Gli asini cominciano a volare!

L’onoterapia aumenta in Italia

Nuove prospettive nella collaborazione tra uomo e animale di Silvia Allegri

 da lindro
 

Gli asini sono veramente asini, ossia sciocchi e testardi, come ci vorrebbero suggerire innumerevoli proverbi e modi di dire, o sono invece animali intelligenti e pieni di qualità da scoprire? L’interesse sempre più diffuso nei confronti di questo animale, tradizionalmente deriso e bistrattato, sembrerebbe confermare la seconda ipotesi. Si sta prospettando dunque una svolta epocale per l’asino e recentemente questo umile e discreto compagno di lavoro dell’uomo è stato riscoperto e viene apprezzato per le sue qualità caratteriali, e non più soltanto per la resistenza fisica e la capacità di sopportare pesantissimi fardelli sulla schiena. Anche in Italia, ormai da diversi anni, è sempre più frequente imbattersi in realtà che vedono coinvolto questo animale in progetti di riabilitazione, terapia, didattica e turismo sostenibile.

L’onoterapia (dal greco onos, asino) è un tipo di Pet-Therapy che si serve dell’asino come co-terapeuta, sfruttandone le caratteristiche fisiche e caratteriali. Gli animali in genere, come è noto da tempo, possiedono caratteristiche indiscutibilmente positive e “terapeutiche” e sono ormai dimostrati i benefici che lo svolgimento di attività con gli animali può comportare per persone affette dalle patologie più disparate e di ogni età. Ma cosa rende questo orecchiuto abitante dei campi più indicato di altri animali nelle attività terapeutiche?

Innanzitutto, l’asino non mette in soggezione e non incute timore. Non possiede l’imponenza di un cavallo, né i denti aguzzi di un cane. Ha un aspetto buffo: orecchie lunghe, occhi a mandorla, un pelo soffice e una testa sproporzionata rispetto al corpo. Chiama carezze e affetto, e ha la capacità di mettere una persona a proprio agio fin dal primo momento, cercando con insistenza il contatto fisico. E’ capace di entrare in relazione immediata con le persone che soffrono di disturbi dell’affettività o si sentono a disagio: bambini, anziani, disabili. Le persone che sono normalmente in difficoltà quando si tratta di manifestare le proprie emozioni in compagnia di un asino si sentono libere di esprimersi, sentono la necessità di prendersi cura di lui, di coccolarlo, e in questo modo iniziano a sentirsi importanti. L’asino riesce dunque a rafforzare l’autostima e a trasmettere tranquillità e sicurezza. Inoltre, l’asino è lento, non perché è stupido e cocciuto, ma perché è saggio. Ama guardarsi intorno, cerca di capire le situazioni prima di affrontarle, e agisce sempre senza fretta. Sa sempre dove mettere i piedi, ha un passo sicuro e stabile, forse perché da secoli è abituato ad arrangiarsi da solo, senza che nessuno si preoccupi per lui.

Oltre all’onoterapia, l’asino è un animale prezioso anche per altre iniziative rivolte a grandi e piccoli. Sono sempre più numerose le fattorie e i maneggi nei quali si offre ai bambini la possibilità di avvicinarsi all’asino con attività didattiche e ludiche. La dimensione ridotta dell’asino rispetto al cavallo consente di abbassare l’età del primo approccio dei bambini con l’animale, e quindi già a partire dai 3 anni possono provare l’emozione di salire sulla sella, e lo possono fare in totale sicurezza, visto che l’asino ha molta pazienza e sa sopportare meglio del cavallo il chiassoso entusiasmo dei piccoli cavalieri.

Ci sono poi numerose proposte di trekking someggiato, lanciate da agriturismi, associazioni e guide naturalistiche.A differenza del trekking col cavallo, dove il numero degli animali corrisponde al numero delle persone, quello con gli asini può contare la presenza di tante persone e pochi animali. Gli asini trasportano l’occorrente per una gita fuori porta: tovaglie, merende, binocoli e mappe. Dettano anche l’andatura e interagiscono con le persone, soffermandosi spesso a osservare il paesaggio, a mangiare, a riposare, e “costringendo” dunque i partecipanti a fare altrettanto. In questo modo si ritorna a percepire il ritmo della natura, dimenticando la fretta e traendo enormi benefici; la presenza dell’asino porta così alla riscoperta di sentieri e percorsi da tempo dimenticati.

Qualche anno fa alcune razze asinine italiane erano a rischio estinzione. Era stata incentivata una campagna di ripopolamento dell’asino, e proprio in quel periodo sono nati diversi allevamenti di asini per la produzione del latte, da utilizzare a scopo alimentare e per i prodotti dermo-estetici. Come è avvenuto e avviene in molti allevamenti di altri animali da carne e da latte, anche per gli asini non sono tardati a presentarsi casi di sfruttamento, e la cronaca ha già visto alcuni sequestri dietro denuncia per maltrattamenti da parte di privati ma soprattutto di associazioni animaliste.

All’avanguardia nell’importante battaglia per la tutela dell’asino si colloca sicuramente il “Rifugio degli Asinelli Onlus”, un vero e proprio paradiso per gli asini, nato come sede italiana del The Donkey Sanctuary (TDS), associazione inglese attiva dal 1969 nella difesa di asini, muli e bardotti in difficoltà in varie parti del mondo (www.thedonkeysanctuary.org.uk). In quarant’anni, TDS ha accolto, salvato e curato gratuitamente quasi 14.000 asini in Gran Bretagna, Irlanda e in altre parti di Europa; inoltre porta il suo aiuto nelle comunità rurali dei Paesi in via di sviluppo, dove il lavoro dell’asino ancora sostenta intere famiglie, portando cure veterinarie a migliaia di asini lavoratori, spesso vittime di maltrattamento, abbandono o incuria. Offre il suo supporto professionale agli asini sequestrati e ospitati nelle sue sedi, inclusa la riabilitazione fisica e psichica attraverso cure veterinarie e personale specializzato; indaga sui casi di maltrattamento, monitorando le situazioni in cui gli asini vengono impiegati (dalle sagre, agli allevamenti di asini da carne e da latte); offre consulenze professionali gratuite sulla cura e la gestione degli asini; organizza corsi gratuiti di onoterapia per i bambini diversamente abili e visite guidate per le scuole e i centri estivi.

Al Rifugio degli Asinelli si trovano asini che sono stati donati dai loro proprietari perché non più in grado di prendersene cura; ma la maggior parte degli animali, purtroppo, ha alle spalle una vita fatta di abusi e sfruttamento, che a volte lascia tracce indelebili sul loro fisico e sul loro carattere. Gli animali vengono ospitati a vita nel Rifugio, dove vengono loro assicurate le migliori cure veterinarie, buon cibo e tanto amore per il resto della loro esistenza. Quando asini giovani e in buona salute sono perfettamente recuperati dal punto di vista psico-fisico, possono entrare a far parte del programma di affidamento: chiunque abbia spazio, tempo e passione può far richiesta per avere in affidamento due asini (sempre due, perché ogni asino ha un amico o un’amica del cuore: il loro legame è molto stretto).

Il Rifugio degli Asinelli mette in pratica ciò che i grandi amanti degli asini sognano da sempre. Qui gli asini non vengono mantenuti per prestare il proprio lavoro, e la loro unica occupazione è quella di vivere in serenità lontani da ogni forma di stress e di maltrattamento. Da animale sfruttato ad animale protetto. A dispetto degli scettici e dei denigratori l’asino sta davvero iniziando a volare!

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