Parlamento Europeo: cavalli di razza della delegazione italiana

Parlamento europeoFra i 73 eurodeputati italiani eletti il 25 maggio, vi sono potenziali protagonisti della VIII legislatura del Parlamento europeo. I ‘volti noti’ sono soprattutto nelle fila di Pd (31 eurodeputati) e FI (13), mentre le 17 del M5S sono tutte ‘facce nuove’ della politica italiana ed europea: una di loro potrebbe essere la sorpresa della legislatura.

Nel mese di giugno, il nuovo Parlamento organizzerà i suoi gruppi e i quadri di ciascun gruppo, designerà le candidature alla presidenza e alle vice-presidenze dell’Assemblea e comincerà a progettare le ripartizioni dei deputati nelle varie commissioni e la corsa alla presidenza delle stesse.

A luglio, con la prima plenaria e l’elezione del presidente e dei vice, l’attività del Parlamento entrerà nel vivo. E, parallelamente, scatterà il ‘valzer delle poltrone’ europee, con la designazione, da parte del Consiglio europeo, del presidente della Commissione europea ed il voto d’investitura da parte del Parlamento; le designazioni, da parte dei singoli Stati, dei commissari europei, che saranno poi sottoposti al vaglio dei deputati; la nomina del nuovo presidente del Consiglio europeo e dell’alto rappresentante per la politiche estere e di sicurezza comuni, vice-presidente di diritto della Commissione, ed, eventualmente, del presidente dell’Eurogruppo.

Una fase che l’Italia affronta zoppa, perché non c’è un italiano nella Commissione europea essendo Antonio Tajani, vice-presidente e responsabile dell’industria, stato eletto il 25 maggio ed avendo già optato per l’Assemblea.

Ora, l’Italia dovrà decidere come e quando rimpiazzare Tajani: se farlo ora, magari con una nomina a termine, cioè fino alla fine del mandato della Commissione; o se individuare subito chi dovrà essere il commissario italiano nella prossima Commissione.

Fra i candidati a posizioni di vertice o di rilievo nel nuovo Parlamento, c’è il vice-presidente vicario uscente Gianni Pittella, che potrebbe essere il candidato del Pd alla presidenza dell’Assemblea; e c’è l’ex commissario Tajani, europarlamentare di ritorno, che pure può ambire a posizioni di punta nel gruppo e nell’Assemblea.

Nelle fila del Pd, numerosi i potenziali protagonisti europei: ex ministri come Andrea Zanonato e Cécile Kyenge; ex presidenti di Regione come Mercedes Bresso, pure ex presidente del Comitato delle Regioni; europarlamentari esperti ed apprezzati come –solo per citarne uno- Paolo De Castro, ex ministro pure lui; molti giovani renziani (e, soprattutto, ‘renziane’) di belle speranze.

Se gli eletti del M5S sono tutti un’incognita, quelli di Forza Italia presentano, oltre a Tajani, figure di spicco del partito come Raffaele Fitto, Mister Preferenze delle elezioni italiane, e Giovanni Toti, il nuovo pupillo dell’ex premier Silvio Berlusconi. Fra chi torna, i volti noti –via tv- di Lara Comi ed Elisabetta Gardini.

Come FI, anche Ncd e Udc (3 deputati)  confluiscono nel Ppe. E, a Strasburgo, arriva il leader dell’Udc Lorenzo Cesa.

La Lega (5 deputati) sarà presente con il proprio segretario ed eurodeputato uscente Matteo Salvini, l’artefice dell’alleanza con il Front National di Marine Le Pen. Ma non è chiaro se Salvini potrà recitare un ruolo attivo e prominente nell’Assemblea, visto l’impegno di partito.

La Lista per Tsipras (3 deputati) manda un giornalista notissimo, Curzio Maltese, de La Repubblica, mentre un’altra giornalista eccellente, Barbara Spinelli, figlia di Altiero, ha desistito, come aveva già detto che avrebbe fatto prima del voto. Ma i giornalisti, fra gli eurodeputati, sono molti, anche se, rispetto a Maltese, tutti hanno già anteposto da tempo la politica al mestiere.

Fra le figure potenzialmente controverse o polemiche, Alessandra Mussolini, una nipote del Duce, protagonista vivace della politica italiana da una ventina d’anni, e il leghista Mario Borghezio, che ha abituato l’Assemblea di Strasburgo a stupirsi delle sue sortite, spesso oltre i confini del razzismo e della provocazione.

Della pattuglia di eurodeputati che non sono stati confermati, nessuno lascia un vuoto incolmabile, anche se fra i bocciati vi sono nomi popolari –non necessariamente per quanto fatto a Strasburgo-, come gli FI Clemente Mastella, ex ministro a più riprese, l’uomo che fece cadere l’ultimo governo Prodi, e Iva Zanicchi, cantante e vincitrice del Festival di Sanremo; o ancora l’ex vicepresidente Ncd del Parlamento europeo Roberta Angelilli. Sono pure stati tagliati fuori alcuni presidenti di commissioni parlamentari.

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