Pesticidi e autismo: una ricerca conferma la relazione

Scritto da Redazione di Gaianews.it il 23.06.2014
Secondo uno studio condotto dall’Università della California le donne in gravidanza che vivono vicino ai campi in cui vengono usati pesticidi hanno un aumento del rischio di avere bambini con la sindrome dello spettro autistico.

Lo studio, pubblicato su Environmental Health Perspectives, ha studiato la relazione fra sindrome dello spettro autistico e singole classi di pesticidi, come  organofosfati, piretroidi e carbammati.

Feto

“Questo studio convalida i risultati di ricerche precedenti che hanno segnalato associazioni tra l’autismo nei bambini e l’esposizione prenatale a sostanze chimiche agricole in California,” ha detto l’autore dello studio Janie F. Shelton. “Anche se dobbiamo ancora indagare se determinati sottogruppi siano più vulnerabili alle esposizioni a questi composti rispetto ad altri, il messaggio è molto chiaro: le donne in gravidanza dovrebbero prestare particolare attenzione ad evitare il contatto con i prodotti chimici agricoli, quando possibile.”

Lo studio è stato condotto esaminando l’applicazione di antiparassitari commerciali e collegando i dati agli indirizzi residenziali di circa 1.000 partecipanti ad uno studio sul rischio di autismo. Lo studio coinvolge famiglie con bambini tra i 2 e 5 anni con diagnosi di autismo o ritardo dello sviluppo.

Nella classe degli organofosfati sono stati identificati 21 composti. Attraverso questionari sottoposti ai partecipanti e l’analisi dei pesticidi utilizzati nelle diverse zone,  i ricercatori hanno scoperto che durante il periodo di studio c’era una relazione fra la vicinanza alle zone in cui venivano utilizzati i pesticidi e la percentuale di bambini con autismo.

La ricerca ha dimostrato anche che il periodo più delicato e rischioso è quello delle prime settimane di gravidanza, ma più in generale, alcuni pesticidi neurotossici influiscono sullo sviluppo del cervello producendo alterazioni di eccitazione e inibizione dei meccanismi che regolano l’umore, l’apprendimento, le interazioni sociali e i comportamenti.

Secondo i ricercatori più precisamente ci sarebbe una relazione fra l’esposizione ai pesticidi e la funzionalità delle sinapsi, grazie alle quali avviene la comunicazione dei segnali attraverso i neuroni nel cervello. Nell’ambito di queste ricerche gli studiosi hanno già dimostrato che l’assunzione di vitamine durante la gravidanza può ridurre l’incidenza di autismo, ma contro l’esposizione ai pesticidi l’unico modo è la riduzione dell’uso.

“Abbiamo bisogno di aprire un dialogo su come questo possa essere fatto, sia a livello sociale che individuale”, ha detto Hertz-Picciotto, professore dell’Università della California. “Se fosse la mia famiglia, non vorrei vivere vicino a luoghi in cui vengono applicati pesticidi pesanti.”

Diverse ricerche hanno già dimostrato la relazione fra morbo di Parkinson e pesticidi, tanto che in alcuni paesi il morbo di Parkinson è considerata una malattia professionale.

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