La ferrovia dei Due Mari per lo sviluppo del territorio una mozione del vice presidente del consiglio regionale Devid Porrello

La ferrovia dei Due Mari per lo sviluppo del territorio, una mozione del vice Presidente Consiglio Regionale Porrello

La ferrovia dei Due Mari per lo sviluppo del territorio, una mozione del vice Presidente Consiglio Regionale Porrello

di Stefano Stefanini

NewTuscia – ORTE – La trasmissione di “Fatti e Commenti” di questo fine settimana condotta da chi scrive e da Gaetano Alaimo, in onda su Teleorte e www.newtuscia.it Tv sarà dedicata alla prospettiva della Ferrovia dei due Mari, la Ancona -Orte-Capranica Civitavecchia. La ferrovia dei Due Mari Civitavecchia-Orte Ancona per un nuovo modello di sviluppo del Territorio. Una mozione del v.presidente del  consiglio regionale del Lazio, Porrello, dei CinqueStelle.

 Il presidente del Comitato per la riapertura della linea storica, Raimondo CHIRICOZZI, farà il punto della strategia di sviluppo locale legata all’infrastruttura ferroviaria, oggetto recentemente di prese di posizione da parte del Movimento Cinque Stelle, con la Mozione presentata dal vice presidente del Consiglio regionale e componente della Commissione consiliare Lavori Pubblici, Devid Porrello, con richiesta di collaborazione tra Ministero delle Infrastrutture e regione Lazio per dare avvio concreto al progetto.

Nel corso del Convegno svoltosi nel febbraio  scorso presso il palazzo Nuzzi , sede municipale  di Orte erano strati chiaramente illustrati – oltre alle linee operative per la cantierizzazione dei lavori e la riattivazione dell’infrastruttura ferroviaria dichiarata di valore storico con legge nazionale – gli strumenti legislativi attuali per elaborare e finanziare i progetti integrati di sviluppo locale, che comprendono anche ferrovie e treni turistici, attraverso strategie di turismo sostenibile e rilancio dei territori cosi detti meno conosciuti attraverso l’ utilizzo e il ripristino di immobili pubblici come anche le stazioni dismesse, utilizzando risorse già previste in bandi regionali, nazionali ed europei, che nel piano straordinario della mobilità turistica e nel Protocollo Fondazione Ferrovie dello Stato e Ministero delle Attività e Beni Culturali e del Turismo. Queste le conclusioni del convegno del 23 febbraio ad Orte.

Il presidente Raimondo  Chiricozzi, a nome del Comitato per la riapertura della Linea storica Civitavecchia Capranica Sutri-Orte ha sostenuto come il Convegno si riproponga di dare centralità alle questioni che interessano i cittadini e cioè la creazione di posti di lavoro e una migliore qualità della vita. Con lo sguardo attento al territorio e a ciò che offre, emerge netta la necessità di chiedere il suo riequilibrio, nei confronti di Roma metropolitana e quindi mettere in atto iniziative legislative, per la creazione di un’AREA di cui faccia parte il viterbese, la parte alta della provincia di Roma con Civitavecchia e il suo Porto, Grosseto, Rieti e l’Umbria (Terni, Orvieto, Perugia).

E’ stato messo in risalto come alcune iniziative prese negli ultimi tempi vanno verso questa realizzazione: La creazione del distretto turistico dell’Etruria meridionale, l’alleanza tra territori CIVITER (Civitavecchia-Viterbo-Terni-Rieti). Perché non rimangono asfittiche e non propulsive di sviluppo, vanno  accompagnate da un Progetto integrato che favorisca la creazione di occupazione in loco,  nel Centro Italia e con le infrastrutture necessarie.

La tratta ferroviaria Civitavecchia Capranica Orte della ferrovia dei Due Mari è parte fondamentale di questo progetto. Con questa infrastruttura è possibile dare impulso all’economia e quindi in primis alla creazione di posti di lavoro, prima nei cantieri necessari alla riattivazione e successivamente all’indotto economico dell’infrastruttura ferroviaria storica, ma anche per il successivo utilizzo per il trasporto delle merci, nella dimensione interregionale di collegamento tra i Porti di Civitavecchia e di Ancona e degli Interporti di Orte, Jesi e Verona e dell’area metropolitana di Roma.

La linea storica dei Due Mari esalta la valorizzazione dei Centri storici e le loro tipicità ambientali, culturali, ed eno-gastronomiche, un patrimonio da tutelare e valorizzare”…con  il Distretto Culturale della Tuscia.

Il collegamento e l’integrazione  realizzabile con la riattivazione della Linea ferroviaria Orte Il collegamento inscindibile tra Agricoltura, Ambiente, Paesaggio ed insediamenti urbani, intesa nel senso di una coerenza con il “genius loci” – con il quale si indica l’insieme delle caratteristiche socio-culturali, architettoniche, di linguaggio, di abitudini che caratterizzano un luogo, un ambiente, un territorio,  una città – dovrà essere concretamente declinato come tutela delle peculiarità della Tuscia, nella sua  varietà di unicità ambientali. I nostri Centri storici sono caratteristici poiché sorti nei secoli dal mare ai laghi, dalle colline  alla valle del Tevere, dall’archeologia ai luoghi suggestivi, di valore religioso e storico-ambientale che attraversano praticamente tutti i periodi storici, con testimonianze architettonico-monumentali e artistiche che spaziano dagli Etruschi e Romani, al Medioevo, sino al Rinascimento e all’archeologia agricolo-industriale (penso alle Stazioni dismesse delle linee ferroviarie o le Case cantoniere sorte sulle vie stradali)  di interessanti siti della produzione, delle reti viarie, dei trasporti e delle dimore storiche, realizzati  dal XVII al XX secolo.

Chi vuole il vero sviluppo della Tuscia deve essere cosciente che tutto questo patrimonio è a disposizione di privati, volontariato e istituzioni per coniugare la tradizione di mestieri con il lavoro agricolo, artigianale e piccolo-industriale, con le eccellenze delle tipicità enogastronomiche e la presenza agrituristica e termale, l’innovazione e la ricerca dell’Università della Tuscia, i Turismi di qualità, esclusività e di innovazione.

“Le priorità infrastrutturale ed intermodali per uscire dall’isolamento”.

E’ determinante rivedere il quadro della mobilità e dei trasporti in questo tratto di Italia centrale. Da qui l’idea di realizzare un collegamento ferroviario in grado di collegare grandi realtà come Civitavecchia e Orvieto con Viterbo, attraverso il nodo intermodale di Orte, strategicamente rilevante per l’intero Paese (i lavori della superstrada recentemente avviati ne sono un esempio chiaro che andrebbe esteso per completare il quadro alle Vie Consolari ed alle ferrovie così dette  minori, in particolare la Linea Storica Orte- Capranica Sutri- Civitavecchia e lo sviluppo territoriale, a cui sarà dedicato il Convegno di Orte Palazzo Comunale, venerdi 23 febbraio alle 16 – anche con qualche decisione coraggiosa orientata alla finanza di progetto ed alle concessioni di costruzione e gestione delle infrastrutture ai privati operatori ). Senza un sistema infrastrutturale significativo questa provincia ci è stato ripetuto sino all’inverosimile è destinata a un declino irreversibile, perdendo la possibilità di sfruttare le grandi risorse di cui dispone, come le bellezze storico-ambientali, la vocazione agricola, gli impianti termali.

“Il termalismo, l’artigianato artistico, il turismo congressuale, formativo-professionale in collegamento con la Ricerca Universitaria e la sua rete diffusa nel territorio, i percorsi ciclo-pedonabili e a cavallo come volani di crescita per la Tuscia”,

Vari e altamente qualificati sono gli ambiti  economici che beneficerebbero di uno straordinario  volano di sviluppo come una linea ferroviaria turistico-culturale dei Due Mari: convogli storici dedicati al raggiungimento dei siti legati al termalismo di Viterbo, ma anche di altre acque salubri di cui è ricchissimo il territorio, l’artigianato artistico legato alle secolari tradizioni di laboriosità  delle comunità dell’area falisca di Civita Castellana, della Valle del Tevere, della costa e maremma Laziale, del comprensorio montano dei Cimini, dell’Alto Lazio legato alla Via Francigena e al percorso degli Etruschi, oltre alla città di Viterbo e dei suoi incantevoli dintorni con siti archeologici e dimore storiche,  il turismo congressuale, le città ed i Poli del Teatro, dei Musei e della Musica degli Strumenti Antichi con stagioni concertistiche già di successo,  la diffusione di Caffeina oltre Viterbo,  i supporti delle Leggi regionali – Spettacoli dal vivo Reti commerciali di Strada – con la fattiva collaborazione di Enti regionali e comunali, le Città sedi delle Rievocazioni Storiche Medievali e Rinascimentali, lo sviluppo del trekking, del turismo eno-gastronomico, il sistema agrituristico e la produzione agricola a chilometro zero, dell’artigianato artistico e dei percorsi naturalistici percorribili a piedi, a cavallo, o attraverso piste ciclo-pedonabili sul Tevere), con le stazioni ferroviarie concepite come Porte di accesso alle Peculiarità del territorio… anche le regioni dell’Umbria e della Marche potrebbero trarne benefici effetti.

Ricordiamo che il 2 agosto 2017  è stato approvato in Senato il disegno di legge A.S. n. 2670, già approvato dalla Camera dei deputati, che reca disposizioni per listituzione di ferrovie turistiche mediante il reimpiego di linee in disuso o in corso di dismissione, situate in aree di particolare pregio naturalistico o archeologico.

Una legge tra l’altro approvata all’unanimità: come ha dichiarato il ministro ai Beni ed alle Attività Culturali e il Turismo,  Dario Franceschini, “è importante che su un tema come questo tutte le forze politiche si siano unite. Un ringraziamento dunque per il prezioso lavoro che è stato fatto in Parlamento con il pieno sostegno del governo”.

L’Italia possiede migliaia di chilometri di ferrovie poco utilizzate o addirittura dismesse, che se adeguatamente risistemate e gestite potrebbero essere formidabili volani per un turismo lento e sostenibile. I contesti paesaggistici e ambientali in cui scorrono i binari sono infatti spesso splendidi: dalle campagne toscane alle montagne sarde, passando per i laghi prealpini, gli Appennini, la Sicilia, sono moltissimi gli esempi in tutto il Paese.

Il provvedimento si compone di 11 articoli. All’articolo 2 si demanda a un successivo decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da adottare entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, “l’individuazione e la classificazione come tratte ferroviarie a uso turistico le tratte, dismesse o sospese, caratterizzate da particolare pregio culturale, paesaggistico e turistico”, ma già sono nominate le 18 linee interessate, cui se ne potranno aggiungere altre in futuro:

1) Sulmona-Castel di Sangro (Abruzzo)

2) Cosenza-San Giovanni in Fiore (Calabria)

3) Avellino-Lioni-Rocchetta Sant’Antonio (Campania)

4) Sacile-Gemona (Friuli Venezia Giulia)

5) Palazzolo-Paratico (Lombardia)

6) Castel di Sangro-Carpinone (Abruzzo/Molise)

7) Ceva-Ormea (Piemonte)

8) Mandas-Arbatax (Sardegna)

9) Isili-Sorgono (Sardegna)

10) Sassari-Palau Marina (Sardegna)

11) Macomer-Bosa (Sardegna)

12) Alcantara-Randazzo (Sicilia)

13) Castelvetrano-Porto Palo di Menfi (Sicilia)

14) Agrigento Bassa-Porto Empedocle (Sicilia)

15) Noto-Pachino (Sicilia)

16) Asciano-Monte Antico (Toscana)

17) Civitavecchia-Capranica-Orte (Lazio)

18) Fano-Urbino (Marche)

Nella gestione dei tratti di ferrovia interessati possono essere coinvolte associazioni e organizzazioni di volontariato operanti nei settori ferroviario, turistico, culturale e ambientale, come già peraltro succede spesso per molte delle linee individuate.

E la legge prevede anche la possibilità, evitando ovviamente ogni forma di promiscuità con la circolazione dei treni, che sulle linee ferroviarie dismesse o sospese possano circolare i cosiddetti ferrocicli, vale a dire veicoli a pedalata naturale o assistita su rotaia.

I futuri itinerari “storico-ferroviari e ciclo-escursionistiche del gusto, dei sapori e delle tipicità” alla linea ferroviarie Orte-Capranica-Civitavecchia-Viterbo.

In tal modo l’Associazione di volontariato è riuscita a creare in pochi anni e continua a fare in un settore nuovo come quello delle ferrovie turistiche che in Italia, nonostante questi primi passi importanti, è ancora tutto da scoprire e da sviluppare.

Con la legge sulle ferrovie storiche si aprono interessantissime prospettive di sviluppo per agli operatori della promozione turistica locale ed in particolare per l’intraprendentissimo “Comitato per la Riapertura della linea ferroviaria Orte-CapranicaSutri-Civitavecchia”, presieduto da Raimondo Chiricozzi a partire dalla proposta di sperimentare nei fine settimana ed in coincidenza di particolari eventi  turistico-culturali o rievocativi  come Caffeina, le Rievocazioni Storiche Medievali, le Feste della Trebbiatura o della Vendemmia, la Raccolta delle olive, delle castagne  e delle nocciole, il Carnevale, presso le città d’arte ed i laghi di Vico e Bolsena o i monti Cimini, e la Valle del Tevere degli  itinerari  “ storico-ferroviari e ciclo-escursionistiche del gusto, dei sapori e delle tipicità” alle linee ferroviarie Orte-Capranica-Civitavecchia-Viterbo.

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