Per la Chiesa l’acqua è un diritto per tutti

17 novembre 2018   News da Korazim.org di Simone Baroncia Oltre 2.000.000 di persone non hanno accesso sicuro all’acqua; di esse, 844.000 non dispongono neanche di basilari servizi relativi all’acqua potabile; 263.000 sono costrette a compiere viaggi giornalieri anche di 30 minuti per attingerla lontano dalle abitazioni; 159.000 bevono acqua … Continua a leggere

Pool di medici analizza lo stato del lago di Vico, degrado e inquinamento per i fertilizzanti

ITALIA >da il messaggero.it

Giovedì 25 Ottobre 2018 di Franca Giansoldati

Roma – Il lago di Vico è a rischio per il livello di degrado e per l’inquinamento delle acque. Tutta colpa dell’uso di fertilizzanti e fitofarmaci nelle … Continua a leggere

Viterbo, il degrado e l’inquinamento del lago di Vico come caso di studio di un corso dell’Isde a Roma

da altolazionotizie

La dottoressa Antonella Litta ha presentato la relazione “Alto Lazio:lo stato ecologico del lago di Vico. Un caso emblematico di inadeguata tutela delle risorse idriche e possibile rischio sanitario per le popolazioni”.

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Gestione servizio idrico, la Regione accoglie le istanze dei comuni ricadenti in ato1 e ato2

 16 Ottobre 2018 da lacitta.eu

Sono state accolte questa mattina dalla Regione le richieste dei sindaci della Tuscia e della provincia di Roma, firmatari della lettera di una richiesta di audizione, fatte alle commissioni ambiente e tutela del territorio, finalizzate a ottenere una moratoria … Continua a leggere

Clima e salute, il mondo assicurativo sventola la bandiera ecologista

–di  09 ottobre 2018 da ilsole24ore.com

Ondate di calore, siccità, tempeste, zanzare ed eco-ansia minacciano sempre più spesso la salute umana e l’economia. Dunque servono misure incisive contro l’inquinamento e il riscaldamento globale, investimenti responsabili e trasparenti da parte delle imprese per ridurre l’impatto ambientale delle attività produttive. A chiederlo non sono più solo appassionati ambientalisti ma il mondo assicurativo e della finanza. Perché senza un cambiamento di rotta, la sostenibilità del settore assicurativo, del welfare e dei sistemi sanitari nazionali rischia di crollare. A fare il punto oggi, alla Sala Zuccari del Senato, il convegno «Segno e catastrofe, l’impatto del cambiamento climatico sulla salute dei cittadini e sulla sostenibilità finanziaria del welfare», organizzato da Schult’z risk center.

GUARDA IL VIDEO – Allarme dell’Ipcc: «Agire subito o sarà catastrofe climatica: necessario ridurre emissioni del 45%»

La chance dei green bond 
«L’incremento degli eventi estremi – spiega Luigi Pastorelli, docente di Teoria del rischio e direttore tecnico del Gruppo Schult’z – ha portato il sistema al limite. Si sta pensando a modelli di ripartizione finanziaria e in questa direzione i green bond sono state una delle risposte più innovative alla domanda di strumenti in grado di finanziare attività con impatto positivo sul clima. Sono sostanzialmente obbligazioni che assicuratori e riassicuratori mettono in campo per allargare la platea degli investitori. Ma anche questi non sono infiniti. Basti pensare a un caso italiano: gli eventi di piena a Venezia erano 18 all’anno trent’anni fa. Ora sono 250. E così i cicloni, le piogge torrenziali e il dissesto idrogeologico. Il mondo delle assicurazioni spinge perché il rischio ambientale venga riportato entro un margine di sostenibilità».

Nei prossimi anni quindi il settore finanziario e assicurativo sarà chiamato a dotarsi di strumenti per inglobare la variabile ambientale nelle decisioni di investimento. «Per il settore assicurativo – conclude Pastorelli – diventa sempre più essenziale integrare il tema del cambiamento climatico nei propri modelli attuariali e nei processi di innovazione di prodotto. Eludere ciò determinerà che diventerà sempre più difficile stimare i rischi legati ai fenomeni connessi al cambiamento climatico e, quindi, stipulare coperture assicurative. Tale processo inevitabilmente riguarderà anche il welfare per il quale si porrà la questione di definire nuovi modelli di cura e di assistenza, potenziando soprattutto la prevenzione e l’adozione di corretti stili di vita».

La ricchezza sottratta 
I fattori correlati al clima , anche dai dati contenuti nel Lloyd’s City Risk Index (che analizza 279 città strategiche, italiane comprese, responsabili del 41% del Pil globale), fanno decisamente la differenza in termini di ricchezza sottratta: le tempeste tropicali (al terzo posto dopo market crash e conflitti) si pagano con 62,6 mld di dollari in meno di Pil, le pandemie umane con 47 mld , le alluvioni con 42,9 miliardi, la siccità con 8,9 mld. «Gia nel 2007 Lloyd’s è diventato uno dei membri fondatori dell’iniziativa ClimateWise, una piattaforma di collaborazione globale tra i principali assicuratori, focalizzata sulla riduzione dei rischi legati ai cambiamenti climatici – spiega Vittorio Scala, country manager, rappresentante per l’Italia dei Lloyd’s – che tra gli obiettivi ha anche quello di supportare la consapevolezza dei nostri clienti sugli impatti dei cambiamenti climatici e di incorporare i cambiamenti climatici nelle nostre strategie di investimento. E come Lloyd’s riteniamo di poter influenzare il comportamento delle società in cui investiamo per convincerle a rispondere in modo più efficace all’impatto del cambiamento climatico».

I costi economici e umani 
Gli impatti economici del riscaldamento globale sono pesanti: nel periodo 1980-2016 i principali rivolgimenti meteorologici hanno provocato, nei 33 Stati della più ampia area finanziaria europea, perdite economiche pari a un totale di 433 miliardi di euro, provocate per il 40% dalle inondazioni, per il 25% dalle tempeste, per il 10%, dalla siccità e per il 5% dalle ondate di caldo (la copertura assicurativa complessiva di questi pericoli ammontava solo al 35 per cento). E l’Italia ha patito il danno monetario più alto tra i 28 Stati Ue, ossia 64,9 miliardi di euro, nonché più di 20mila perdite umane.

Solo la Francia ha contato più vittime, esattamente 23mila. Il cambiamento climatico ha portato anche a un calo della produttività media globale dei raccolti agricoli del 2% a fronte di una domanda di cibo che invece cresce del 14% ogni decennio, con le conseguenze immaginabili su aumento della povertà e migrazioni: da qui al 2100 i profughi climatici verso l’Unione europea tenderanno a triplicarsi. E gli effetti sulla salute sono ampiamente documentati: ogni anno, il mancato accesso all’acqua potabile provoca 4 miliardi di casi di dissenteria e 1,7 milioni di decessi e le ondate di calore peggiorano le patologie respiratorie e cardiovascolari, ulteriormente aggravate dall’inquinamento atmosferico. Senza adeguate misure di contrasto, si prevede che entro il 2050 arriveranno a causare più di 120.000 decessi l’anno nell’Unione europea, generando spese per 150 miliardi di euro.

I danni alla salute: dalle zanzare all’«eco-ansia» 
Il clima incide su ecosistemi e moltiplica l’impatto degli insetti vettori di malattie trasmissibili. «La progressiva espansione di insetti vettori – spiega Paolo Costigliola, Dirigente medico dell’Unità Operativa di Malattie Infettive Policlinico Universitario S. Orsola di Bologna – ha favorito la diffusione di patologie considerate fino ad oggi “esotiche”. L’anno 2018 ha segnato una vera epidemia da parte del virus West Nile trasmesso da zanzare del genere Culex, che ha interessato diverse regioni del Nord Italia con incidenza dei casi, triplicata rispetto agli anni precedenti. Nel 2007 in Emilia-Romagna e nel 2017 in Lazio e Calabria, sono stati registrati due eventi epidemici da virus Chikungunya trasmesso dalla zanzara Aedes albopictus. È segno evidente di una vulnerabilità per infezioni da importazione a seguito degli effetti climatici».
E ci rimette anche l’umore. Inquinamento e riscaldamento globale influiscono infatti anche sulla salute psichica delle popolazioni. E non si tratta soltanto delle naturali conseguenze psicologiche che eventi come tornado, incendi o esondazioni provocano negli individui colpiti, ma vanno considerati anche gli effetti graduali e a lungo termine del cambiamento climatico sulla salute psichica dei cittadini, che possono provocare un ampio ventaglio di “stati d’animo”. Dalla paura alla rabbia, dal senso di impotenza all’angoscia esistenziale. Uno spleen collettivo, denominato dagli psicologi sindrome da “eco-ansia”.

L’Italia latita sulla pianificazione
L’Italia che fa? Il nostro Paese ha il suo peso nelle emissioni di gas serra. «Dall’ultimo Report del Parlamento europeo -spiega Luigi Cerciello Renna, docente a contratto di Diritto amministrativo e legislazione ambientale presso Università degli Studi “Roma4” – risulta che l’Ue è il terzo maggiore inquinatore al mondo, dietro Stati Uniti e Cina, seguita da India e Brasile. E si ricava che la Germania è al primo posto tra gli Stati Ue per numero di emissioni, seguita da Regno Unito, Francia, Italia e Polonia. Sempre in ambito comunitario il 78% delle emissioni di gas serra proviene dall’uso di energia, circa un terzo del quale attribuibile ai trasporti, il 10,1% dall’agricoltura, l’8,7% dai processi industriali e di utilizzo del prodotto e il 3,2% dalla gestione dei rifiuti. Il problema è il fattore clima resta fuori dalla programmazione dei decisori politici nazionali»

Gran Sasso, indagato dai magistrati il più grande laboratorio di fisica nucleare del mondo

 VIDEO Valuta questo titolo da blastngnews.com

Avvisi di garanzia ai vertici dell’istituzione scientifica Infn per presunti sversamenti di sostanze inquinanti e contaminazione delle acque potabili.

Quest’articolo è parte del Canale Ambiente. Segui il canale per ricevere le ultime notizie e interagire con la community! … Continua a leggere

Le nanotecnologie: efficaci ed eco-sostenibili per la protezione delle piante e degli alimenti

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 24 Settembre 2018  Viterbo CRONACA In una società in continua evoluzione, la salute e il benessere rimangono i fattori chiave per l’industria del cibo.

Un ruolo fondamentale in questo è … Continua a leggere

Emergenza inquinamento, in Italia crescono i tumori infantili

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Emergenza inquinamento, in Italia crescono i tumori infantili

Aumentano le malattie oncologiche nelle zone più inquinate, e sale l’incidenza tra i più giovani. L’allarme degli epidemiologi in un convegno alla Camera dei Deputati

di SANDRO IANNACCONE 19 settembre 2018 ITALIA, è … Continua a leggere

Ambiente&salute: Italia maglia nera Ue per il cancro in età pediatrica

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19set 2018 MEDICINA E RICERCA  di Rosanna Magnano

Il rischio di sviluppare malattie oncologiche nelle aree più inquinate del nostro Paese è aumentato anche del 90% in soli 10 anni. Cancro alla tiroide, alla mammella e il mesotelioma sono … Continua a leggere

Lazio, passeggiate tra i luoghi più nascosti del viterbese

HOME  / segreti d’Italia da turismo.it 13.09.2018 Viterbese trekking

Alla scoperta di itinerari alternativi nei dintorni di Viterbo

Villa Lante

Fontana del Tevere, Villa Lante ©iStockphoto 14 Continua a leggere

L’illecito utilizzo di pesticidi compromette ambiente e salute trasformando -La Città di tutti- in deprimente -Città di pochi-.

da lacitta.eu

Bengasi Battisti Medico – Consigliere Comunale – Direttivo Associazione Nazionale Comuni Virtuosi

L’illecito utilizzo di pesticidi compromette ambiente e salute trasformando “La Città di tutti” in deprimente “Città di pochi“.

L’onorabilità della politica non prescinde dalla tutela dei diritti Costituzionali.

È  anche con il … Continua a leggere

Bio, Cambia la Terra: soldi pubblici in agricoltura sostengono uso pesticidi

da helpconsumatori.it

I soldi pubblici in agricoltura sostengono l’uso dei pesticidi. E al biologico, che copre quasi il 15% delle superfici agricole italiane, va meno del 3% dei finanziamenti europei e nazionali. In pratica sui campi “chi inquina viene pagato”. Questa la denuncia che arriva dal Rapporto “Cambia la … Continua a leggere

Vandana Shiva lancia il manifesto – Food for health

clicca qui per l’articolo originale

e qui per il rapporto cambia la terra

Presentato, al Sana di Bologna, il Manifesto Food for Health

09Set 2018

Le analisi scientifiche certificano l’insostenibilità del modello agricolo industriale ad alto input chimico e gettano le basi per una svolta ecologica.

“La recente sentenza in California che ha riconosciuto il RoundUp di Monsanto quale causa del cancro di un custode di una scuola che lo aveva utilizzato per lungo tempo è senz’altro un segnale che qualcosa sta cambiando. Ora La Bayer, che ha acquisito la Monsanto dovrà affrontare altri  8000 casi simili. Potrebbe essere la fine del cartello dei veleni. Ma non possiamo aspettare i tribunali americani, dobbiamo prendere noi la decisione di rendere il nostro cibo libero dai veleni.


Scarica qui:

Manifesto Food for Health, Cibo per la Salute

Terra Nuova Edizioni


Ogni giorno ciascuno di noi può prendere le decisioni giuste attraverso ciò che mettiamo nei nostri piatti. Possiamo scegliere cibo vivo, vero e reale. Il sistema alimentare industriale, il cartello dei veleni e il cartello della grande distribuzione organizzata propaganda il proprio sistema attraverso una scienza falsata e spesso al soldo dell’industria, ha distorto il significato del commercio attraverso i cosiddetti trattati di ‘libero scambio’, che libero non è in quanto ci impedisce di scegliere. Con le nostre scelte di ogni giorno possiamo rendere irrilevante la falsa scienza, il falso commercio e le false regole per la sicurezza alimentare”.

Con questa frase, la presidente di Navdanya International, Vandana Shiva ha introdotto il Manifesto Food for Health (Cibo per la salute) presentato in anteprima mondiale a una nutrita platea di addetti ai lavori e cittadini in occasione del 30° salone internazionale del biologico e del naturale di Bologna. Il Manifesto, che sarà a disposizione gratuitamente di agricoltori e cittadini di tutto il mondo, Governi e stakeholder, è edito da Terra Nuova Edizioni e curato da Navdanya International che ha riunito, per la sua elaborazione, alcuni dei maggiori esperti internazionali nei settori dell’alimentazione e della salute nell’ambito della campagna internazionale Food for Health e in prosecuzione del lavoro della Commissione Internazionale sul Futuro del Cibo e dell’Agricoltura.

Il Sana, ha rappresentato una cornice ideale per la presentazione di un Manifesto che non intende solo denunciare i limiti dell’attuale sistema produttivo alimentare e i rischi connessi per la salute umana, ma anche porsi come strumento di mobilitazione per rivendicare una transizione verso sistemi alimentari locali, ecologici e diversificati.

Link all’album completo

Presenti all’evento l’editore e alcuni degli autori del Manifesto:

Nicholas Bawtree, direttore di Terra Nuova edizioni, ha spiegato in apertura i motivi dell’importanza della pubblicazione del Manifesto:

“Ci troviamo di fronte a un futuro incerto ed è necessario ripartire da vitalità del cibo, da aziende ed economie di piccole dimensioni, dalla resistenza alimentare quale ponte tra produttori e consumatori consapevoli. Oltre che batterci per la biodiversità lottiamo anche per la bibliodiversità, che è maggiore indipendenza dell’informazione”.

Patrizia Gentilini, Oncologa ed ematologa, membro del Comitato Scientifico di Isde – Associazione Medici per l’Ambiente, è entrata nel dettaglio descrivendo gli effetti dei pesticidi sulla salute umana, le problematiche relative alle procedure di regolamentazione e il cosiddetto effetto cocktail, gli effetti combinati di pesticidi e coadiuvanti che non vengono presi in considerazione dagli organismi preposti ai controlli. E la Giunta Regionale della Toscana con delibera del 30 luglio scorso autorizza 28 pesticidi, compreso glifosate, clorpirifos, dimenticato etc. nelle aree di salvaguardia, ovvero in prossimità di punti di prelievo di acqua potabile dalle falde profonde. Ciò peggiora in modo consistente la normativa attualmente vigente (d.lgs 152/2006) che vieta l’utilizzo di qualunque sostanza o attività inquinante:

“Nella cultura medico scientifica ancora manca la percezione del legame tra malattia e ambiente. A partire dalla formazione universitaria, dove il messaggio che passa  è che il problema è lo stile di vita. Nessuno dice che non dobbiamo consumare alimenti che hanno residui di pesticidi. Anche la legge non protegge la salute umana. Si guarda al principio attivo e non al formulato commerciale, che negli erbicidi a base di glifosato – per esempio – è più pericoloso, non si considerano le vie di esposizione, aria, suolo. Le valutazioni si basano su dati del proponente non della letteratura scientifica, che ha prodotto almeno 20000 studi, che provano i danni dell’esposizione cronica e del suo stretto legame con molte malattie degenerative, come il Parkinson, malattie metaboliche, come le patologie dell’ assetto ormonale ipotiroidismo, infertilità, insieme all’aumento di rischio per tutti i tipi di tumori e ai disturbi neurocognitivi nei bambini. Solo in Europa si stima un costo di 194 miliardi di euro a per conseguenze da esposizione ai pesticidi in gravidanza”.

I pesticidi si possono comportare da interferenti endocrini e rappresentare un pericolo soprattutto per i bambini. E’ questo l’allarme lanciato da Sergio Bernasconi, Professore ordinario di pediatria, già direttore della Clinica Pediatrica, Università degli Studi di Parma:

“La presenza di un’enorme quantità di sostanze chimiche che possono provocare interferenza endocrina è ubiquitaria e non ci sono controlli sufficienti. SI calcola che nei soli Stati Uniti ci siano almeno 3941 tipi di additivi alimentari, ma si è studiata la tossicologia di solo il 6,7% di essi. La Endocrine Society, che riunisce numerosi endocrinologi preoccupati del potenziale devastante di questa crisi sanitaria, stanno facendo pressioni in Europa a livello legislativo perché si prendano misure di tutela nei confronti del rischio provocato dagli interferenti endocrini per le donne in gravidanza e per i bambini nei primi due anni di vita.”

Un’agricoltura ricca di biodiversità è dunque essenziale per una corretta nutrizione e una buona salute, come conferma Salvatore Ceccarelli, esperto internazionale in agronomia, specialista di genetica agraria e membro del consiglio direttivo di Navdanya International:

“Tutti i nutrizionisti concordano che per una buona salute la nostra dieta deve essere ricca di diversità. La salute del nostro microbiota intestinale che è uno dei fondamenti del nostro benessere, dipende dalla biodiversità dei batteri che lo compongo, che a sua volta dipendono dalla nostra alimentazione. L’agricoltura tende ad essere sempre più uniforme e standardizzata. Delle 1.000 colture originarie oggi se ne coltivano e commercializzano circa 30. Tutte le legislazioni che regolamentano i semi vanno nella direzione dell’uniformità per tutelare l’industria ed anche in questo campo è necessario un cambio di paradigma”

In questo contesto l’alimentazione biologica assume una rilevanza centrale come sostenuto da Lucio Cavazzoni, già presidente di Alce Nero:

“Dobbiamo batterci per un cibo vivo, dobbiamo riportare la vita nella terra e nel cibo. È necessario un progetto di trasformazione. Il nuovo paradigma non potrà realizzarsi se non all’interno dello spazio reale della comunità globale; come progetto orientato al futuro e reso possibile dalla crescita di un movimento di “cittadini pellegrini”, ovvero coloro che riconoscono che un cammino verso un avvenire più umano è ne-cessario per la salvaguardia della salute e delle prospettive di vita delle prossime generazioni’.

Una delle critiche mosse all’agricoltura biologica è quella di essere elitaria. Ma quanto ci costa in realtà l’agricoltura convenzionale? Nadia El Hage, esperta internazionale di ecologia alimentare ha illustrato i veri costi del cibo industriale “a buon mercato”:

“Il cibo a basso costo costo che troviamo nei supermercati in realtà costa tre volte tanto in termini di costi sanitari e ambientali e lo abbiamo già pagato. Per ogni euro di cibo sul mercato noi spenderemo altrettanto per problemi ambientali e altro euro in malessere per avvelenamenti acuti. Per esempio sappiamo che l’8% della perdita di quoziente intellettivo in Europa è dovuto ai pesticidi. Nelle politiche commerciali si tassa alcol e tabacco, ma non è riconosciuto il cibo come rischio salute nemmeno negli obiettivi del millennio”.

Il Manifesto Food for Health rappresenta uno strumento nelle mani dei cittadini per reclamare una transizione verso sistemi alimentari locali, ecologici e diversificati è un imperativo sociale, economico e democratico.

Ha concluso Vandana Shiva:

“Tutto il mondo dovrebbe mangiare cibo vero e sano, se non fosse che il 90% dei sussidi vanno alle multinazionali, se non fosse per le esternalità di cui noi sopportiamo i costi. Dobbiamo lottare per un vero cibo a un prezzo vero. Questo è  il movimento che dobbiamo costruire. Dobbiamo partire da noi stessi, dalla famiglia, la comunità, le regioni. E’ una lotta tra verità e menzogna. Ecco perché questo Manifesto continua la lotta di Gandhi per la verità. Il 2 ottobre lanceremo una nuova campagna “Il nostro pane è la nostra libertà”. Far crescere il pane oggi dovrebbe diventare la vocazione più alta per le giovani generazioni”.

Per informazioni e interviste:

Ufficio Stampa Navdanya International

info@navdanyainternational.it

tel. 328 6334318 – 329 8622125

 

Manifesto Food for Health: alcuni dati

Contaminanti ambientali e pesticidi

Più di 80.000 nuovi prodotti chimici e 20 milioni di sottoprodotti commercializzati a partire dalla seconda guerra mondiale. Dal 1945, produzione globale di pesticidi aumentata di circa 26 volte: da 0,1 a 2,7 milioni di tonnellate.

In Italia, residui di pesticidi sono stati rilevati nel 67% delle acque superficiali e nel 33,3% di quelle sotterranee.

259 sostanze sono state rilevate nelle acque italiane, superficiali e profonde, 55 in un unico campione.

Esposizione

L’Oms stima 200.000 casi di decessi l’anno causati da pesticidi organofosforici.

Un cittadino medio ha in corpo dalle 300 alle 500 sostanze chimiche in più rispetto a cinquant’anni fa.

Malattie croniche non trasmissibili (Mnt)

70% dei decessi a livello mondiale – 40 milioni di morti all’anno, circa 15 milioni di decessi di età inferiore ai 70 anni.

80% del totale dei decessi e 90% tra persone di età 30-69 anni nei paesi a basso e medio reddito.

Incremento del 55% di leucemie mieloidi nella prole per esposizione a pesticidi durante la gravidanza.

Malnutrizione e sovralimentazione

Oltre 800 milioni di persone sono tutt’oggi sotto alimentate, nonostante il fatto che quasi un terzo del cibo prodotto venga sprecato lungo la filera produttiva; 2 miliardi di persone soffrono, al contempo, di obesità o sovrappeso.

Biodiversità

Il sistema alimentare industriale domina oltre il 75% del suolo coltivabile del mondo.

Il 75% della diversità genetica vegetale è scomparso in soli cento anni.

Alimentazione biologica

Negli alimenti biologici sono presenti maggiori livelli di polifenoli (dal 19% al 51%) e antiossidanti, minori residui di pesticidi e minori livelli di metalli pesanti, in particolare cadmio.

Agricoltura su piccola scala e biologica

I piccoli agricoltori forniscono il 70% del cibo a livello mondiale pur avendo a disposizione solo il 25% della terra arabile.

Contabilità dei Costi

Costi delle Mnt:  entro il 2030: oltre 30 trilioni di dollari, pari al 48% del Pil mondiale.

Il costo dei fertilizzanti sintetici in termini di danno ambientale è stimato a 375 miliardi di dollari.


Campagna correlata

Campagna ‘Food for Health’, cibo per la salute


Leggi anche:

Navdanya International presenta il Manifesto Food for Health (Cibo per la salute): la trasformazione necessaria per affrontare l’emergenza sanitaria e la crisi ecologica

Bologna, Sana, 9 settembre ore 11-13


Manifesto Food for health, è ora di fare fronte comune contro le multinazionali dei veleni

Di Ruchi Shroff, Navdanya International – Lifegate, 7 settembre 2018

Un sistema malato che possiamo curare

Di Manlio Masucci – Comune-info, 1 settembre 2018

Un campanello d’allarme dal Kerala su crescita e sviluppo

Di Vandana Shiva – Huffington Post Italia, 29 agosto 2018

L’Ayurveda alla base dell’agroecologia 

Di Vandana Shiva – il manifesto, 23 agosto 2018

L’agricoltura industriale è fonte d’inquinamento

di Ruchi Shroff, Navdanya International – il manifesto, 19 luglio 2018

Cibo e salute, un manifesto per vivere meglio – Intervista. L’alternativa agroecologica di Vandana Shiva contro le multinazionali e le politiche di Trump

Di Manlio Masucci – Il Manifesto, 31 maggio 2018

“Food For Health”, a Firenze presentazione di inizio lavori del Manifesto per un’alimentazione sana

Navdanya International, 17 maggio 2018

Allarme Ispra: 259 pesticidi inquinano le acque italiane

Di Manlio Masucci, Navdanya International – Lifegate, 14 maggio 2018