Lo sblocca Italia privatizza l’acqua e annulla l’esito referendario

Corchiano CRONACA L’acqua è tra i diritti da tutelare sottraendola agli interessi tecnocratici e economici

L’acqua il  “bene comune per eccellenza” , rappresenta l’alto esempio di come un diritto inalienabile può diventare merce su cui lucrare per l’arricchimento di pochi a scapito dei tanti.
Da quel risultato tutti i Governi hanno tentato di reintrodurre ciò che il referendum aveva cancellato e tutti i tentativi sono stati annientati dalla forza dei movimenti per l’acqua e dai ricorsi alla Corte Costituzionale.

Anche l’attuale Governo Renzi con Lo “Sblocca Italia” , appena votato alla Camera dei Deputati , seppure con diverso linguaggio ,  si pone tra coloro che travolgendo diritti e sottraendo i beni delle Comunità giungono persino a mercificare  l’acqua .

Lo “sblocca italia” ha il chiaro intento di cancellare la volontà popolare e quelle aggregazioni dei diritti che si sono costruite nei territori e dentro le Comunità , con l’evidente proposito di  ridurre i presidi di democrazia locali e diffusi .

E con l’articolo 7 del decreto “sblocca italia” si modifica quella parte del Testo Unico Ambientale ( D.lgs 152/2006 ) che riguarda la gestione del servizio idrico  e si impone il gestore unico per ogni ambito territoriale ottimale scelto obbligatoriamente tra chi già gestisce il 25% della popolazione che insiste su quel territorio , introducendo anche l’obbligo per un gestore subentrante di corrispondere all’uscente un rimborso secondo i criteri industriali calcolati dall’autorità per energia elettrica e gas  .

La strada si fa obbligata : le grandi aziende e le multiutilities , quotate in borsa , saranno i futuri gestori allontanando dal controllo locale dei Cittadini e dei Consigli Comunali  la gestione del servizio e introducendo quei criteri di mercato che privatizzano l’acqua .

Poi la legge di stabilità garantisce a quegli Enti che decideranno di vendere a privati le loro azioni o di quotarle in borsa , di poter liberamente usare i proventi al di fuori del patto di stabilità costringendo i Sindaci a mettere in vendita i beni primari delle Comunità per consentire il minimo di funzionamento ordinario dell’Ente .

Un processo di aggregazioni/fusioni che vedrà ACEA,IREN,HERA,A2A già collocate in borsa , accaparrarsi tutte le società di gestione dei servizi idrici , ambientali e energetici per condurli dentro gli interessi delle lobby politico-finanziarie sottraendoli alle Comunità.

Strappare i beni primari alle Comunità , cancellare il protagonismo dei Cittadini privandoli di strumenti di controllo è imposizione,  limitazioni alle libertà individuali e sottrazione di ricchezze dei luoghi .

La storia si ripete e ancora una volta per garantire gli interessi dei mercati e delle lobbies si costruisce il piano di aggressioni ai beni comuni tramite il rilancio delle grandi opere e si favorisce la dismissione del patrimonio pubblico, l’incenerimento dei rifiuti, nuove perforazioni alla ricerca di idrocarburi, costruzioni di gasdotti e deregolamentazioni delle bonifiche .

Continuità con quel passato che mira alla privatizzazione dell’acqua e dove Comunità e governi locali che resistono diventano avversari da attaccare e annientare
Bengasi Battisti
Sindaco di Corchiano-Coordinamento
Nazionale Enti locali per l’Acqua pubblica      

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