LA CITTA’ di Carlo Lotti, il Pigrecoday e l’Amore vivificatore

Inaugurata il 14 marzo 2018 l’esposizione de “LA CITTÀ” di Carlo Lotti, presso la Biblioteca comunale di Ronciglione. Perché proprio il 14 marzo giornata mondiale del Pigreco-day ?

L’opera lo esprime con vivacità di colori e l’esposizione di questa nel giorno più importante della scienza, sta a dimostrare quanto sia presente nell’artista  la consapevolezza della indispensabilità di questo numero nella vita quotidiana e dell’impossibilità di attribuirgli un valore preciso.   

L’opera di Lotti è stata mostrata per la prima volta al pubblico nel 1977.  

Con questa opera Lotti vuole trasmettere emozioni intense, propone l’approfondimento sulla indefinibile essenza vitale, facendoci comprendere l’impossibilità di racchiuderla in un dipinto; ci richiama all’Invisibile e al senso della nostra vita.  

“Carlo Lotti porta il contributo della sua volontà artistica e l’esempio della sua pittura, originale e pura, che è già recupero e senso della dignità delle cose, della bellezza della Natura, dell’emozione per un Tutto o per un luogo o per un progetto, che dura nel quadro come visione che oltrepassa i limiti della percezione”.

Abbiamo chiesto a Carlo Lotti di parlarci della sua “La Città”.  Così l’artista ha sintetizzato il suo pensiero:

“LA CITTA’ deve prendere la forma di una vera società, con i suoi essenziali elementi costitutivi.

Una società raccoglie membri raggruppati per il conseguimento di un fine comune e mantenuti nella loro coesione e nella loro unità da un’autorità, da una gerarchia, che li dirige e li governa.

Non attendiamoci una definizione classica, formulata per ogni genere prossimo e differenza specifica: la realtà da definire è troppo complessa e non si può chiudere in una cornice; perciò mi accontenterò di riunire i tratti caratteristici.

Ai principi di giustizia e divini, sappiamo, si oppongono gli avversari ovvero tutti quelli che si oppongono all’amore creatore e vivificatore; formalismo che sostituisce all’amore, e, all’amore della giustizia, norme ed atteggiamenti rigidi, le più disparate ambizioni e l’istinto di dominio.

La costituzione della Città nella sua totalità materiale e spirituale, non conserva nessuno degli articoli politici e propriamente sociali dei codici antichi e moderni; ma determina i rapporti dei fratelli tra loro, secondo le esigenze del primato dell’amore e del primato della verità, e, aggiungerei ancora, il primato della libertà; non vi si possono confermare che le anime che si sono rese pienamente disponibili.

La salvezza, positivamente, è la vita, e la vita è ciò cui aspira ogni mortale. Man mano che la luce (colore) aumenta e la speranza della risurrezione (un vuoto grigio) leva in alto le anime, la vita futura che si attende.

Tuttavia, questa vita non è soltanto un bene futuro, in qualche modo già la si possiede. E’ anzitutto la liberazione dalla paura.

Ogni cittadino ha la sua funzione da assolvere, attraverso la quale darà compimento alla propria personalità; è individualmente che ciascuno vi rientra, con un profondo atto personale. Nella Città,  economia materiale ed economia spirituale possiedono tutto ciò che caratterizza una casa, una famiglia bene organizzata: è una società perfetta. Norme pratiche, credenze supposte dalla sua storia e dal suo funzionamento.

E’ in quanto società che la Città si sviluppa costantemente, è come il seme gettato a terra e che cresce autonomamente fino al momento del raccolto, qualunque sia l’atteggiamento degli uomini nei suoi confronti, nulla può arretrare. La sua immensità di sogno simboleggia la sua estensione universale, indefinita. In questo modo tutti diventano cittadini.

In questa Città tutto è perfettamente puro: splendore simboleggiato dai colori infinitamente preziosi che la compongono. Tutto ora è interamente nuovo; nuovo di quella novità che è vita piena, che è Dio stesso.

Così per gli abitanti di questa Città non vi sarà più “ lutto, né pianto, né sofferenza, perché le prime cose sono scomparse”.

L’opera LA CITTA’ rimarrà esposta presso la Biblioteca comunale di Ronciglione fino al 14 aprile 2018 .

Raimondo Chiricozzi

 

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