Alluce valgo: rimedi naturali

Mentre la punta del dito tende nell’alluce valgo a curvarsi verso le altre dita, nei casi più gravi fino alla sovrapposizione con esse, l’articolazione alla base del dito assume un tratto centrifugo dando origine a una borsite, anche comunemente “cipolla”.

Piedi

Sintomi e causa

La “cipolla” rappresenta uno dei sintomi esterni più evidenti, mentre spesso a tale manifestazione si affianca un forte dolore. Caratteri ereditari e predisposizioni genetiche possono giocare un ruolo in quanto possibili fattori di rischio, ma sono spesso malformazioni o patologie plantari, come ad esempi il “piede piatto”, una scelta errata delle calzature o una cattiva postura, che carichi troppo peso nella parte anteriore del piede, a provocarne l’insorgenza.

Soggetti più sensibili all’alluce valgo sono le donne, circa dieci volte maggiore la diffusione rispetto agli uomini, forse anche per l’utilizzo di calzature a punta stretta o con tacco superiore ai 4-5 cm, che possono aggravare la situazione favorendo l’insorgere dell’infiammazione e quindi della sintomatologia dolorosa.

Rimedi naturali

Vista la natura del disturbo i rimedi naturali descritti avranno per lo più lo scopo di ridurre la sintomatologia dolorosa. Oltre a indossare scarpe comode e dalla punta larga, con tacco massimo di 4-5 cm, alla sera è possibile effettuare dei pediluvi defaticanti con l’aggiunta di olio essenziale di lavanda. Può rivelarsi utile anche un leggero massaggio, magari aggiungendo all’olio di lavanda quello di mandorle.

Massaggio ai piedi

Alleviare l’infiammazione è possibile utilizzando un impacco freddo ottenuto immergendo un panno pulito in un composto di olio essenziale di camomilla romana (4 gocce), rosmarino (5 gocce) e lavanda (5 gocce). Posizionare sulla parte e lasciarlo agire per almeno 20 minuti.

Ad uso interno è invece consigliato l’impiego, anche due volte al giorno (mattina e sera), di una tisana di sambuco. Si ottiene lasciando in infusione per 15 minuti circa 4 cucchiai dei suoi fiori.

È bene in ogni caso contattare il proprio medico curante per valutare lo stadio d’avanzamentodella patologia, nei casi più gravi può rendersi necessario l’intervento chirurgico.

20 giugno 2014
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