Medici Senza Frontiere: un bambino su cinque escluso da vaccinazioni

da helpconsumatori.it

Ogni anno più di 22 milioni di bambini sotto l’anno di età non vengono vaccinati e un neonato su cinque non viene raggiunto da vaccinazioni salva vita. Uno dei principali ostacoli logistici per migliorare i tassi di copertura delle vaccinazioni, in particolare in aree calde e isolate, è rappresentato dalla necessità che i vaccini siano tenuti costantemente al freddo. Secondo Medici Senza Frontiere, queste difficoltà potrebbero essere mitigate se le compagnie farmaceutiche fornissero maggiori informazioni sulla stabilità termica dei vaccini.

L’allarme sulla necessità di ampliare le vaccinazioni arriva da Medici Senza Frontiere (MSF) in occasione della settimana mondiale dell’immunizzazione (24-30 aprile). Spiega l’organizzazione: “Gli ostacoli logistici imposti dalla “catena del freddo” – ovvero la necessità di mantenere i vaccini tra i 2°C e gli 8°C – potrebbero essere mitigati se le compagnie farmaceutiche fornissero maggior informazioni sulla reale sensibilità termica dei vaccini: un nuovo studio MSF su un vaccino anti-tetano conferma che alcuni vaccini possono essere utilizzati in tutta sicurezza anche al di fuori della catena del freddo”.

“Nella nostra esperienza, la necessità di tenere i vaccini nella catena del freddo per tutto il tragitto verso il paziente è una delle più grandi barriere a un’efficace azione di immunizzazione da parte di gruppi come MSF – ha detto il Dr Greg Elder, vice direttore delle operazioni MSF – Se più vaccini potessero essere usati in sicurezza fuori della catena del freddo per un certo periodo di tempo, in particolare per l’ultimo tratto del loro viaggio verso chi vive nelle aree più remote, potremmo raggiungere molti più bambini.”

Le sfide logistiche poste dal trasporto dei vaccini in una catena del freddo a temperatura costante, dall’uscita dalla fabbrica all’uso, sono enormi e rappresentano “un grosso ostacolo nei paesi in via di sviluppo, in particolare in aree calde, isolate e dove la copertura elettrica per la refrigerazione è poco affidabile. Questa difficoltà è una delle cause dei bassi tassi di vaccinazione in alcuni paesi, tanto che ogni anno più di 22 milioni di bambini sotto l’anno di età non vengono vaccinati”, spiega MSF.

La catena del freddo è un equilibrio delicato e i vaccini possono rovinarsi. Dal magazzino, spiega MSF, le spedizioni di vaccini vengono caricati su camion con appositi frigoriferi; i carichi vengono poi trasferiti su aeroplani, che riducono il rischio di interrompere la catena del freddo. Quando arrivano nei paesi di destinazioni, vengono spostati nei frigoriferi di una struttura di stoccaggio, mentre le spedizioni avvengono con frigoriferi portatili che hanno dei monitor speciali per indicare la temperatura. “All’arrivo quei monitor ci dicono se i vaccini sono diventati troppo caldi o troppo freddi lungo il tragitto – spiega MSF –  Di solito le campagne di vaccinazione avvengono in zone remote, per questo i vaccini vengono trasportati su delle jeep 4×4. Dove le strade sono dissestate o si restringono fino a diventare sentieri, possiamo utilizzare delle motociclette  – oppure li trasportiamo a mano. Se riusciamo a mantenere la giusta temperatura, i vaccini arrivano integri. Li utilizzeremo per diversi giorni per immunizzare centinaia di bambini in quella che chiamiamo “campagna di vaccinazione”. Le campagne di vaccinazione sono comunemente organizzate contro malattie come il morbillo, la febbre gialla o la meningite, ma ci sono anche altre malattie che sempre di più vengono affrontate con campagne su larga scala”. La catena del freddo è difficile da gestire e controllare: c’è il rischio che i vaccini si rovinino per il troppo caldo o il troppo freddo.

Secondo Medici Senza Frontiere, però, ci sono delle possibilità da esplorare: “Prove sempre più evidenti mostrano che alcuni vaccini possono essere tenuti fuori dalla catena del freddo per un certo lasso di tempo.Nella cosiddetta “catena a temperatura controllata” (CTC), alcuni vaccini possono lasciare la catena del freddo per un breve periodo subito prima che vengano utilizzati, il che faciliterebbe la logistica del trasportare il vaccino nell’ultimo, cruciale tratto del suo viaggio, dall’ultimo centro sanitario fino ai villaggi più remoti”. In questo caso, serve la collaborazione delle compagnie farmaceutiche. Spiega Kate Elder, della Campagna per l’Accesso ai Farmaci di MSF: “Per diminuire il vincolo della catena del freddo, le compagnie farmaceutiche devono usare tutti i dati che hanno a disposizione e produrne di nuovi, per mostrare la reale stabilità termica dei loro vaccini e dimostrare che alcuni di essi sono efficaci anche quando vengono utilizzati al di fuori di una rigida catena del freddo. È stato fatto prima, ma in casi molto rari – più aziende devono fare un passo avanti.”

Finora solo un vaccino è stato raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità in condizioni di catena termica controllata: il vaccino MenAfriVac, utilizzato contro ceppi di meningite A nell’Africa Sub-Sahariana, di cui nel novembre 2012 è stato approvato l’utilizzo per massimo quattro giorni a una temperatura fino a 40°C. Ma il centro di ricerca MSF “Epicentre” ha recentemente condotto uno studio che mostra come anche un vaccino contro il tetano può essere utilizzato in sicurezza in condizioni di catena termica controllata. “Nel 2013, Epicentre, MSF e altri partner hanno condotto uno studio per determinare la stabilità e la continuità di efficacia del vaccino contenente tossoide tetanico del Serum Institute of India, se tenuto in una catena a temperatura controllata, fino a 30 giorni in temperature ambiente pari a 40°C – spiega MSF – In Ciad, lo studio ha confrontato l’efficacia del vaccino su due gruppi di donne somministrato nell’ambito della catena del freddo o a temperatura controllata fino a 30 giorni, dimostrando che entrambi i gruppi di donne sono risultati adeguatamente protetti contro il tetano”.

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