La religione più diffusa al mondo: le prime cinque posizioni

PER COMPRENDERE L’IMPORTANZA DELLA CONVIVENZA PACIFICA NEL MONDO TRA GLI UOMINI ABBIAMO FATTO LA SEGUENTE RICERCA SULLA DIFFUSIONE DELLE RELIGIONI NEL MONDO.

Riportiamo anche questo versetto del Corano che così recita:“Chi uccide un uomo, uccide l’umanita’ intera, chi salva un uomo salva l’umanita’ intera” . Il Corano, capitolo 5 … Continua a leggere

L’enciclica «Laudato sì’». Fede, scienza, ragione: un’alleanza per il clima, la terra e la giustizia sociale«Laudato sì’». Dopo il convegno, un documento e una mozione

Due testi comuni siglati dalle realtà che hanno promosso il convegno del 4 novembre e che vogliono continuare il percorso di riflessione iniziato 6 novembre 2015 da casadellacarita.org


DICHIARAZIONE COMUNE DEI PARTECIPANTI ALL’INCONTRO:
«L’ENCICLICA LAUDATO SÌ’»
FEDE, SCIENZA, RAGIONE: UN’ALLEANZA PER IL CLIMA, LA TERRA E LA GIUSTIZIA SOCIALE

Noi, organizzazioni, movimenti, singoli firmatari di questa Dichiarazione, confrontandoci pubblicamente a Milano mercoledì 4 novembre 2015 in un incontro aperto ad ogni contributo, vogliamo richiamare l’attenzione sui principali contenuti di ordine culturale, sociale e civile dell’enciclica «Laudato sì’» al fine di trarne delle indicazioni operative su cui incentrare i nostri impegni futuri. Impegni tesi anche a ridare nobiltà alla partecipazione politica, intesa come l’agire per il bene comune. Senza sottovalutare gli altri temi di una enciclica che è una miniera ricchissima di suggestioni, quelli su cui si è concentrata la nostra attenzione possono essere sintetizzati nei seguenti punti:

1. Il discorso di Papa Francesco è rivolto a tutti, credenti e non credenti, e non soltanto ai cristiani. È un discorso che riguarda la condizione umana in quanto tale.

2. È un discorso che riguarda tutta la Terra – tutto il creato – nel suo insieme: nella sua dimensione fisica, biologica, sociale, spirituale, affrontate nel loro inestricabile intreccio. Nessuna di queste dimensioni può essere affrontata senza tener conto dei nessi che la legano a tutte le altre.

3. In particolare, papa Francesco sottolinea come la vita e l’esperienza dell’essere umano siano inscindibili dal suo rapporto con l’ambiente fisico e con l’insieme dei viventi che popolano la terra. E viceversa. Questo segna l’abbandono di una visione antropocentrica che fa della specie umana la dominatrice dell’Universo: una concezione che ha caratterizzato gran parte della cultura occidentale nel corso dell’era moderna, influenzando gran parte del pensiero cristiano, soprattutto a partire dalla Riforma.

4. Scienza, religione e saperi popolari, compresi quelli dei popoli indigeni che colgono appieno l’integrazione con la natura, sono, su un piano di parità, modi di rapportarsi al mondo e al creato che non si escludono a vicenda; nessuno di essi può vantare una superiorità sull’altro. La loro conciliazione è un compito in continuo divenire.

5. L’Enciclica considera il vivente, il modo in cui la vita si riproduce e si rigenera, la fonte normativa delle regole che dovrebbero presiedere anche ai rapporti degli esseri umani tra di loro e con il loro ambiente; il che presuppone l’adozione di un sistema economico circolare, che non produce rifiuti, affinché gli scarti dei processi di produzione o di consumo ritornino all’ambiente in forme compatibili con la sua rigenerazione, oppure rientrino in un nuovo ciclo produttivo.

6. Lo scarto, quando è un residuo incompatibile con questi processi di rigenerazione, è la manifestazione principale e più evidente di un’economia di tipo lineare: un sistema che aggredisce le risorse della Terra per trasformarle, nel più breve tempo possibile, in materiali e sostanze inutilizzabili, inquinanti, che degradano l’ambiente e la vita. La velocità crescente imposta alla società dai processi di innovazione tecnologica ed economica, spesso in contrasto con i tempi della natura e della partecipazione democratica, rendono sempre più difficile sottrarsi a questo meccanismo.

7. Questo paradigma lineare non si applica solo alle cose, ma anche al vivente in genere e all’esser umano in particolare. La condizione dei poveri, degli esclusi, degli esseri umani sfruttati finché servono, finché sono produttivi o alimentano il consumo, per poi essere messi ai margini del consorzio umano, è la manifestazione, nel sociale, di un paradigma devastante che investe tutti i rapporti degli esseri umani tra di loro e con la Terra.

8. La povertà e l’emarginazione sono indissolubilmente legate all’aggressione alle risorse della Terra, ne sono una conseguenza diretta, mentre le diseguaglianze crescenti prodotte dal sistema economico e finanziario concorrono a loro volta a perpetuare questa aggressione perché privano i poveri e gli emarginati non solo dell’uso pubblico di beni comuni, come l’acqua, a seguito di insistenti e sempre più diffuse campagne di privatizzazione, ma anche della possibilità da parte dei meno abbienti di prendersi cura dell’ambiente in cui vivono e di custodire la Terra.

9. Le manifestazioni principali di questo squilibrio sono il ruolo assunto dal denaro come unico metro di misura di ciò che vale e merita di essere perseguito e il potere crescente della finanza, che, nella sua corsa all’accumulazione, non rispetta né l’essere umano né l’ambiente.

10. L’alternativa all’economia e alla società delle disuguaglianze e alla cultura dello scarto è la conversione ecologica; che ha una dimensione sociale fondata su un diverso paradigma energetico, sulla messa al bando del commercio delle armi e degli arsenali nucleari e sulla cura e sulla custodia della Terra, cioè su una produzione e un consumo sostenibili, che non intacchino il diritto di tutti i viventi e delle generazioni future a beneficiare di ciò che la Terra è in grado di offrire a chi la abita. Ciò riguarda in particolare il cambiamento climatico in corso e le sconvolgenti migrazioni provocate da guerre, desertificazioni e landgrabbing, tutti connessi alla rapina delle risorse. Ma la riconversione ecologica ha anche una dimensione personale nell’adozione di uno stile di vita fondato sulla sobrietà, sul consumo critico, sull’assunzione di una responsabilità nei confronti del prossimo e del vivente.

11. L’orizzonte culturale della conversione ecologica è dato da un’ecologia integrale, che non separa la difesa e la custodia dell’ambiente dalla cura per la condizione umana e dalla lotta contro l’ingiustizia e le diseguaglianze. E viceversa. Non si tratta solo di un approccio teorico, ma di un punto di vista intrinseco alla spinta dei popoli verso una società più giusta.

12.  La dimensione spirituale, ma profondamente radicata nella nostra condizione di abitanti della Terra, di questa conversione è la riconciliazione e la sintonia con tutto il vivente e con la bellezza e la dimensione estetica del creato, secondo quanto ci insegna il cantico delle creature di San Francesco.

MOZIONE DEI PARTECIPANTI ALL’INCONTRO:
«L’ENCICLICA LAUDATO SÌ’»
FEDE, SCIENZA, RAGIONE: UN’ALLEANZA PER IL CLIMA, LA TERRA E LA GIUSTIZIA SOCIALE

Le associazioni, le cittadine e i cittadini che il 4 novembre 2015 hanno partecipato in questa sede a un primo confronto sui contenuti fondamentali dell’enciclica «Laudato si’» riconoscono il grande valore delle analisi e delle indicazioni programmatiche in essa contenute, e ne raccolgono l’invito a un impegno sempre più serrato in direzione della difesa della Terra, di tutto il vivente, della giustizia sociale e della lotta contro le disuguaglianze che affliggono soprattutto i più poveri.

Per questo, sulla base dei 12 punti indicati nella premessa, essi si impegnano a continuare su basi più operative in confronto iniziato oggi, riportandolo negli ambiti delle loro attività quotidiane e cercando ogni volta di tradurlo in iniziative pratiche di informazione, divulgazione, mobilitazione e aiuto reciproco.

Decidono fin da ora di partecipare e di promuovere la più ampia partecipazione possibile alle manifestazioni indette per il 29 novembre, per esigere che al vertice che si svolgerà a Parigi tra il 30 novembre e l’11 dicembre vengano assunti impegni vincolanti e rigorosi per contenere il riscaldamento del pianeta entro i 2 gradi centigradi, onde impedire che i cambiamenti climatici in corso assumano un andamento irreversibile e rovinoso per la sopravvivenza stessa della specie umana e di miliardi di altri esseri viventi su questo pianeta.

Si impegnano a proseguire, nelle forme che ciascuno riterrà opportuno, la battaglia per fermare la privatizzazione dell’acqua e concretizzarne il diritto all’accesso, come dichiarato dall’ONU, con l’assunzione nelle istituzioni internazionali di un Protocollo mondiale e di una Autorità mondiale, per impedire il consumo e lo spreco di suolo, contro le trivellazioni che perpetuano il ricorso alle energie fossili, per valorizzare pratiche agroforestali sostenibili e per imporre che anche dopo il summit di Parigi si continuino a perseguire impegni vincolanti ed efficaci per il contenimento delle emissioni inquinanti e climalteranti per la decarbonizzazione.

Esigono il riconoscimento alla protezione internazionale per chi fugge da disastri climatici, eventi meteorologici estremi, desertificazione, mancanza di terra, di cibo e di acqua. Nel contesto attuale è infatti ancor più tragico l’aumento dei migranti che fuggono la miseria aggravata dal degrado ambientale e che non sono riconosciuti come rifugiati nelle convenzioni internazionali e portano il peso della propria vita abbandonata senza alcuna tutela normativa.

Si riconvocano all’inizio del prossimo anno, in data da definirsi, per un confronto di carattere seminariale in cui presentare e discutere le buone pratiche in campo sociale e ambientale messe in atto nel corso del tempo e le modalità in cui ciascuna organizzazione, cittadino o cittadina ritiene possibile e produttivo portare avanti le indicazioni emerse dal confronto odierno.

Milano, Società Umanitaria, 4 novembre 2015

L’iniziativa è stata promossa da: 
Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani”, Artigiani di Pace, A-Sud, Associazione Co-Energia – Progetti collettivi di economia solidale, Associazione Energia Felice, Beati i Costruttori di Pace, Comitati Chico Mendes, Comitato Milanese Acqua, Comitato per la Pace del Magentino, Contratto mondiale sull’acqua, Costituzione Beni Comuni, Ecoistituto Ticino, Forum Salviamo il Paesaggio, Noi Siamo Chiesa, Coordinamento Nord Sud del mondo, Zero Waste Italy.

 

Nel paese dove 
è inutile essere onesti di Roberto Saviano

La politica è da sempre incapace di fare pulizia prima che arrivino le inchieste giudiziarie. Così si arriva alle liste compilate con criteri discutibili
da espressorepubblica.it

ELEZIONI ALL’INSEGNA del “in fondo sapevamo già tutto”, le Regionali di domenica scorsa. Certo, banalizzare l’esito del voto talvolta può essere un’operazione … Continua a leggere

Petizione indirizzata al Presidente della repubblica e ai membri del Consiglio superiore della Magistratura

per la petizione clicca qui

Diretta a Presidente della Repubblica Italiana, Membri Consiglio superiore della Magistratura 

Contrastare l’istigazione alla violenza, che è ormai una grave emergenza nazionale. Ristabilire i valori di convivenza umana e civile in Italia, fra tutti gli uomini, siano essi cittadini italiani o stranieri, immigrati o profughi.

Il Comitato provinciale AICS di Viterbo si fa promotore di una raccolta di firme, che si effettuerà attraverso il web,  change org  per chiedere l’intervento del Consiglio superiore della Magistratura, al fine di ristabilire i valori di convivenza umana e civile in Italia, fra tutti gli uomini, siano essi cittadini italiani o stranieri, immigrati o profughi.

Il contrasto alla istigazione alla violenza, che è ormai una grave emergenza nazionale è un impegno che deve essere di tutti gli uomini e delle istituzioni che sono preposte alla tutela e all’osservanza delle leggi.   

Si chiede in particolare che vengano indagati da tutte le Procure d’Italia e su tutto il territorio nazionale, per poter essere giustamente assicurati alla Giustizia, tutti coloro che attraverso qualsiasi mezzo e attraverso  i mezzi d’informazione direttamente o indirettamente operano:

– nell’incitamento all’odio razziale;

– invitano all’omissione di soccorso che è un delitto punito dal codice penale, propongono la ricostituzione del partito fascista;
– permettono, consentono e chiedono di negare soccorso e accoglienza agli innocenti in fuga dalla fame e dalle guerre;
– annunciano l’intenzione di commettere violenze contro i più poveri, contro i più deboli, contro i più oppressi, contro i più bisognosi di aiuto;

– riducono in schiavitù altri essere umani;

Per contrastare il diffondersi di questa metastasi, lo Stato italiano ha leggi che chiediamo siano applicate. In particolare:
La Costituzione della Repubblica italiana;XII disposizione finale Italiana della Costituzione della Repubblica italiana (ricostituzione del partito fascista);codice penale art 592 – Omissione di soccorso; legge 654 del 1975 – Il razzismo è un reato; art 27 Responsabilità penale personale;

Occorre opporsi con tutti i mezzi legali a questi crimini, per questo ci uniamo all’appello di giuristi, uomini di pace e dal Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo, avanzato ai cittadini e alle istituzioni:

“In uno stato di diritto ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita’, alla solidarieta’.

Perche’ l’Italia torni ad essere uno stato di diritto occorre un’insurrezione nonviolenta delle intelligenze e delle coscienze contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni, contro il modo di produzione scellerato e insostenibile che distrugge umanita’ e mondo.

Perche’ l’Italia torni ad essere uno stato di diritto occorre un’insurrezione nonviolenta delle intelligenze e delle coscienze per la legalita’ che salva le vite, per l’umanita’, per la biosfera.

E’ il compito dell’ora di ogni persona decente”.

In attesa di una decisione urgente. Si ringrazia dell’attenzione che ci auguriamo venga posta a questa istanza.

Distinti saluti                                                                                                                                             Raimondo Chiricozzi

30 maggio 2015

per la petizione clicca qui

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ASSOCIAZIONE ITALIANA CULTURA E SPORT COMITATO PROVINCIALE VITERBO
Tel 0761652027 – 3683065221 – 3894440387 www.cafevirtuel.it –  Email:  viterbo@aics.ithttps://www.facebook.com/groups/468594373239250/
Via Resistenza, 3 – 01037 Ronciglione VT

arrivano i cosidetti invasori 2

LETTERA A
Presidente della Repubblica Italiana, Membri Consiglio superiore della Magistratura
cittadini italiani
Contrastare l’istigazione alla violenza, che è ormai una grave emergenza nazionale. Ristabilire i valori di convivenza umana e civile in Italia, fra tutti gli uomini, siano essi cittadini italiani o stranieri, immigrati o profughi.

AGGIORNAMENTI

Mantieni coinvolti i tuoi sostenitori con un aggiornamento. Ogni aggiornamento che posterai verrà inviato via email ai firmatari della petizione.

 

Petizione indirizzata al Presidente della repubblica e ai membri del Consiglio superiore della Magistratura

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Diretta a Presidente della Repubblica Italiana, Membri Consiglio superiore della Magistratura 

Contrastare l’istigazione alla violenza, che è ormai una grave emergenza nazionale. Ristabilire i valori di convivenza umana e civile in Italia, fra tutti gli uomini, siano essi cittadini italiani o stranieri, immigrati o profughi.

Il Comitato provinciale AICS di Viterbo si fa promotore di una raccolta di firme, che si effettuerà attraverso il web,  change org  per chiedere l’intervento del Consiglio superiore della Magistratura, al fine di ristabilire i valori di convivenza umana e civile in Italia, fra tutti gli uomini, siano essi cittadini italiani o stranieri, immigrati o profughi.

Il contrasto alla istigazione alla violenza, che è ormai una grave emergenza nazionale è un impegno che deve essere di tutti gli uomini e delle istituzioni che sono preposte alla tutela e all’osservanza delle leggi.   

Si chiede in particolare che vengano indagati da tutte le Procure d’Italia e su tutto il territorio nazionale, per poter essere giustamente assicurati alla Giustizia, tutti coloro che attraverso qualsiasi mezzo e attraverso  i mezzi d’informazione direttamente o indirettamente operano:

– nell’incitamento all’odio razziale;

– invitano all’omissione di soccorso che è un delitto punito dal codice penale, propongono la ricostituzione del partito fascista;
– permettono, consentono e chiedono di negare soccorso e accoglienza agli innocenti in fuga dalla fame e dalle guerre;
– annunciano l’intenzione di commettere violenze contro i più poveri, contro i più deboli, contro i più oppressi, contro i più bisognosi di aiuto;

– riducono in schiavitù altri essere umani;

Per contrastare il diffondersi di questa metastasi, lo Stato italiano ha leggi che chiediamo siano applicate. In particolare:
La Costituzione della Repubblica italiana;XII disposizione finale Italiana della Costituzione della Repubblica italiana (ricostituzione del partito fascista);codice penale art 592 – Omissione di soccorso; legge 654 del 1975 – Il razzismo è un reato; art 27 Responsabilità penale personale;

Occorre opporsi con tutti i mezzi legali a questi crimini, per questo ci uniamo all’appello di giuristi, uomini di pace e dal Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo, avanzato ai cittadini e alle istituzioni:

“In uno stato di diritto ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignita’, alla solidarieta’.

Perche’ l’Italia torni ad essere uno stato di diritto occorre un’insurrezione nonviolenta delle intelligenze e delle coscienze contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni, contro il modo di produzione scellerato e insostenibile che distrugge umanita’ e mondo.

Perche’ l’Italia torni ad essere uno stato di diritto occorre un’insurrezione nonviolenta delle intelligenze e delle coscienze per la legalita’ che salva le vite, per l’umanita’, per la biosfera.

E’ il compito dell’ora di ogni persona decente”.

In attesa di una decisione urgente. Si ringrazia dell’attenzione che ci auguriamo venga posta a questa istanza.

Distinti saluti                                                                                                                                             Raimondo Chiricozzi

30 maggio 2015

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Via Resistenza, 3 – 01037 Ronciglione VT

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LETTERA A
Presidente della Repubblica Italiana, Membri Consiglio superiore della Magistratura
cittadini italiani
Contrastare l’istigazione alla violenza, che è ormai una grave emergenza nazionale. Ristabilire i valori di convivenza umana e civile in Italia, fra tutti gli uomini, siano essi cittadini italiani o stranieri, immigrati o profughi.

AGGIORNAMENTI

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Un documento importante della ISDE sui PESTICIDI, PRATICHE AGRICOLE, AMBIENTE E SALUTE

ISDE Italia

Marzo 2015 Pagina 1 / 15

Position Paper

PESTICIDI, PRATICHE AGRICOLE, AMBIENTE E SALUTE

A cura del gruppo di lavoro ISDE Italia sui pesticidi


Coordinatori: Carlo Modonesi e Celestino Panizza

Con: Giovanni Beghini, Dario Bossi, Roberto Del Bono, Patrizia Gentilini, Gianni Tamino

ISDE Italia Marzo … Continua a leggere

Marco Di Lello: non voteremo allungamento tempi prescrizione

/

 

Grazie signora Presidente, onorevoli colleghi, i Socialisti non voteranno questo provvedimento, perché sposta il peso dell’inefficienza dello Stato sulle spalle dei cittadini.
La Costituzione, la nostra Costituzione, impone la ragionevole durata del processo e la prescrizione serve anche a questo, a fissare un limite temporale all’interesse a sanzionare un reato, a consentire ai cittadini imputati di potersi difendere, senza dover tornare indietro con la memoria di venti o più anni, e ad obbligare lo Stato a decidere entro un tempo limite se si è innocenti o colpevoli.
È un istituto previsto già dall’antica Grecia – ne parlano nei libri Lisia e Demostene – ma siccome in Italia non sempre si riesce a celebrare un processo in un tempo ragionevole, allora c’è chi pensa di allungare questo tempo, anche a costo di renderlo irragionevole. Eppure, negli ultimi dieci anni i processi conclusisi con prescrizione si sono quasi dimezzati, e invece con questa legge noi incentiviamo le inefficienze. Pensiamo che i processi durino troppo a lungo ? Sì. E qui si pensa di prolungarli di altri tre anni!
In Belgio, dove ci sono reati improcedibili dopo appena sei mesi, la durata del processo è in media di quattro anni. Questo dovrebbe essere il nostro modello.
Perché, dunque, non imporre l’inizio del processo entro un mese dal rinvio a giudizio ? Perché non imporre l’avvio del processo d’appello entro un massimo di sei mesi dal deposito dell’impugnativa ? Perché non sanzionare la mancata osservanza dei termini di deposito delle sentenze ? È tutto il tempo che si perde, in alcun modo ascrivibile a responsabilità degli imputati. Sono piccoli accorgimenti che aumenterebbero l’efficienza e accorcerebbero i tempi del processo.
D’altra parte, in Cassazione ad oggi si prescrive appena lo 0,4 per cento dei procedimenti penali e, ciò nonostante, questa legge prevede un ulteriore allungamento per altri dodici mesi dei termini di prescrizione. Perché?
Perché – concludo Presidente – dopo che un procuratore ha dichiarato che il taglio di quindici giorni di ferie ai magistrati avrebbe fatto schiattare di lavoro i giudici, mi viene il dubbio: è forse questo il motivo? O è forse il prezzo che i cittadini devono pagare per avere ottenuto, grazie ai Socialisti, la responsabilità civile dei giudici?
Ma i diritti non si barattano. Noi siamo al centocinquantasettesimo posto su centottantatré, secondo la Banca mondiale, per inefficienza del sistema giudiziario e la durata dei processi. Veniamo dopo il Togo, il Kosovo, le isole Comore. C’è chi ambisce forse a portarci all’ultimo posto. Non avverrà con il voto dei Socialisti

Avvelenamento acque: 10 avvisi di garanzia, perquisiti uffici regionali e società private

Luciano Gagliardi Vibo Valentia, Italia

11 feb 2015 — Al link di seguito l’articolo de IlQuotidiano:http://www.ilquotidianoweb.it/news/cronache/734046/Acqua-potabile-e-invaso-dell-Alaco.html

Acqua potabile e invaso dell’Alaco, perquisizioni alla Regione
Avvisi di garanzia a dirigenti pubblici e imprenditori

Dieci avvisi di garanzia a dirigenti della … Continua a leggere

GIUSEPPE FIORONI: “DECLASSIFICATI GLI ATTI DEL CASO MORO: ORA A DISPOSIZIONE DEGLI ARCHIVI”

( da NewTuscia) – ROMA – I documenti relativi al caso Moro saranno declassificati dal Governo. Estesi ai 55 giorni del sequestro di Aldo Moro i benefici della direttiva e tutte le amminis

trazioni dovranno consegnare all’Archivio di Stato  i documenti riguardanti il sequestro e l’uccisione … Continua a leggere

AUGURI

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Acqua avvelenata nel tuo bicchiere grazie alla “santa” prescrizione. 100 morti per tumori, nessun colpevole.

Il Parlamento legiferi perché questi reati non vengano mai prescritti. (RC)

dicembre 21, 2014Lascia un commentoGo to comments

 Bussi, discarica abusiva Bussi, discarica abusiva Assolti perché il fatto non sussiste dalla Corte d’Assise … Continua a leggere

Rifare l’Italia – Le proposte del PSI – Conferenza programmatica Città di Castello

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