Più container, passeggeri e fondi ecco il miracolo-porto di Civitavecchia uno e trino

IL SISTEMA DEI TRE SCALI STA SUPERANDO LA FASE DI DIFFICOLTÀ ATTRAVERSO I RISULTATI RAGGIUNTI DOPO L’ATTUAZIONE DI UN SEVERO PIANO TRIENNALE. E ANCHE LA CRISI DELL’ACCIAIO SEMBRA SOLO UN RICORDO SALGONO GLI INVESTIMENTI

Stefano Carli

T re porti e un’unica Autorità portuale. Il Lazio è da questo punto di vista un benchmark nella capacità di ideare una strategia unitaria per le grandi infrastrutture del traffico navale delle merci e dei passeggeri. Una potenzialità che è servita da subito alla nuova amministrazione insediatasi nel 2010 con l’obiettivo di ridisegnare il futuro di una struttura, quella di Civitavecchia, che sta pesantemente pagando la crisi di quello che era in sostanza il suo quasi unico cliente nelle merci: le acciaierie di Terni. La crisi dell’acciaio ha infatti abbattuto i traffici e Pasqualino Monti, nell’assumere la presidenza dell’Autorità conosceva bene il problema, in quanto del porto di Civitavecchia era stato fino a quel momento il direttore amministrativo. Ora, consumato il primo piano di ristrutturazione triennale, può tirare le somme e un sospiro di sollievo perché può dire che la prima parte del piano è andata in porto. Ed è proprio il caso di dire così. «A fine 2010 – ricapitola Monti – movimentavamo 14 milioni di tonnellate di merci, 3,5 milioni di passeggeri, 1,8 di crociere e 1,7 di traghetti di linea. Avevamo collegamenti con Barcellona, Olbia e Cagliari e riversavamo allo Stato 720 milioni di accise Iva e avevamo ricavi pe 42 milioni. A fine 2013 abbiamo movimentato 17 milioni di tonnellate di merci, 2,4 milioni di passeggeri di crociere e 2 di traghetti e abbiamo girato all’erario 1 miliardo e 98 milioni di accise. Abbiamo

aggiunto ai collegamenti Porto Torres, Palermo, Algeri, Tripoli, Tunisi e Valencia, siamo diventati il primo porto crocieristico del Mediterraneo. Ma soprattutto abbiamo più che raddoppiato i container, dai 30 mila del 2010 ai 78 mila di oggi. I ricavi sono intanto saliti a 60 milioni». Per realizzare tutto questo l’Autorità aveva messo a punto un piano nel 2012 che ha ricevuto 143 milioni di finanziamento Cipe a cui ha aggiunto 50 milioni di mezzi propri. risorse utilizzate per il rifacimento della darsena traghetti e della darsena servizi e per il prolungamento dell’antemurale. Lavori che sono oggi conclusi al 78% e con sei mesi di anticipo sulla tabella di marcia, tanto che molte opere sono state già messe a reddito e contribuiscono al completamento del resto del piano. Infatti la nuova darsena crociere è già attiva e offre sul mercato lo svernamento per le grandi navi da crociera: già Royal Caribbean ha scelto Civitavecchia come home port per la sua Oasis, un gigante che porta a spasso per il Mediterraneo 8 mila persone. Sul fronte della nautica da diporto, invece, Monti ha messo a punto pacchetti di tariffe, tra approdo, rimessaggio e refitting, più competivive con cui punta a riportare in Italia yacht che oggi fanno capo ad altri porti mediterranei. Ha già presentato la nuova offerta a Montecarlo nei giorni scorsi e il lancio ufficiale sarà il prossimo 8 ottobre, con l’apertura dentro il porto storico della nuova struttura Roma Marina Yachting. Resta da realizzare il nuovo grande terminal container affidato in concessone ai privati della Compagnia del porto, una spa formata al 65% dal gruppo Gavio, al 25% dall’Enel (che utilizza il porto per rifornire la sua vicina centrale a carbone di 5 milioni di tonnellate di minerale l’anno) e il resto di Unicredit Banca d’Impresa, che ha “ereditato” la concessione del vecchio terminal grandi masse della ex Italpetroli della famiglia Sensi. «Il nuovo terminal – spiega Monti – ha l’obiettivo di togliere merci dalla gomma, merci che oggi arrivano sui tir in particolare dalla Spagna, e portarli su ferrovia. Un investimento tutto privato da 380 milioni con l’obiettivo di movimentare container per 700 mila teus l’anno». Ma gli investimenti non si fermano a Civitavecchia. Anche a Gaeta e Fiumicino. A Gaeta, 33 milini sono stati investivi per far arrivare anche qui le navi da crociera («gli armatori sono sempre alla ricerca di nuovi approdi e a Gaeta possiamo offrire tra le altre cose l’Abbazia di Montecassino», spiega Monti): le prime tre navi da crociera sono attese ad ottobre. Ma è a Fiumicino che c’è un ultimo ambizioso progetto. Dodici milioni di fondi Bei approvati per creare un attracco per grandi navi da crociera a nord del molo attuale. «Ne attraccherà una sola alla volta e da lì i passeggeri verranno imbarcati su battelli che li porteranno al centro di Roma, all’arsenale pontificio di Ripa Grande, l’ex cantiere navale della Marina Pontificia. Un progetto di valorizzazione territoriale e del patrimonio artistico di Roma realizzato in collaborazione con il ministero per i Beni Culturali – afferma Monti – La società che gestirà il trasporto lungo il Tevere è la stessa che svolge già un servizio di questo tipo lungo il Mincio. Aspettiamo il via libera della Bei e contiamo di andare a gara entro un anno». A fine 2013 sono state movimentate 17 milioni di tonnellate di merci

(29 settembre 2014)© RIPRODUZIONE RISERVATA

da repubblica.it

 

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