Nozze gay. Alfano ai Sindaci: cancellatele!

Pubblicato il 07-10-2014

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“Questa mattina firmerò una circolare che invierò ai prefetti per chiedere la cancellazione delle trascrizioni dei matrimoni tra persone dello stesso sesso fatti all’estero. Queste trascrizioni fatte da alcuni sindaci non sono conformi alle leggi italiane”. Neppure Giovanardi avrebbe saputo fare di più del ministro degli interni Alfano, riuscendo in un sol colpo a definire illegale un atto che tale non può essere perché manca una legge a regolamentare la questione e dall’altro a creare un caso nella maggioranza, visto che il PD ufficialmente ha un posizione ‘liberale’ sulla questione al pari di tanti sindaci a cominciare da quello di Milano.

Alfano resta una ministro ‘sorprendente’ che colleziona gaffe, per non dire di peggio, a non finire. Tanto per ricordarne alcune, è stato abilissimo nell’ignorare questioni di inaudita gravità come il rapimento di una mamma con la figlia a opera di un governo dittatoriale (il caso di Alma Shalabayeva, moglie del dissidente politico del Kazakistan Mukhtar Ablyazov), di pronunciare e rimangiarsi frasi infelici sugli immigrati da allontanare dalle spiagge (definiti vu’ cumprà) o di anticipare sentenze e decisioni della magistratura con gravi rischi per le indagini (caso Yara Gambirasio e arresto del presunto colpevole, Massimo Bossetti, da lui già definito tout courtcome tale). Nulla di strano insomma se Berlusconi non tema la concorrenza politica della presenza dell’NCD al governo rappresentato da un così autorevole esponente e nulla da stupirsi se le dichiarazioni odierne a radio Rtl, hanno suscitato un coro di proteste.

“Dove risultino adottate queste direttive sindacali in materia di trascrizione delle unioni tra persone dello stesso sesso contratte all’estero e che vogliono essere registrate in Italia – ha aggiunto il ministro – dirò ai prefetti che si dovranno rivolgere ai sindaci rivolgendo loro un invito formale al ritiro di queste disposizioni e alla cancellazione, ove effettuate, delle trascrizioni, avvertendo anche che in caso di inerzia si procederà al successivo annullamento d’ufficio degli atti che sono stati illegittimamente adottati. Il punto è uno: a ogni evidenza le direttive che sono state date con provvedimenti dei sindaci, che prescrivono agli ufficiali di Stato civile di provvedere alla trascrizione dei matrimoni celebrati all’estero tra persone dello stesso sesso non sono conformi alle leggi italiane”.

Protesta il Sindaco di Milano e quello di Bologna, Virginio Merola, aggiunge: “Se vogliono annullare gli atti delle trascrizioni dei matrimoni contratti all’estero lo facciano. Io non ritiro la mia firma. Lo facciano dunque, ma non nel nome di Bologna, che come sindaco rappresento. Io non obbedisco. Nessun motivo di ordine pubblico impedisce la trascrizione. Occorre che il Parlamento si decida finalmente ad approvare una legge, questo è il tema che dovrebbe riguardare un ministro della Repubblica”. “I sindaci – ha aggiunto a RepubblicaTV il sindaco di Empoli, Brenda Barnini – non vogliono andare contro una legge dello Stato, il problema è che la legge non esiste”.

“Il Ministro Alfano – chiosa Pia Locatelli, presidente onoraria dell’Internazionale socialista donne e deputata del Psi – ha perso un’occasione per stare zitto. L’ordine ai prefetti di impedire ai sindaci di trascrivere i matrimoni stipulati all’estero tra le coppie omosessuali è anacronistico e mostra ancora una volta il nostro ritardo sui diritti civili. Opporsi a una trascrizione, che significa solo una presa d’atto e non il riconoscimento degli effetti giuridici di quelle nozze, è una posizione di tipo ideologico simile a quelle che Alfano rimprovera ad altri. Sono anni che si parla di una legge sulle coppie di fatto e anche in questa legislatura le diverse proposte presentate sono impantanate in attesa di essere discusse. Ci lamentiamo spesso della lentezza della politica rispetto alla società reale e una volta che le istituzioni dimostrano di essere al passo con la realtà, interviene il Ministro dell’Interno a mettere la retromarcia”.

“Bell’affare – conclude il segretario del Psi, Riccardo Nencini – i diritti della persona e le libertà individuali derubricati a una questione di sicurezza e ordine pubblico! C’è una sentenza chiarissima del 2010 della Corte Europea dei diritti dell’uomo che riconosce il diritto alla ‘vita familiare’ di ognuno. Al Senato e alla Camera i parlamentari del Psi daranno battaglia per il riconoscimento delle unioni civili. I sindaci coraggiosi vadano avanti con le trascrizioni delle unioni contratte all’estero. E ci sono questioni più urgenti di cui il Ministro dell’Interno dovrebbe occuparsi”.

“La Circolare ministeriale inviata dal Ministro degli interni Alfano ai prefetti per impedire la trascrizione matrimoni gay celebrati all’estero nei registri comunali – ha dichiarato da Luigi Iorio responsabile nazionale del dipartimento diritti civili del PSI – è un atto che ci riporta in sostanza nel medioevo”. “Il ministro Alfano – continua Iorio – probabilmente ignora l’orientamento della Corte di Cassazione per la quale le coppie omosessuali anche se sposate all’estero hanno ‘diritto a una vita familiare’, dimenticando poi che un matrimonio esiste ed è valido non in virtù della trascrizione, ma della sua celebrazione nel rispetto delle leggi del Paese nel quale è stato contratto. Questi atti dunque rappresentano la presa d’atto che questi matrimoni sono stati celebrati.  Questo non è possibile metterlo in discussione”.

Redazione Avanti!

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