Una bella notizia sull’acqua.

Ieri, 29 maggio, il Consiglio costituzionale francese ha validato la costituzionalità della legge Brottes del 2013 con la quale era stato introdotto il divieto di interrompere l’erogazione dell’acqua potabile per la residenza principale anche in caso di bollette non pagate. La legge era stata impugnata dal terzo principale distributore d’acqua francese, la sociétà Saur. Il Consiglio costituzionale ha affermato che “l’acqua risponde ad un bisogno essenziale della persona” e che l’obiettivo perseguito dalla legge (” garantire l’accesso all’acqua per tutti”) ha una valenza costituzionale.

Come mai in Italia il parlamento lascia fare le imprese che interrompono l’erogazione dell’acqua per le famiglie che non vogliono pagano la bolletta perché questa non rispetta la decisione votata da 27 milioni di cittadini italiani ( referendum abrogativo del giugno 201)1 con la quale avevano tolto dalla tariffa la quota destinata al profitto del capitale? Quanti anni ancora il popolo sovrano dovrà aspettare affinché i dirigenti politici e quelli cui è stata affidata la gestione dell’acqua ( e degli altri servizi pubblici locali) applichino la volontà popolare? Dobbiamo concludere che i dirigenti politici francesi sono chiaramente migliori sul piano della legittimità costituzionale e dell’onestà politica dei dirigenti italiani?

Riccardo Petrella

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