Hillary Rhodam Clinton ha perso le elezioni che non poteva perdere. da Il Proff

Hillary ha perso! Veramente?

Tutti i sondaggi hanno sbagliato. Veramente?

Gli americani non si vergognano. Veramente?

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Elezioni presidenziali statunitensi 2016. Ad oggi, Novembre 17 2016,  Hillary R. Clinton vince il voto popolare di circa 1.200.000 unità, ma si continua a contare in vari stati ma sopratutto in California a vasta maggioranza democratica, la stima e` che  alla fine vincerà di quasi due milioni. La legge elettorale americana prevede che si vinca per stato e che si sommino i cosiddetti ‘electoral colleges” diversi da stato a stato. Vincendo a sorpresa Pensilvania Michigan e Wisconsin Trump si assicura la vittoria. Questi  stati sono stati vinti con la differenza totale di poco più che 100.000 voti, molto meno della differenza tra Clinton e Trump.

I sondaggi non hanno sbagliato: Hillary ha vinto il confronto a due.
Alcuni sondaggi erano stato per stato, hanno questi sbagliato? Tecnicamente ogni rilevazione statistica ha un margine di errore, confrontando i sondaggi con i risultati, anche stato per stato, questi ultimi sono nei margini di errore. In altre parole prevedibili.

Un giorno prima delle elezioni Hillary aveva dal 60 al 90 percento, a seconda della fonte,  probabilità di vittoria. Ovviamente questo significa che Trump avesse dal 10 al 40 percento  probabilità di vittoria. Nelle mie classi di statistica insegnavo che solo sotto la soglia del 5% un evento si definisce improbabile. Era possibile, ed infatti ha vinto. Anche gli stati del North Carolina e Florida Ohio sono determinanti e meritano menzione.

Che è successo in realtà? “History”, “FBI letter”, “Angry White Vote”, “Vote Suppression”.

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History.

Nelle storia delle elezioni presidenziali americane, raramente lo stesso partito ha vinto la presidenza tre volte di seguito. Nella storia recente solo Reagan e` riuscito a passare il testimone al vicepresidente.

In essenza agli americani piace il cambiamento, il nuovo, in questo caso particolare si sono po’ stufati delle famiglie dei  Clinton e degli Bush. Nel 2014 un’intervista alla moglie del primo Bush e mamma del secondo, George W. Bush, commentando la possibilità che l’altro figlio, Jeb Bush, potesse diventare presidente, ha dichiarato che ci sono molte altre famiglie negli Stati Uniti che possono contribuire. Il sentimento è diffuso. Quanto ha contribuito la “storia” come fattore? 1%, poco più di un milione di voti? 0,1%, poco più di 100.000 voti?

 

FBI letter.

Nel pieno della campagna elettorale, solo 11 giorni prima delle elezioni, il direttore della FBI manda al congresso una lettera molto ambigua in cui dichiara che l’FBI è venuta in possesso di nuove poste elettroniche riconducibili ad Hillary nel periodi in cui era segretario agli esteri, aggiungendo che “potrebbero” essere importanti.

A 3 giorni della elezioni la FBI dichiara che erano copie di altre già viste. Non solo questa intromissione nella campagna elettorale è contro il protocollo, ma l’ambiguità della lettera è a dir poco sospettosa. Alla base di tutto c’è sicuramente un errore di valutazione della Clinton o, ancor peggio, la voglia di uscire dai canali controllati delle comunicazioni. Di fatto l’arma più potente usata dai repubblicani.quanto ha contribuito la “FBI letter” come fattore? 1%, poco più di un milione di voti? 0,1%, poco più di 100.000 voti?

Angry White Vote

L’unico sotto settore della popolazione Americana che Trump ha stravinto, è quello dei bianchi con il solo diploma liceale, l’equivalente della scuola dell’obbligo italiana. In altri ha fatto poco meglio o poco peggio dei candidati repubblicani delle ultime due elezioni, McCain (2008)  e Romney (2012). I precedenti candidati avevano ottenuto circa 60 milioni di voti, Trump circa uno o due milioni in più e tutti o quasi dai bianchi senza laurea. Questi si dichiarano avvelenati con Washington e la classe dirigenziale in genere. Ma ancora di più hanno un serio odio verso tutti coloro che hanno partecipato o contribuito al cosiddetto “outsourcing”. Mantenere marchio e fattezze ma realizzare lo stesso prodotto in Asia dove la manodopera e` più conveniente. Ovviamente il costo della manodopera significa salario per i dipendenti. Il partito da sempre rappresentante di tutti coloro che hanno preso parte all’outsorcing sono repubblicani, Mitt Romney candidato del 2012 è l’esempio migliore. I suoi successi economici sono quasi tutti legati all’ousorcing e la conseguente chiusura di fabbriche. Il suo tallone di Achille fu aver dichiarato che l’industria delle auto doveva essere lasciata fallire e non aiutata come aveva fatto Obama.

 

La  ABC News aggiornando a  November 16, dichiara che Clinton è in testa di 1,125,855 vote. Trump ha 61,283,176 votes, Clinton 62,409,031. Vedi  http://www.usmagazine.com/celebrity-news/news/who-won-the-popular-vote-donald-trump-or-hillary-clinton-w450627

 

Molti hanno visto l’odio razziale nel voto, ma così come Obama è il presidente più votato della storia, Trump ha preso pochi più voti dei repubblicani precedenti. Di sicuro i razzisti americani hanno votato Trump ma probabilmente hanno sempre votato repubblicano.

Quanto ha contribuito il voto razzista come fattore? 1%, poco più di un milione di voti? 0,1%, poco più di 100.000 voti? 0,01%, poco più di 10,000 voti?

 

 

Vote Suppression

Second Vox news, http://www.vox.com/policy-and-politics/2016/11/7/13545718/voter-suppression-early-voting-2016, ci sono stati 7 modi diversi in cui il voto è stato controllato dai repubblicani. Tutti contro Clinton. Quì dobbiamo entrare nel dettaglio.

 

Per illustrare l’universo elettorale odierno degli Stati Uniti, bisogna fare un passo indietro.

Nel 2008 non solo i repubblicani perdono la casa bianca, cosa del resto altamente prevedibile dopo il rovinoso periodo di G.W.Bush, ma perdono il congresso ed il senato dove i democratici hanno 60 senatori, maggioranza a prova di filibster. Praticamente i democratici hanno potere assoluto. Potrebbero cambiare la storia ed invero Obama ci prova. Ma tutti gli altri democratici anzichè abbracciare il presidente iniziano un progressivo prendere le distanze che li porterà quasi in scontro diretto col presidente.

Che succede tra i repubblicani? Sono scioccati. Scottati e vinti, decidono di contrastare il nuovo presidente ed i democratici in tutto anche se questi volessero fare leggi coerenti col credo repubblicano. Obama ha spesso dichiarato di non poter mostrare il suo sostegno ad idee repubblicane altrimenti questi iniziavano a lottare contro. La notte delle elezioni 2008 i capi repubblicani si riuniscono e concordano che la loro sola priorità è di non far rieleggere il presidente. Questa è una delle più grandi affermazioni di razzismo della storia, molto buia del resto, degli Stati Uniti. Chiunque si dedica alla politica, ma in particolari i responsabili di uno dei  due partiti della più grande democrazia della storia, dovrebbero avere il benessere e sicurezza della popolazione come primo obbiettivo. Non quei repubblicani. Loro esprimono la rabbia dei bianchi di aver perso la leva del potere più importante del mondo. Poco importa loro se questo sarà o no un buon presidente, è african american e và combattuto.

Prima delle elezioni di Midterm del 2010, lo stratega di George W. Busn, Carl Rove, pubblicò un articolo in cui affermava: colui che controlla i singoli stati, controlla le elezioni. Scatta il piano a lungo termine dei repubblicani. Consapevoli che le minoranze stanno crescendo numericamente, debbono impedire a questi di votare o di essere determinanti.  Grazie ad un afflusso di denaro senza precedenti nelle elezioni statali, spesso oscure e poco combattute, Carl Rove ha influenzato centinaia di sfide, iniziando un trend ancora in voga, vedi Trump, dove spesso candidati impresentabili vincevano a sorpresa dopo che gli spot elettorali avevano distrutto il concorrente.  Nel 2010, il cosiddetto “Tea Party” di fatto lottando contro Washington e le elites colpevoli di spendere soldi in guerre e di dimenticarsi del popolo, dona la vittoria ai repubblicani avvalendosi dei milioni di dollari dell’elites spesi contro i democratici. Cosa è successo? I democratici in una elezione hanno perso il congresso ma più importante, hanno perso moltissimi stati che, una volta sotto controllo dei repubblicani, hanno avuto totale potere nel “re-districting” che avviene ogni 10 anni, in seguito al censimento, appunto decennale, ultimo nel 2010, ridisegnando i distretti in modo che i repubblicani avessero la maggioranza al congresso anche se minoranza di voti in totale. Questo fenomeno è conosciuto in america come “Jerry Mandering”. Semplicemente si radunano tutte le zone democratiche in un grande distretto o due e si suddividono le aree repubblicane in vari distretti garantendone il risultato a favore del candidato, chiunque esso sia. Basta guardare la mappa dei distretti per rendersene conto. I democratici che potevano dire qualcosa non lo hanno fatto perché i “loro distretti” diventavano sicuri anche se in numero minore.

La più grande democrazia della storia e della terra elegge i  rappresentanti in modo non democratico. Ovviamente anche il presidente è selezionato in modo non strettamente democratico.

Non solo, l’appetito vien mangiando. I repubblicani non si sono accontentati. Visto che controllavano gi stati, negli ultimi 6 anni hanno creato leggi ad hoc, stato per stato, per sopprimere il voto delle minoranze che votano democratico. guarda caso in particolare nello stato del North Carolina e Pennsylvania. Ovviamente i democratici hanno combattuto legalmente contro queste e spesso hanno vinto in quanto le nuove leggi anticostituzionali.  Ma il danno era fatto: molti si sono arresi alle difficoltà di voto. Ad esempio,  pochi giorni prima delle elezioni 400,000 residenti del North Carolina hanno avuto il diritto di voto revocato. Il giudice federale ha fermato il processo ma nel frattempo i votanti si erano assuefatti alle notizie.  Ma ancora, viste le lunghe file ed il fatto che le elezioni si tengono di martedì, negli ultimi decenni è aumentata la tendenza all’ early vote, il voto anticipato, ad esempio la domenica prima delle elezioni nelle chiese. Ma più, in generale, quando uno ha tempo di votare. Il voto anticipato è favorevole ai democratici. I repubblicani lo hanno ridotto ovunque ne avessero la possibilità.

Ad esempio cancellandolo nelle università o chiese. Riducendo da 28 ad 1 i luoghi dove poter votare in un distretto a maggioranza democratica. Vediamo gli stati cruciali e chi li controlla: Winsconsis, repubblicani, Ohio, repubblicani, Florida, repubblicani, Michigan, repubblicani, North Carolina, repubblicani, unica eccezione, Pennsylvania controllata dai democratici.

Quanto ha contribuito la soppressione dei voti  come fattore? 1%, poco più di un milione di voti? 0,1%, poco più di 100.000 voti? 0,01%, poco più di 10,000 ? Per stato?

Forse quanto sopra spiega la sconfitta-vittoria di Hillary.

 

Americani, ma non vi vergognate?

Il voto soppresso, la campagna contro Hillary, mai finita dagli anni 90 in poi, un po` meno elettori del solito ha votato ed il “front runner”, chi stà avanti, ne soffre. Circa il 18% degli americani ha votato Trump. Pochi di più Clinton. E` difficile parlare di Americani che abbiano dato un mandato a Trump. Di certo ci sono bambini ed adolescenti che non possono votare, ma anche tra gli aventi diritto al voto, Trump non ha raggiunto il 30%. Gli americani non hanno votato. Trump ha vinto grazie ai voti della destra ultra conservatrice che, temendo la selezione dei giudici della corte suprema di Clinton, si sono attappati il naso ed hanno votato per Trump. Ed alcuni milioni di votanti o di persone che volevano votare ma non lo hanno potuto fare, sono restati a casa. Anche nel 2012 Obama ha preso più voti di Clinton nel 2016.

 

 

La storia, anche quella personale di ognuno di noi, dovrebbe averci insegnato che per ottenere risultati bisogna lavorare duramente ed a lungo. Si vince la lotteria in un attimo ma ci vogliono 18 anni di scuola per una laurea in ingegneria.

Chi vorreste essere: quello-a che vince un milione alla lotteria o quello-a che ha una laurea in ingegneria? Ovviamente bisogna comprare un biglietto o votare Trump per sperare nella lotteria, bisogna studiare 18 anni per la laurea. Inoltre le probabilità di vincere sono molto più basse.

Trump probabilmente farà soffrire solo i poveri e le minoranze, nel corto e medio termine, ma peggiorerà la vita per generazioni agli americani tutti. Non si possono fare le grandi opere di infrastrutture ogni 4 anni, ma bisogna pagare tasse per sempre per ripagare i debiti contratti da Trump con il beneplacito dei repubblicani. Lo hanno fatto con Reagan e con i due Bush, di certo non si tireranno indietro con Trump che ha mostrato essere pronto ad usare tutte le offese, lecite e no.

Inoltre gli americani hanno beneficiato dell’emigrazione più qualificata della storia: medici, programmatori, commercianti ed architetti da tutto il mondo hanno cercato casa in america. Ovviamente anche i poveri sudamericani hanno cercato casa negli Stati Uniti, ma anche questi hanno alzato il tenore dei bianchi, manodopera a basso costo beneficia prima di tutto i datori di lavoro. La donna delle pulizie od il giardiniere a buon prezzo sono alla portata di quasi tutti gli americani. In più l’immigrazione vera e propria è quasi scomparsa dalla crisi del 2007 in poi. Tutti i calcoli e le statistiche mostrano come al netto, l’immigrazione sia zero o negativa, ne escono di più di quanti ne entrano. Il cavallo di battaglia di Trump è inesistente, come il vestito del re. La paura di perdere il lavoro da parte dei bianchi ha un obbiettivo sbagliato. Non sono gli immigranti che rubano il lavoro, sono le industrie che si trasferiscono in Cina.

 

Ma allora perché i bianchi  americani sono arrabbiati?

La verità è che oggi qualsiasi americano, giovane, ha più possibilità di successo e supporto che mai. Uno-a studente che si da da fare, avrà successo. Il piccolo imprenditore che è pronto ad investire 80 ore la settimana nel proprio business avrà successo con probabilità prossima al 100%. Ma i bianchi arrabbiati non sono né l’uno né l’altro. Spesso non finiscono il liceo, spesso bevono sei birre al giorno dopo aver lavorato 8 ore. Spessissimo vivono in villaggi di 10,000 persone o meno dove gli immigrati puliscono i bagni o lavorano la terra.  Andava loro benissimo quando col lavoro in fabbrica potevano permettersi quasi tutto.

Adesso che il lavoro dovrebbe essere dietro al computer non va più bene. Adesso bisogna aver investito prima, adesso bisogna farsi trovare preparati. Troppo per loro. Molto più facile prendersela con gli immigrati e votare Trump.

 

 

 

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