IL MERITO E IL BISOGNO – Milano 10-11 novembre 2017

“Il Merito e il Bisogno”. Milano – 10/11 novembre 2017
Fast – Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche
Piazzale Rodolfo Morandi, 2 Milano

Programma:

Venerdì 10 novembre
Saluti. Mauro Broi
Presiede Carlo Tognoli
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Incendi e guasti sui bus Cotral dovuti a manutenzioni fantasma, 50 indagati

La truffa ai danni dello Stato messa in atto da dipendenti infedeli ed imprenditori a cui era affidato l’appalto. In manette il titolare di una officina meccanica: “Dobbiamo rubà nei modi giusti”

Guasti ed incendi sui bus Cotral con pendolari alle prese con disagi e difficoltà da oltre due anni. Problemi non casuali ma dovuti a negligenza, come scoperto dalla Guardia di Finanza di Roma al termine di una complessa attività d’indagine denominata “Operazione Manutenzione Fantasma“.

“RUBA’ NEI MODI GIUSTI” – In particolare le Fiamme Gialle hanno scoperto il sistema mediante il quale si truccavano le manutenzioni degli autobus delle linee regionali Cotral facendo risultare di aver riparato pullman che invece continuavano a circolare senza i prescritti standard di sicurezza o, peggio, subivano continui guasti. Per questo i militari del Comando Provinciale di Roma hanno arrestato stamattina il titolare di una società affidataria dell’appalto per la manutenzione e riparazione degli autobus di linea regionali per truffa aggravata ai danni dello stato e frode in pubbliche forniture indagando al contempo 50 persone. A riassumere in pieno la situazione una frase estrapolata da una delle intercettazioni nella quale il 55enne finito in manette affermava: “Noi dobbiamo rubà nei modi giusti“.

PRESTAZIONI MAI ESEGUITE – Le indagini, durate oltre due anni, hanno fatto emergere una reiterata e spudorata condotta fraudolenta realizzata da più società appaltatrici che, con la complicità di alcuni dipendenti infedeli di Cotral che hanno certificato la corretta esecuzione delle manutenzioni degli autobus di linea, hanno incassato somme per prestazioni mai eseguite.

DENUNCIA DELL’AZIENDA DEI TRASPORTI – Le attività investigative sono iniziate nel 2014 a seguito di una denuncia presentata dai vertici della stessa Azienda regionale, allarmati dall’enorme ed inusuale mole di guasti degli autobus che ha causato numerosi disservizi ai cittadini. Si erano verificati, inoltre, persino episodi di incendi di vetture lungo le tratte regionali che, come è stato poi accertato, erano dovuti anche all’omessa manutenzione dei mezzi da parte della quasi totalità delle imprese affidatarie del servizio.

ATTIVITA’ ISPETTIVA INTERNA – L’azienda regionale, all’esito di un’attività ispettiva interna, aveva rilevato e segnalato alcune criticità nei rapporti con le ditte appaltatrici delle attività di manutenzione dei mezzi. Le penetranti indagini, eseguite dai Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Capitale attraverso intercettazioni telefoniche, esame di corposa documentazione, perquisizioni e sequestri, hanno fatto emergere un collaudato sistema di frode ai danni di Cotral.

LA FRODE AI DANNI DI COTRAL – In particolare: la manutenzione richiesta non veniva concretamente effettuata, pur essendo attestata dagli organi di controllo dell’azienda; in caso di necessità di sostituzione di pezzi, in luogo di quelli originali venivano utilizzati pezzi di ricambio usati e ripuliti, spacciati per nuovi; nel caso in cui l’azienda forniva il pezzo da installare, questo veniva trattenuto dalla ditta per la successiva rivendita a terzi o addebitato a Cotral per altri lavori mentre sul veicolo veniva installato un pezzo usato ovvero si ripuliva quello presente, facendo comunque figurare, sempre con la complicità degli addetti ai controlli, che l’intervento si era concretizzato nei termini stabiliti contrattualmente.

CRONOTACHIGRAFI NON REVISIONATI – Inoltre, un riscontro eseguito su circa 1400 vetture, pressoché la totalità degli autobus Cotral, ha fatto emergere come anche i cronotachigrafi digitali in dotazione ai bus di linea non venissero revisionati da parte dell’impresa affidataria dell’appalto che, invece, ne certificava falsamente la taratura.

IN STRADA INVECE CHE A FARE LA REVISIONE – Dall’analisi dei tracciati dei sistemi di geolocalizzazione installati a bordo dei pullman è emerso, infatti, che nelle date in cui veniva attestata la revisione, le vetture di linea si trovavano in servizio sul territorio regionale o ferme nei depositi. Il sistema di frode era finalizzato a rendere remunerativo, per la ditta affidataria, l’appalto per l’installazione degli stessi cronotachigrafi a quest’ultima aggiudicato sulla base di un’offerta evidentemente anomala per l’esiguità dell’importo di aggiudicazione.

91MILA PER LA TARATURA DEI CRONOTACHIGRAFI – Nei confronti di questa società, i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria stanno ora procedendo al sequestro di disponibilità finanziarie per complessivi 91.000 euro ovvero l’importo che Cotral ha pagato per la taratura periodica dei cronotachigrafi digitali, attività – come detto – mai effettivamente svolta.

SISTEMA FRENANTE – La struttura criminale si è consolidata nel tempo proprio grazie alla compiacenza di alcuni capi tecnici della Cotral, responsabili del controllo e del riscontro delle manutenzioni effettuate. Le prestazioni manutentive riguardavano anche parti essenziali delle vetture, quali il sistema frenante o le parti meccaniche principali di bus che in alcuni casi, avevano già oltre quindici anni di vita e necessitavano di una corretta e reale manutenzione al fine di garantire i livelli di sicurezza essenziali.

DIPENDENTI COTRAL INFEDELI – I dipendenti di Cotral attualmente indagati invece di curare gli interessi dell’Azienda hanno favorito i proprietari delle officine di manutenzione omettendo volutamente di effettuare i prescritti riscontri e convalidando la regolarità delle lavorazioni effettuate a tutto vantaggio dei fornitori. Alcuni di loro, venuti a sapere delle indagini in corso poiché nominati ausiliari di Polizia Giudiziaria per esaminare i veicoli oggetto di riparazione, si sono subito preoccupati di avvertire i dipendenti coinvolti nell’attività di controllo e pertanto sono stati denunciati per il reato di rivelazione di segreto di ufficio e favoreggiamento personale.

50 INDAGATI – Le lunghe e complesse attività di polizia giudiziaria svolte dalla Guardia di Finanza hanno consentito di segnalare all’Autorità Giudiziaria complessivamente 50 persone per concorso in truffa aggravata ai danni dello Stato, frode nelle pubbliche forniture, attentato alla sicurezza dei trasporti, abuso d’ufficio, turbata libertà degli incanti, rivelazione di segreto d’ufficio, favoreggiamento e falso, ma soprattutto hanno permesso di porre fine ad un sistema truffaldino che ha depauperato le casse dell’azienda regionale creando, oltre al danno economico, anche il cattivo funzionamento dei mezzi, notevoli disagi e disservizi per l’utenza e persino la messa in pericolo dei fruitori degli autobus.

DOBBIAMO RUBA’ NEI MODI GIUSTI – Oggi è stato tratto in arresto un 55enne romano, responsabile di una delle officine coinvolte nell’inchiesta che, durante le indagini, come palesato dalle intercettazioni, ha espresso il proposito di realizzare condotte ancor più raffinate per non farsi scoprire e per assicurarsi il profitto derivante dalle omesse o imperfette attività di manutenzione affermando: “noi dobbiamo ruba’ nei modi giusti! Noi dobbiamo ruba’ nei modi giusti!“.

OPERAZIONE MANUTENZIONE FANTASMA. IL VIDEO 

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La religione più diffusa al mondo: le prime cinque posizioni

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L’enciclica «Laudato sì’». Fede, scienza, ragione: un’alleanza per il clima, la terra e la giustizia sociale«Laudato sì’». Dopo il convegno, un documento e una mozione

Due testi comuni siglati dalle realtà che hanno promosso il convegno del 4 novembre e che vogliono continuare il percorso di riflessione iniziato 6 novembre 2015 da casadellacarita.org


DICHIARAZIONE COMUNE DEI PARTECIPANTI ALL’INCONTRO:
«L’ENCICLICA LAUDATO SÌ’»
FEDE, SCIENZA, RAGIONE: UN’ALLEANZA PER IL CLIMA, LA TERRA E LA GIUSTIZIA SOCIALE

Noi, organizzazioni, movimenti, singoli firmatari di questa Dichiarazione, confrontandoci pubblicamente a Milano mercoledì 4 novembre 2015 in un incontro aperto ad ogni contributo, vogliamo richiamare l’attenzione sui principali contenuti di ordine culturale, sociale e civile dell’enciclica «Laudato sì’» al fine di trarne delle indicazioni operative su cui incentrare i nostri impegni futuri. Impegni tesi anche a ridare nobiltà alla partecipazione politica, intesa come l’agire per il bene comune. Senza sottovalutare gli altri temi di una enciclica che è una miniera ricchissima di suggestioni, quelli su cui si è concentrata la nostra attenzione possono essere sintetizzati nei seguenti punti:

1. Il discorso di Papa Francesco è rivolto a tutti, credenti e non credenti, e non soltanto ai cristiani. È un discorso che riguarda la condizione umana in quanto tale.

2. È un discorso che riguarda tutta la Terra – tutto il creato – nel suo insieme: nella sua dimensione fisica, biologica, sociale, spirituale, affrontate nel loro inestricabile intreccio. Nessuna di queste dimensioni può essere affrontata senza tener conto dei nessi che la legano a tutte le altre.

3. In particolare, papa Francesco sottolinea come la vita e l’esperienza dell’essere umano siano inscindibili dal suo rapporto con l’ambiente fisico e con l’insieme dei viventi che popolano la terra. E viceversa. Questo segna l’abbandono di una visione antropocentrica che fa della specie umana la dominatrice dell’Universo: una concezione che ha caratterizzato gran parte della cultura occidentale nel corso dell’era moderna, influenzando gran parte del pensiero cristiano, soprattutto a partire dalla Riforma.

4. Scienza, religione e saperi popolari, compresi quelli dei popoli indigeni che colgono appieno l’integrazione con la natura, sono, su un piano di parità, modi di rapportarsi al mondo e al creato che non si escludono a vicenda; nessuno di essi può vantare una superiorità sull’altro. La loro conciliazione è un compito in continuo divenire.

5. L’Enciclica considera il vivente, il modo in cui la vita si riproduce e si rigenera, la fonte normativa delle regole che dovrebbero presiedere anche ai rapporti degli esseri umani tra di loro e con il loro ambiente; il che presuppone l’adozione di un sistema economico circolare, che non produce rifiuti, affinché gli scarti dei processi di produzione o di consumo ritornino all’ambiente in forme compatibili con la sua rigenerazione, oppure rientrino in un nuovo ciclo produttivo.

6. Lo scarto, quando è un residuo incompatibile con questi processi di rigenerazione, è la manifestazione principale e più evidente di un’economia di tipo lineare: un sistema che aggredisce le risorse della Terra per trasformarle, nel più breve tempo possibile, in materiali e sostanze inutilizzabili, inquinanti, che degradano l’ambiente e la vita. La velocità crescente imposta alla società dai processi di innovazione tecnologica ed economica, spesso in contrasto con i tempi della natura e della partecipazione democratica, rendono sempre più difficile sottrarsi a questo meccanismo.

7. Questo paradigma lineare non si applica solo alle cose, ma anche al vivente in genere e all’esser umano in particolare. La condizione dei poveri, degli esclusi, degli esseri umani sfruttati finché servono, finché sono produttivi o alimentano il consumo, per poi essere messi ai margini del consorzio umano, è la manifestazione, nel sociale, di un paradigma devastante che investe tutti i rapporti degli esseri umani tra di loro e con la Terra.

8. La povertà e l’emarginazione sono indissolubilmente legate all’aggressione alle risorse della Terra, ne sono una conseguenza diretta, mentre le diseguaglianze crescenti prodotte dal sistema economico e finanziario concorrono a loro volta a perpetuare questa aggressione perché privano i poveri e gli emarginati non solo dell’uso pubblico di beni comuni, come l’acqua, a seguito di insistenti e sempre più diffuse campagne di privatizzazione, ma anche della possibilità da parte dei meno abbienti di prendersi cura dell’ambiente in cui vivono e di custodire la Terra.

9. Le manifestazioni principali di questo squilibrio sono il ruolo assunto dal denaro come unico metro di misura di ciò che vale e merita di essere perseguito e il potere crescente della finanza, che, nella sua corsa all’accumulazione, non rispetta né l’essere umano né l’ambiente.

10. L’alternativa all’economia e alla società delle disuguaglianze e alla cultura dello scarto è la conversione ecologica; che ha una dimensione sociale fondata su un diverso paradigma energetico, sulla messa al bando del commercio delle armi e degli arsenali nucleari e sulla cura e sulla custodia della Terra, cioè su una produzione e un consumo sostenibili, che non intacchino il diritto di tutti i viventi e delle generazioni future a beneficiare di ciò che la Terra è in grado di offrire a chi la abita. Ciò riguarda in particolare il cambiamento climatico in corso e le sconvolgenti migrazioni provocate da guerre, desertificazioni e landgrabbing, tutti connessi alla rapina delle risorse. Ma la riconversione ecologica ha anche una dimensione personale nell’adozione di uno stile di vita fondato sulla sobrietà, sul consumo critico, sull’assunzione di una responsabilità nei confronti del prossimo e del vivente.

11. L’orizzonte culturale della conversione ecologica è dato da un’ecologia integrale, che non separa la difesa e la custodia dell’ambiente dalla cura per la condizione umana e dalla lotta contro l’ingiustizia e le diseguaglianze. E viceversa. Non si tratta solo di un approccio teorico, ma di un punto di vista intrinseco alla spinta dei popoli verso una società più giusta.

12.  La dimensione spirituale, ma profondamente radicata nella nostra condizione di abitanti della Terra, di questa conversione è la riconciliazione e la sintonia con tutto il vivente e con la bellezza e la dimensione estetica del creato, secondo quanto ci insegna il cantico delle creature di San Francesco.

MOZIONE DEI PARTECIPANTI ALL’INCONTRO:
«L’ENCICLICA LAUDATO SÌ’»
FEDE, SCIENZA, RAGIONE: UN’ALLEANZA PER IL CLIMA, LA TERRA E LA GIUSTIZIA SOCIALE

Le associazioni, le cittadine e i cittadini che il 4 novembre 2015 hanno partecipato in questa sede a un primo confronto sui contenuti fondamentali dell’enciclica «Laudato si’» riconoscono il grande valore delle analisi e delle indicazioni programmatiche in essa contenute, e ne raccolgono l’invito a un impegno sempre più serrato in direzione della difesa della Terra, di tutto il vivente, della giustizia sociale e della lotta contro le disuguaglianze che affliggono soprattutto i più poveri.

Per questo, sulla base dei 12 punti indicati nella premessa, essi si impegnano a continuare su basi più operative in confronto iniziato oggi, riportandolo negli ambiti delle loro attività quotidiane e cercando ogni volta di tradurlo in iniziative pratiche di informazione, divulgazione, mobilitazione e aiuto reciproco.

Decidono fin da ora di partecipare e di promuovere la più ampia partecipazione possibile alle manifestazioni indette per il 29 novembre, per esigere che al vertice che si svolgerà a Parigi tra il 30 novembre e l’11 dicembre vengano assunti impegni vincolanti e rigorosi per contenere il riscaldamento del pianeta entro i 2 gradi centigradi, onde impedire che i cambiamenti climatici in corso assumano un andamento irreversibile e rovinoso per la sopravvivenza stessa della specie umana e di miliardi di altri esseri viventi su questo pianeta.

Si impegnano a proseguire, nelle forme che ciascuno riterrà opportuno, la battaglia per fermare la privatizzazione dell’acqua e concretizzarne il diritto all’accesso, come dichiarato dall’ONU, con l’assunzione nelle istituzioni internazionali di un Protocollo mondiale e di una Autorità mondiale, per impedire il consumo e lo spreco di suolo, contro le trivellazioni che perpetuano il ricorso alle energie fossili, per valorizzare pratiche agroforestali sostenibili e per imporre che anche dopo il summit di Parigi si continuino a perseguire impegni vincolanti ed efficaci per il contenimento delle emissioni inquinanti e climalteranti per la decarbonizzazione.

Esigono il riconoscimento alla protezione internazionale per chi fugge da disastri climatici, eventi meteorologici estremi, desertificazione, mancanza di terra, di cibo e di acqua. Nel contesto attuale è infatti ancor più tragico l’aumento dei migranti che fuggono la miseria aggravata dal degrado ambientale e che non sono riconosciuti come rifugiati nelle convenzioni internazionali e portano il peso della propria vita abbandonata senza alcuna tutela normativa.

Si riconvocano all’inizio del prossimo anno, in data da definirsi, per un confronto di carattere seminariale in cui presentare e discutere le buone pratiche in campo sociale e ambientale messe in atto nel corso del tempo e le modalità in cui ciascuna organizzazione, cittadino o cittadina ritiene possibile e produttivo portare avanti le indicazioni emerse dal confronto odierno.

Milano, Società Umanitaria, 4 novembre 2015

L’iniziativa è stata promossa da: 
Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani”, Artigiani di Pace, A-Sud, Associazione Co-Energia – Progetti collettivi di economia solidale, Associazione Energia Felice, Beati i Costruttori di Pace, Comitati Chico Mendes, Comitato Milanese Acqua, Comitato per la Pace del Magentino, Contratto mondiale sull’acqua, Costituzione Beni Comuni, Ecoistituto Ticino, Forum Salviamo il Paesaggio, Noi Siamo Chiesa, Coordinamento Nord Sud del mondo, Zero Waste Italy.

 

Nel paese dove 
è inutile essere onesti di Roberto Saviano

La politica è da sempre incapace di fare pulizia prima che arrivino le inchieste giudiziarie. Così si arriva alle liste compilate con criteri discutibili
da espressorepubblica.it

ELEZIONI ALL’INSEGNA del “in fondo sapevamo già tutto”, le Regionali di domenica scorsa. Certo, banalizzare l’esito del voto talvolta può essere un’operazione … Continua a leggere

Petizione indirizzata al Presidente della repubblica e ai membri del Consiglio superiore della Magistratura

per la petizione clicca qui

Diretta a Presidente della Repubblica Italiana, Membri Consiglio superiore della Magistratura 

Contrastare l’istigazione alla violenza, che è ormai una grave emergenza nazionale. Ristabilire i valori di convivenza umana e civile in Italia, fra tutti gli uomini, siano essi cittadini italiani o stranieri, immigrati o profughi.

Il Comitato provinciale AICS di Viterbo si fa promotore di una raccolta di firme, che si effettuerà attraverso il web,  change org  per chiedere l’intervento del Consiglio superiore della Magistratura, al fine di ristabilire i valori di convivenza umana e civile in Italia, fra tutti gli uomini, siano essi cittadini italiani o stranieri, immigrati o profughi.

Il contrasto alla istigazione alla violenza, che è ormai una grave emergenza nazionale è un impegno che deve essere di tutti gli uomini e delle istituzioni che sono preposte alla tutela e all’osservanza delle leggi.   

Si chiede in particolare che vengano indagati da tutte le Procure d’Italia e su tutto il territorio nazionale, per poter essere giustamente assicurati alla Giustizia, tutti coloro che attraverso qualsiasi mezzo e attraverso  i mezzi d’informazione direttamente o indirettamente operano:

– nell’incitamento all’odio razziale;

– invitano all’omissione di soccorso che è un delitto punito dal codice penale, propongono la ricostituzione del partito fascista;
– permettono, consentono e chiedono di negare soccorso e accoglienza agli innocenti in fuga dalla fame e dalle guerre;
– annunciano l’intenzione di commettere violenze contro i più poveri, contro i più deboli, contro i più oppressi, contro i più bisognosi di aiuto;

– riducono in schiavitù altri essere umani;

Per contrastare il diffondersi di questa metastasi, lo Stato italiano ha leggi che chiediamo siano applicate. In particolare:
La Costituzione della Repubblica italiana;XII disposizione finale Italiana della Costituzione della Repubblica italiana (ricostituzione del partito fascista);codice penale art 592 – Omissione di soccorso; legge 654 del 1975 – Il razzismo è un reato; art 27 Responsabilità penale personale;

Occorre opporsi con tutti i mezzi legali a questi crimini, per questo ci uniamo all’appello di giuristi, uomini di pace e dal Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo, avanzato ai cittadini e alle istituzioni:

“In uno stato di diritto ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita’, alla solidarieta’.

Perche’ l’Italia torni ad essere uno stato di diritto occorre un’insurrezione nonviolenta delle intelligenze e delle coscienze contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni, contro il modo di produzione scellerato e insostenibile che distrugge umanita’ e mondo.

Perche’ l’Italia torni ad essere uno stato di diritto occorre un’insurrezione nonviolenta delle intelligenze e delle coscienze per la legalita’ che salva le vite, per l’umanita’, per la biosfera.

E’ il compito dell’ora di ogni persona decente”.

In attesa di una decisione urgente. Si ringrazia dell’attenzione che ci auguriamo venga posta a questa istanza.

Distinti saluti                                                                                                                                             Raimondo Chiricozzi

30 maggio 2015

per la petizione clicca qui

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ASSOCIAZIONE ITALIANA CULTURA E SPORT COMITATO PROVINCIALE VITERBO
Tel 0761652027 – 3683065221 – 3894440387 www.cafevirtuel.it –  Email:  viterbo@aics.ithttps://www.facebook.com/groups/468594373239250/
Via Resistenza, 3 – 01037 Ronciglione VT

arrivano i cosidetti invasori 2

LETTERA A
Presidente della Repubblica Italiana, Membri Consiglio superiore della Magistratura
cittadini italiani
Contrastare l’istigazione alla violenza, che è ormai una grave emergenza nazionale. Ristabilire i valori di convivenza umana e civile in Italia, fra tutti gli uomini, siano essi cittadini italiani o stranieri, immigrati o profughi.

AGGIORNAMENTI

Mantieni coinvolti i tuoi sostenitori con un aggiornamento. Ogni aggiornamento che posterai verrà inviato via email ai firmatari della petizione.

 

Petizione indirizzata al Presidente della repubblica e ai membri del Consiglio superiore della Magistratura

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Diretta a Presidente della Repubblica Italiana, Membri Consiglio superiore della Magistratura 

Contrastare l’istigazione alla violenza, che è ormai una grave emergenza nazionale. Ristabilire i valori di convivenza umana e civile in Italia, fra tutti gli uomini, siano essi cittadini italiani o stranieri, immigrati o profughi.

Il Comitato provinciale AICS di Viterbo si fa promotore di una raccolta di firme, che si effettuerà attraverso il web,  change org  per chiedere l’intervento del Consiglio superiore della Magistratura, al fine di ristabilire i valori di convivenza umana e civile in Italia, fra tutti gli uomini, siano essi cittadini italiani o stranieri, immigrati o profughi.

Il contrasto alla istigazione alla violenza, che è ormai una grave emergenza nazionale è un impegno che deve essere di tutti gli uomini e delle istituzioni che sono preposte alla tutela e all’osservanza delle leggi.   

Si chiede in particolare che vengano indagati da tutte le Procure d’Italia e su tutto il territorio nazionale, per poter essere giustamente assicurati alla Giustizia, tutti coloro che attraverso qualsiasi mezzo e attraverso  i mezzi d’informazione direttamente o indirettamente operano:

– nell’incitamento all’odio razziale;

– invitano all’omissione di soccorso che è un delitto punito dal codice penale, propongono la ricostituzione del partito fascista;
– permettono, consentono e chiedono di negare soccorso e accoglienza agli innocenti in fuga dalla fame e dalle guerre;
– annunciano l’intenzione di commettere violenze contro i più poveri, contro i più deboli, contro i più oppressi, contro i più bisognosi di aiuto;

– riducono in schiavitù altri essere umani;

Per contrastare il diffondersi di questa metastasi, lo Stato italiano ha leggi che chiediamo siano applicate. In particolare:
La Costituzione della Repubblica italiana;XII disposizione finale Italiana della Costituzione della Repubblica italiana (ricostituzione del partito fascista);codice penale art 592 – Omissione di soccorso; legge 654 del 1975 – Il razzismo è un reato; art 27 Responsabilità penale personale;

Occorre opporsi con tutti i mezzi legali a questi crimini, per questo ci uniamo all’appello di giuristi, uomini di pace e dal Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo, avanzato ai cittadini e alle istituzioni:

“In uno stato di diritto ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita’, alla solidarieta’.

Perche’ l’Italia torni ad essere uno stato di diritto occorre un’insurrezione nonviolenta delle intelligenze e delle coscienze contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni, contro il modo di produzione scellerato e insostenibile che distrugge umanita’ e mondo.

Perche’ l’Italia torni ad essere uno stato di diritto occorre un’insurrezione nonviolenta delle intelligenze e delle coscienze per la legalita’ che salva le vite, per l’umanita’, per la biosfera.

E’ il compito dell’ora di ogni persona decente”.

In attesa di una decisione urgente. Si ringrazia dell’attenzione che ci auguriamo venga posta a questa istanza.

Distinti saluti                                                                                                                                             Raimondo Chiricozzi

30 maggio 2015

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Tel 0761652027 – 3683065221 – 3894440387 www.cafevirtuel.it –  Email:  viterbo@aics.ithttps://www.facebook.com/groups/468594373239250/
Via Resistenza, 3 – 01037 Ronciglione VT

arrivano i cosidetti invasori 2

LETTERA A
Presidente della Repubblica Italiana, Membri Consiglio superiore della Magistratura
cittadini italiani
Contrastare l’istigazione alla violenza, che è ormai una grave emergenza nazionale. Ristabilire i valori di convivenza umana e civile in Italia, fra tutti gli uomini, siano essi cittadini italiani o stranieri, immigrati o profughi.

AGGIORNAMENTI

Mantieni coinvolti i tuoi sostenitori con un aggiornamento. Ogni aggiornamento che posterai verrà inviato via email ai firmatari della petizione.

 

Un documento importante della ISDE sui PESTICIDI, PRATICHE AGRICOLE, AMBIENTE E SALUTE

ISDE Italia

Marzo 2015 Pagina 1 / 15

Position Paper

PESTICIDI, PRATICHE AGRICOLE, AMBIENTE E SALUTE

A cura del gruppo di lavoro ISDE Italia sui pesticidi


Coordinatori: Carlo Modonesi e Celestino Panizza

Con: Giovanni Beghini, Dario Bossi, Roberto Del Bono, Patrizia Gentilini, Gianni Tamino

ISDE Italia Marzo … Continua a leggere

Marco Di Lello: non voteremo allungamento tempi prescrizione

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Grazie signora Presidente, onorevoli colleghi, i Socialisti non voteranno questo provvedimento, perché sposta il peso dell’inefficienza dello Stato sulle spalle dei cittadini.
La Costituzione, la nostra Costituzione, impone la ragionevole durata del processo e la prescrizione serve anche a questo, a fissare un limite temporale all’interesse a sanzionare un reato, a consentire ai cittadini imputati di potersi difendere, senza dover tornare indietro con la memoria di venti o più anni, e ad obbligare lo Stato a decidere entro un tempo limite se si è innocenti o colpevoli.
È un istituto previsto già dall’antica Grecia – ne parlano nei libri Lisia e Demostene – ma siccome in Italia non sempre si riesce a celebrare un processo in un tempo ragionevole, allora c’è chi pensa di allungare questo tempo, anche a costo di renderlo irragionevole. Eppure, negli ultimi dieci anni i processi conclusisi con prescrizione si sono quasi dimezzati, e invece con questa legge noi incentiviamo le inefficienze. Pensiamo che i processi durino troppo a lungo ? Sì. E qui si pensa di prolungarli di altri tre anni!
In Belgio, dove ci sono reati improcedibili dopo appena sei mesi, la durata del processo è in media di quattro anni. Questo dovrebbe essere il nostro modello.
Perché, dunque, non imporre l’inizio del processo entro un mese dal rinvio a giudizio ? Perché non imporre l’avvio del processo d’appello entro un massimo di sei mesi dal deposito dell’impugnativa ? Perché non sanzionare la mancata osservanza dei termini di deposito delle sentenze ? È tutto il tempo che si perde, in alcun modo ascrivibile a responsabilità degli imputati. Sono piccoli accorgimenti che aumenterebbero l’efficienza e accorcerebbero i tempi del processo.
D’altra parte, in Cassazione ad oggi si prescrive appena lo 0,4 per cento dei procedimenti penali e, ciò nonostante, questa legge prevede un ulteriore allungamento per altri dodici mesi dei termini di prescrizione. Perché?
Perché – concludo Presidente – dopo che un procuratore ha dichiarato che il taglio di quindici giorni di ferie ai magistrati avrebbe fatto schiattare di lavoro i giudici, mi viene il dubbio: è forse questo il motivo? O è forse il prezzo che i cittadini devono pagare per avere ottenuto, grazie ai Socialisti, la responsabilità civile dei giudici?
Ma i diritti non si barattano. Noi siamo al centocinquantasettesimo posto su centottantatré, secondo la Banca mondiale, per inefficienza del sistema giudiziario e la durata dei processi. Veniamo dopo il Togo, il Kosovo, le isole Comore. C’è chi ambisce forse a portarci all’ultimo posto. Non avverrà con il voto dei Socialisti