatici già colpiscono la nostra quotidianità.

cambiamenti climatici non si manifestano soltanto con gli uragani sempre più potenti che colpiscono l’America centrale, né solo con i fenomeni eccezionali come quelli ai quali si è assistito in Italia nel corso dell’autunno. Le conseguenze degli stravolgimenti imposti al clima dalle attività umane sono in realtà già presenti in tutti i settori cruciali della vita dell’uomo. Dalla salute al cibo, dall’acqua all’economia, dalle infrastrutture alla sicurezza.

cambiamenti climatici conseguenze

I cambiamenti climatici non si manifestano solo con le loro conseguenze più eclatanti, come lo scioglimento dei ghiacci polari © Mario Tama/Getty Images

Decessi, fame, malattie: l’impatto sulla salute è già devastante

A certificarlo è un vasto studio pubblicato il 19 novembre dalla rivista scientifica Nature Climate Change. Secondo il quale l’umanità paga il prezzo della risalita della temperatura media globale, dovuta alla concentrazione di gas ad effetto serra nell’atmosfera terrestre, in ben 467 modi differenti.

Leggi anche: CO2, nuovo record. L’atmosfera terrestre sempre più satura

Nell’analisi vengono citate ad esempio le morti legate ai casi di ipertermia, nel corso delle ondate di calore che colpiscono zone non abituate a temperature così alte. Ma anche i decessi legati agli annegamenti dovuti alle inondazioni e quelli provocati dalle siccità estreme. Basti pensare che nella sola Etiopia, la fame causata dalla mancanza anormale di piogge ha provocato dal 1980 ad oggi 800mila morti. Ma sono stati conteggiati anche coloro che perdono la vita nel corso delle tempeste o asfissiati per via di incendi (come nel caso recente che ha riguardato la California).

A tutto ciò si aggiungono le persone che non muoiono ma la cui salute è compromessa dalle mutate condizioni climatiche. In questo senso, lo studio ricorda la recrudescenza di epidemie di malaria, dengue, colera o diarrea. Senza dimenticare i problemi legati alla salute mentale: a partire dalla depressioni post-traumatiche registrate dopo i passaggi degli uragani negli Stati Uniti o a seguito delle inondazioni che hanno colpito il Regno Unito nel 2007. O a quelle che attualmente si registrano in Australia, connesse a casi di suicidi, mentre il paese è afflitto dalla peggiore siccità della sua storia.

Ploy Achakulwisut, PhD@_aploy

467 ways is harming our health, food, water, infrastructure, economy and security. Stop saying “Save the Planet”. It’s us that are in dire need of saving. https://www.nature.com/articles/s41558-018-0315-6 

Visualizza altri Tweet di Ploy Achakulwisut, PhD

Le conseguenze dei cambiamenti climatici per agricoltura, acqua e infrastrutture

Ma ad essere colpita è anche la produzione agroalimentare. Lo studio fornisce in questo senso alcuni esempi eclatanti: un terzo dei cereali in Russia sono andati perduti a causa degli incendi e della siccità del 2010. Il che ha provocato anche il raddoppio del prezzo della materia prima sui mercati internazionali. I tre quarti del bestiame presente in Kenya sono morti a causa della mancanza di piogge nel 2000. Mentre negli Stati Uniti, ogni volta che la temperatura supera i 38 gradi centigradi, i rendimenti annuali delle colture scendono del 5 per cento.

L’analisi ricorda poi i problemi legati all’acidificazione degli oceani e all’aumento conseguente dello sbiancamento dei coralli. Il che diminuisce a sua volta l’habitat naturale della fauna acquatica.

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Le conseguenze di una pesante ondata di siccità in California, nel 2014 © Sullivan/Getty Images

Casi di difficoltà di approvvigionamento di acqua potabile, poi, sono sempre più frequenti. Emblematici i problemi riscontrati a Città del Capo, in Sudafrica. Ma anche l’erogazione di energia elettrica, i trasporti e le infrastrutture sono colpiti sempre più spesso. Dagli anni Ottanta ad oggi sono tredici milioni le case distrutte nel solo Bangladesh; nove milioni in Cina e due milioni in Pakistan. Senza parlare di ferrovie, strade, ponti, porti, dighe.

Alla fine del secolo si rischia di avere un miliardo di migranti climatici

Il che comporta ricadute dirette sui redditi, sulla ricchezza e sui posti di lavorodelle popolazioni colpite. Il costo economico delle catastrofi naturali (comprese quelle dipese dal clima) avvenute nel 2017, d’altra parte, è stato – secondo un rapporto della compagnia Swiss Re – pari a 306 miliardi di dollari in tutto il mondo.

Leggi anche: 12 anni per agire o il clima impazzirà

Tutto ciò, infine, è responsabile dell’aumento delle tensioni tra popoli e nazioni. E di decine di milioni di persone costrette a fuggire dalle proprie terre, divenute inabitabili. Nel luglio del 2017, un rapporto della Banca asiatica per lo sviluppo aveva spiegato che se la temperatura media globale sulla superficie delle terre emerse e degli oceani sarà cresciuta, alla fine del secolo, di più di 2 gradi centigradi rispetto ai livelli pre-industriali, per i paesi asiatici e per quelli che affacciano sul Pacifico gli effetti saranno disastrosi. Nel 2100, così, i migranti climatici in tutto il mondo potrebbero raggiungere la cifra impressionate di un miliardo.

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Presentazione del libro di Quirino Galli “Miti e leggende intorno al Lago di Bolsena”

 18 Novembre 2018  da lacitta.eu

Viterbo LIBRI

Il Lago di Bolsena alla fine dell’800 (Archivio Mauro Galeotti)

Il prossimo 27 novembre 2018, alle ore 16.00, presso il Centro Diocesano di Documentazione –  Palazzo Vescovile di Viterbo – sarà presentato il libro di Quirino … Continua a leggere

L’illecito utilizzo di pesticidi compromette ambiente e salute trasformando -La Città di tutti- in deprimente -Città di pochi-.

da lacitta.eu

Bengasi Battisti Medico – Consigliere Comunale – Direttivo Associazione Nazionale Comuni Virtuosi

L’illecito utilizzo di pesticidi compromette ambiente e salute trasformando “La Città di tutti” in deprimente “Città di pochi“.

L’onorabilità della politica non prescinde dalla tutela dei diritti Costituzionali.

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Meduse e alghe urticanti, L’Asp : allontanarsi in presenza di chiazze rosse

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4 agosto 2018

“Allontanarsi in presenza di chiazze rosse in mare”. Lo raccomandano dall’Asp di Agrigento. Il fenomeno verificatosi nel lido di Maddalusa lo scorso mercoledì mattina potrebbe ripetersi anche in altre spiagge.

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Sorgenti, laghi e fiumi europei: stato di salute a rischio secondo UE

La maggior parte di sorgentilaghi e fiumi europei non gode di una buona salute ecologica, non avendo passato la prova ambientale condotta dall’Agenzia europea per l’Ambiente. Questo quanto è possibile apprendere nel nuovo … Continua a leggere

Il rapporto ISPRA sui pesticidi nelle acque – Bengasi Nattisti chiede interventi legislativi alla Regione Lazio.

Bengasi Battisti Medico e Consigliere Comunale. Direttivo Associazione Nazionale Comuni Virtuosi

Sono 259 i pesticidi trovati nelle acque italiane, con il potente e diffuso erbicida glifosate che insieme al suo metabolita AMPA, presenta il maggior numero di superamenti (rapporto ISPRA 2015/2016).

Nel 2016 nelle … Continua a leggere

Allarme glifosato: più di 259 pesticidi nell’acqua potabile italiana

 VIDEO

Secondo le ultime analisi, le acque italiane sarebbero ricche di pesticidi, tra cui glifosato.

L’utilizzo sempre più diffuso di pesticidi e sostanze chimiche nell’agricoltura continua a mettere a rischio la nostra salute. A ribadirlo è stata una delle ultime analisi effettuate sull’acquasuperficiale e in profondità nell’intera penisola italiana: secondo quanto riscontrato, nell’acqua che beviamo ci sono più di 259 tipologie di sostanze tossiche tra cui il glifosato. La situazione descritta dall’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) riguarda in maggior misura alcune aree dell’Italia, nelle quali sono stati predisposti controlli più frequenti.

Il rapporto dell’Ispra sulle acque italiane

Nelle scorse ore, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale ha reso noti i risultati ottenuti dalle analisi delle acque superficiali che bagnano l’intera penisola italiana.

Quanto descritto dall’Ispra ha messo in luce una situazione tanto allarmante quanto pericolosa per la salute [VIDEO], per via del fatto che è emersa la grande contaminazione da parte dell’aldicarb: si tratta di un potente insetticida che si degrada con molta difficoltà, passando invece molto facilmente nelle falde acquifere grazie all’azione delle piogge. Tale sostanza particolarmente nociva per la salute umana e non è stata riscontrata nel 67% dei 1.554 siti in cui sono stati prelevati campioni di acqua. Ma non finisce qui: l’analisi è stata condotta anche in profondità, dove è stata invece riscontrata la presenza dell’atrazina. Quest’ultimo è un principio attivo presente in alcuni erbicidi ed è stato più volte oggetto di studi approfonditi legati alla possibile cancerogenicità; anche se non tutti i test sono stati concordi, è accertata la pericolosità nei confronti delle ovaie dei criceti e la femminizzazione degli esemplari maschi di alcune specie animali come gli anfibi.

Infine il glifosato è stato ritrovato nel 48% dei siti esaminati.

Le zone maggiormente inquinate

Quanto è emerso dal quadro delineato dall’Ispra è stato poi integrato dal Ministero dell’Ambiente, il quale ha specificato le aree maggiormente coinvolte dall’inquinamento. Tra le regioni italiane, quella del Veneto, del Piemonte, dell’Emilia Romagna, della Toscana e del Friuli-Venezia Giulia sono le più colpite e proprio per questo motivo si è deciso di effettuare un numero più elevato di controlli in tutta l’Italia del Nord. La presenza di prodotti pericolosi [VIDEO] come pesticidi ed erbicidi è stata riscontrata anche in Sicilia con un esito positivo nel 60% dei punti esaminati. Nonostante questi dati allarmanti, l’Ispra ha comunque registrato rispetto agli anni passati un calo del 36,7% della vendita dei prodotti tossici e molto tossici; al contempo però Rossella Muroni, ex presidente della Legambiente, ha fatto notare come siano state trovate sostanze vietate persino da 10-20 anni.

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