Staccò l’acqua nelle case occupate, il sindaco Merola denunciato

Bologna, 10 novembre – Tre mesi fa si sono visti staccare all’improvviso l’acqua, da poco se la sono ripresa senza
autorizzazione, e oggi hanno denunciato in Questura il sindaco Virginio Merola per il reato di rifiuto d’atti d’ufficio (articolo 328 del Codice penale).

DA QUOTIDIANO NOTIZIE

L’esposto in questione è stato portato in Questura, con un corteo da Palazzo D’Accursio in piazza Galilei, dagli ‘abitanti’ delle ex scuole Ferrari occupate da tempo in via Toscana, vicino a San Ruffillo, spalleggiati dai rappresentanti del comitato Acqua bene comune e dal sindacato inquilini di Usb, Asia. Nel documento si chiama in causa la mancata applicazione dell’articolo 1 della legge regionale 23 del 23 dicembre 2011, in cui si afferma il
dovere per la pubblica amministrazione di garantire ai cittadini l’accesso all’acqua potabile. Ma, appunto, il 14 agosto scorso il Comune tolse acqua, luce e gas allo stabile di via Toscana 136.

Ed è in prima battuta a Merola, presidente peraltro dell’Autorità territoriale dell’Emilia-Romagna per i Servizi idrici e rifiuti (Atersir), che è rivolta la denuncia: “Il sindaco deve prendere consapevolezza che togliendo l’acqua non riconosce la vita, il diritto di queste persone ad esistere. L’acqua è un diritto a cui devono avere accesso tutti”, spiega Anna, del comitato Acqua bene comune, durante la conferenza stampa tenuta questa mattina al bar La Linea a due passi da piazza Maggiore, dopo un breve presidio (tenuto alle 10.30) davanti Palazzo d’Accursio.
Con l’esposto si chiede “alla Procura di porre fine a questa violazione dei diritti umani”, chiarisce Claudia
Candeloro, esponente del comitato referendario e candidata al Consiglio regionale con l’Altra Emilia-Romagna. Inoltre, “vogliamo evidenziare la contraddizione nel comportamento del Comune – dichiara Luca di Asia-Usb – è tollerata l’occupazione, ma non l’utilizzo delle utenze”. E comunque gli occupanti non sono restati ad aspettare gli eventi: “E’ dal 17 ottobre che abbiamo riallacciato illegalmente l’acqua: la politica e’ venuta meno, ci siamo ripresi quello che ci spettava di diritto. Abbiamo fatto un gesto illegale, ora aspettiamo la contromossa delle Istituzioni”. Le ex scuole Ferrari sono di proprietà di Carisbo, da “sempre resti a a discutere di queste problematiche-racconta un altro sindacalista di Asia – alcune proprietà ed Istituzioni pubbliche si sono rese disponibili ad ascoltarci, sicuramente la Carisbo non è tra queste”.

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *