il documento della ISDE per le elezioni politiche

Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia
Affiliata all’International Society of Doctors for the Environment
Rapporto consultivo con l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e
l’UNECOSOC (United Nations Economic and Social Council)
Via della Fioraia, 17/19 – 52100 Arezzo – Tel. 0575/22256 – Fax. 0575/28676
E-mail: isde@ats.it – http://www.isde.it
PER UN AMBIENTE SALUBRE E PULITO IN ITALIA
Una riflessione complessa e un programma d’azione proposti
dall’Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia
Ambiente e salute
L’ambiente nella sua accezione più completa e complessa – comprensiva di stili di vita, condizioni sociali ed
economiche – è un determinante fondamentale per il benessere psicofisico e quindi per la salute delle
persone e delle popolazioni.
I cambiamenti climatici, indotti dall’enorme incremento dell’immissione in atmosfera di gas serra
(incremento generato soprattutto da attività industriali e sistemi di trasporto), rappresentano, come
denunciato da decenni dalla comunità scientifica internazionale, una grande emergenza planetaria e
impongono scelte decisive e non più rimandabili, in ragione delle possibili e difficilmente prevedibili
conseguenze ambientali, biologiche, sanitarie, economiche e sociali.
E’ quindi indispensabile un forte ripensamento dell’attuale modello di sviluppo e dell’intero sistema
economico che riconosca la centralità del binomio ambiente – salute, come insegnano tristemente tante
vicende come quella dello stabilimento Ilva di Taranto.
Il rapporto dinamico e indissolubile che lega ambiente e salute deve divenire un punto di fondamentale
interesse e riflessione nell’ambito politico, scientifico, economico, culturale, universitario, della scuola e per
le organizzazioni dei lavoratori nel nostro Paese.
Come medici e ricercatori abbiamo il compito e il dovere morale di indicare le scelte più opportune e sicure
per tutelare l’ambiente e quindi il diritto alla salute dei cittadini, delle generazioni presenti e future, come
sancito dall’art. 32 della Costituzione.
Come cittadini inoltre chiediamo più risorse per il comparto sanitario e per la prevenzione; risorse che
potrebbero essere agevolmente recuperate da una più attenta lotta all’evasione fiscale, alla corruzione, agli
sprechi, ai privilegi e con una netta riduzione delle spese militari.
Il Servizio sanitario nazionale deve essere potenziato e deve rimanere il fulcro dell’assistenza sanitaria così
da continuare ad assicurare elevati livelli di prestazioni, in forma di prevenzione, diagnosi, assistenza e cura
a tutti i cittadini.
Infine nell’auspicare che i crimini ambientali siano presto configurati, anche per legge, come crimini contro
l’umanità, proponiamo di seguito alcuni settori d’intervento che riteniamo strategici e non più eludibili per
l’attività del nuovo parlamento e per il bene dell’Italia.
Energia
Tutta la comunità scientifica internazionale concorda circa la necessità di un rapido cambiamento
dell’attuale modello di sviluppo, in larga misura fondato sul consumo di combustibili fossili e di risorse non
rinnovabili. E’ necessario quindi un rapido incremento delle politiche di risparmio energetico, di ricerca e
diffusione delle energie veramente rinnovabili (solare, solare termico e minieolico), l’avvio di programmi di
emancipazione rapida dalle fonti di energia fossile, in particolare dal carbone e il ripudio definitivo di
qualsiasi progetto di realizzazione di centrali nucleari, che rappresentano un’ipoteca inaccettabile sulla vita
delle persone, delle generazioni future e dello stesso pianeta.
Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia
Affiliata all’International Society of Doctors for the Environment
Rapporto consultivo con l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e
l’UNECOSOC (United Nations Economic and Social Council)
Via della Fioraia, 17/19 – 52100 Arezzo – Tel. 0575/22256 – Fax. 0575/28676
E-mail: isde@ats.it – http://www.isde.it
E’ indispensabile che si realizzi subito un piano energetico nazionale per una corretta valutazione della
domanda e dell’offerta energetica, anche al fine di programmare la chiusura dei grandi poli di produzione
energetica già esistenti, inquinanti per l’ambiente e dannosi per la salute.
E’ parallelamente indispensabile un programma di diffusione su tutto il territorio nazionale di piccole
centrali di produzione energetica e la rinuncia alla costruzione di nuovi grandi poli energetici.
L’Isde ritiene che la produzione di energia a partire dalla combustione delle biomasse non rappresenti una
valida alternativa ai combustibili fossili e che sia parimenti insostenibile quando si esca dalla semplice logica
del riutilizzo, all’interno di piccole aziende agricole, di scarti e residui di provenienza aziendale o comunque
di un’area molto circoscritta. L’Isde giudica, sotto questo profilo, l’attuale regime di incentivazione
dell’energia da biomasse fortemente distorcente in quanto spinge il mercato verso una corsa alla
realizzazione di impianti di grossa taglia assolutamente insostenibili sotto il profilo ambientale e pericolosi
per la salute.
Inutili e dannosi per l’ambiente e la salute anche le centrali a biogas e gli impianti di biodigestione
anaerobica che vengono costantemente proposti su tutto il territorio nazionale per conseguire, una volta
realizzati, importanti incentivi economici in quanto anch’essi spacciati per fonti rinnovabili quando in realtà
lo sono soltanto formalmente.
E’ pertanto indispensabile l’eliminazione dei contributi statali denominati Cip6 per le fonti energetiche non
realmente rinnovabili e classificate furbescamente come “assimilate”.
Aria
La qualità dell’aria è di fondamentale importanza per la salute.
A maggiori livelli d’inquinamento atmosferico sono correlati incrementi evidenti non solo di malattie
respiratorie e cardiovascolari, ma anche malattie cronico-degenerative, e tumori, specie del polmone.
Sono necessari interventi urgenti in grado di ridurre drasticamente la produzione e immissione in ambiente
di anidride carbonica e altri gas serra e di sostanze nocive e tossiche, con particolare riferimento al
particolato fine e ultrafine, agli idrocarburi policiclici aromatici, ai metalli pesanti, al benzene, alle molecole
diossino-simili: tutti agenti potenzialmente mutageni e/o epimutageni e quindi cancerogeni e teratogeni.
E’ indispensabile che in tutto il territorio nazionale siano ampliate le reti di monitoraggio della qualità
dell’aria, con utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, in particolare nelle aree e nei distretti con
presenza di altre rilevanti fonti d’inquinamento: aree industriali, grandi poli di produzione energetica, città
con elevato traffico veicolare, aree aeroportuali e portuali.
Devono essere realizzate politiche attive che riducano complessivamente la necessità di ricorrere ai processi
di combustione, principali responsabili dell’inquinamento atmosferico urbano. Si tratta in primo luogo di
attuare politiche urbanistiche volte sia alla riduzione del fabbisogno energetico degli edifici grazie al
miglioramento della loro coibentazione ed all’aumento dell’efficienza energetica degli impianti di
riscaldamento-raffreddamento, sia alla riduzione della necessità di ricorrere all’uso degli autoveicoli per la
mobilità urbana, come meglio specificato subito di seguito.
Mobilità
Una migliore qualità dell’aria potrà essere garantita soltanto da una rapida trasformazione dell’intero
sistema dei trasporti che permetta una drastica riduzione dell’immissione in atmosfera dei prodotti
derivanti dalla combustione di petrolio, gasolio, benzine e gas.
E’ necessario quindi prima di tutto ridurre lo spostamento delle merci su grandi distanze, disincentivare il
trasporto commerciale su gomma ed incentivare il trasporto su rotaia e le cosiddette autostrade del mare per
Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia
Affiliata all’International Society of Doctors for the Environment
Rapporto consultivo con l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e
l’UNECOSOC (United Nations Economic and Social Council)
Via della Fioraia, 17/19 – 52100 Arezzo – Tel. 0575/22256 – Fax. 0575/28676
E-mail: isde@ats.it – http://www.isde.it
il trasporto di merci e persone; ridurre il traffico automobilistico ed in particolare quello privato nelle grandi
e piccole città, che potrebbero così recuperare fascino, bellezza e condizioni di vita più salubri anche
attraverso l’utilizzo di mezzi ad alimentazione elettrica e l’uso delle biciclette. Ciò può essere realizzato
attraverso scelte urbanistiche che avvicinino i servizi – a cominciare da quelli amministrativi – alle residenze,
riqualifichino e ripopolino i centri storici e ricostruiscano il tessuto di piccole attività artigianali e
commerciali delle città, soffocato e distrutto da politiche orientate a privilegiare i grandi centri commerciali,
responsabili, a loro volta, di una quota certo non trascurabile di traffico veicolare.
Occorre migliorare le reti ferroviarie locali e nazionali, ma sempre nel rispetto delle peculiarità dei territori e
dei diritti delle popolazioni interessate e sottoporre il traffico aereo a politiche di monitoraggio e netta e
costante riduzione.
Poiché il traffico aereo è attualmente responsabile di quota cospicua delle emissioni di anidride carbonica, è
assolutamente indispensabile, anche per ridurre l’effetto serra, una riduzione e razionalizzazione del
trasporto aereo insieme ad una moratoria per la costruzione di nuovi aeroporti e l’ampliamento di quelli già
esistenti, anche in considerazione della presenza dei circa 100 aeroporti già dislocati su tutto il territorio
nazionale e degli evidenti e gravi danni all’ambiente (a questo proposito emblematica è la vicenda
dell’inquinamento del Parco del Ticino in prossimità dell’aeroporto di Malpensa) e alla salute delle comunità
che vivono in prossimità di stazioni aeroportuali.
Gestione dei rifiuti
Riduzione drastica per legge della produzione dei rifiuti a partire dagli imballaggi che rappresentano circa il
50% di tutti i rifiuti prodotti.
L’Unione Europea, nel richiamare gli Stati membri ad una corretta gestione dei Rifiuti Solidi Urbani (RSU),
ammette il conferimento in discarica e l’incenerimento dei RSU solo in assenza di valide alternative e come
ultima opzione, poiché ritiene queste due metodiche di “smaltimento” antieconomiche e fortemente dannose
per la salute e per l’ambiente.
L’Isde auspica e sostiene la politica delle cosiddette “R”: Riduzione della produzione dei rifiuti, Raccolta
differenziata “porta a porta”, Riciclo, Riuso, Riparazione e Responsabilizzazione dei cittadini e delle
istituzioni, così da evitare l’incenerimento dei materiali post-utilizzo e da ridurre progressivamente il loro
conferimento in discarica dei rifiuti. E’ necessario che si arrivi ad un incremento delle filiere brevi del ciclo
dei materiali post-utilizzo, in modo che possano essere attuati maggiori controlli e che l’intero ciclo possa
essere gestito in relazione alle peculiarità sociali ed economiche di micro-aree territoriali.
L’Isde ritiene la realizzazione di “grandi ATO” incompatibile con tale esigenza e rispondente, viceversa, ad
una logica accentratrice che allontana le scelte dalle comunità locali ed appare funzionale più alla
realizzazione di grandi impianti che alla reale soluzione dei problemi.
Con la piena attuazione del tipo di gestione sopra indicato il quantitativo di materiali che necessitano di un
trattamento finale può essere ridotto in misura drastica e la parte residua può essere trattata, senza alcuna
nociva combustione, con tecniche meccaniche di estrusione per attrito (tali sistemi sono peraltro già
operativi anche in Italia, e non determinano danno alla salute e all’ambiente come accade invece nel caso di
“chiusura del ciclo dei rifiuti” con inceneritori e conferimento in discarica).
Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia
Affiliata all’International Society of Doctors for the Environment
Rapporto consultivo con l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e
l’UNECOSOC (United Nations Economic and Social Council)
Via della Fioraia, 17/19 – 52100 Arezzo – Tel. 0575/22256 – Fax. 0575/28676
E-mail: isde@ats.it – http://www.isde.it
Acqua
L’acqua è un elemento fondamentale e insostituibile per la vita di tutto il pianeta e per quella di ogni
essere umano.
E’ una risorsa non illimitata che va protetta con il risparmio e la razionalizzazione della sua distribuzione,
con la salvaguardia e il risanamento degli ecosistemi e dei bacini idrici utilizzati per approvvigionamento di
acque potabili, con il miglioramento del sistema degli acquedotti, del trattamento delle acque reflue e con il
loro riciclo, con concrete politiche di tutela e risanamento ambientale con il controllo delle attività
zootecniche e industriali ad alto impatto ambientale anche attraverso l’attuazione del Codice di buona pratica
agricola (Cbpa).
Noi siamo l’acqua che beviamo e quella che mangiamo, attraverso i cibi preparati con essa e gli alimenti nei
quali essa è costituente preponderante.
Siamo anche l’acqua che hanno bevuto le generazioni che ci hanno preceduto perché, in forma liquida,
gassosa e solida, essa costituisce un ciclo idrogeologico chiuso nel quale gli inquinanti possono penetrare e
persistere.
L’acqua è e deve rimanere un bene comune e ad ogni individuo va garantito in modo gratuito l’accesso
all’acqua in misura sufficiente a garantire dignitose condizioni di vita.
E’ necessario favorire, privilegiare e tornare in ogni modo alla gestione pubblica di questa risorsa vitale
anche attraverso forme dirette di gestione comunale o di consorzio tra i comuni serviti dalle stesse fonti
idriche.
Le normative italiane ed europee già esistenti a garanzia della potabilità e salubrità delle acque erogate alle
popolazioni devono essere attuate concretamente e migliorate in modo da garantire una sempre maggiore
tutela della salute e il pieno rispetto del Principio di precauzione.
Non si dovrà più far ricorso all’istituto della deroga che ha permesso di destinare a consumo umano,
nell’ultimo decennio, acque con elevati livelli di sostanze tossiche e cancerogene.
La tutela della qualità e salubrità delle acque potabili deve realizzarsi anche attraverso adeguati
provvedimenti idrogeologici e di risanamento delle reti idriche acquedottistiche (con rimozione dei tratti
realizzati in passato con tubature in cemento – amianto).
Campi elettromagnetici
L’Isde, sulla base dei documenti ufficiali dell’European Environment Agency (EEA), che evidenziano rischi
acclarati per la salute umana, e della recente classificazione da parte dell’Agenzia internazionale di ricerca
sul Cancro(Iarc) dei campi elettromagnetici come cancerogeni di classe 2 B, ritiene necessario che si
emanino e dispongano norme e misure atte a ridurre – in prossimità di scuole, centri sportivi e aeree
densamente abitate – l’esposizione (in specie dei bambini e dei più giovani) a questo tipo di energia non
ionizzante e che si rivedano le norme che autorizzano, anche nelle scuole, le cosiddette “aree wireless”.
L’Isde è pertanto a favore: della realizzazione di un piano nazionale per l’installazione dei diversi sistemi e
strutture di emissione dei campi elettromagnetici in modo da avere una mappa con valori certi e noti di
esposizione; della promozione di campagne d’informazione e prevenzione circa i possibili danni alla salute
connessi anche all’uso dei telefoni cellulari; dell’incentivazione e del sostegno di studi e ricerche
indipendenti, che permettano di approfondire e incrementare le conoscenze su questo particolare fattore di
inquinamento ambientale in continua espansione, vista l’enorme e rapida diffusione di sempre nuove
tecnologie di telecomunicazione.
Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia
Affiliata all’International Society of Doctors for the Environment
Rapporto consultivo con l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e
l’UNECOSOC (United Nations Economic and Social Council)
Via della Fioraia, 17/19 – 52100 Arezzo – Tel. 0575/22256 – Fax. 0575/28676
E-mail: isde@ats.it – http://www.isde.it
Pratiche agricole
L’Isde ritiene urgente e indispensabile incentivare le coltivazioni biologiche; sostenere programmi per una
rapida eliminazione di pesticidi e fitofarmaci dalle pratiche agricole; avviare e diffondere l’agricoltura
integrata anche con progetti di ricerca e riconversione al biologico. In tal senso occorre che i Piani di
Sviluppo Regionali (PSR) prevedano una revisione dei disciplinari di agricoltura integrata in modo che i
contributi comunitari vengano erogati solo a fronte di una effettiva e controllabile riduzione dell’utilizzo di
mezzi chimici di sintesi attuata mediante sostituzione – documentata – con misure alternative. Solo in questo
modo sarà possibile una concreta riduzione dei pesticidi utilizzata in agricoltura, quando, al contrario, le
attuali politiche di incentivazione dell’agricoltura integrata hanno dimostrato di fallire nel loro intento, dal
momento che il consumo di pesticidi e concimi chimici di sintesi non solo non si è ridotto, ma è
progressivamente aumentato negli anni.
Occorre poi obbligare alla riconversione al biologico o interdire le coltivazioni agricole in aree situate in
prossimità di sistemi idrici che forniscono acque ad uso potabile.
Per quanto riguarda l’introduzione e l’uso degli OGM ( Organismi Geneticamente Modificati), è necessario
respingere con leggi chiare ogni tentativo di introduzione degli OGM nelle pratiche agricole locali per le
irreversibili conseguenze di contaminazione dell’ambiente agricolo e delle catene alimentari ed è necessario
il rigoroso rispetto del Principio di Precauzione, richiedendo in attesa di evidenze scientifiche certe, che ne
dimostrino la sicurezza e l’oggettiva necessità, una moratoria sulla coltivazione in pieno campo degli OGM,
motivata anche sulla base dell’impossibilità, per un territorio come quello italiano, di realizzare qualsiasi
tipo di misura atta ad impedire la contaminazione, inevitabile ed irreversibile, delle colture agricole
tradizionali. Indipendentemente dal possibile danno alla salute, l’utilizzo degli OGM contrasta con la
biodiversità e la tutela di prodotti locali ed è causa di danno all’ambiente e alle economie locali.
E’ indispensabile inoltre che la normativa nazionale relativa ai pesticidi, ai prodotti agroalimentari e agli
articoli di largo consumo sia maggiormente restrittiva.
In particolare l’Isde chiede legislazioni più protettive, come ad esempio in Francia, ove vige il divieto di uso
della terbutilazina e negli Usa dove il clorpirifos è vietato.
Tutela del territorio, rimboschimento e nuovi parchi
Arrestare la devastante e continua cementificazione del territorio italiano anche attraverso leggi che
favoriscano progetti di recupero dei manufatti edilizi già esistenti; messa in sicurezza del territorio per
contrastare il dissesto idrogeologico; rifiuto di ogni nuova richiesta di condono edilizio e lotta all’abusivismo
edilizio.
Incentivare la piantagione intensiva di alberi ad accrescimento rapido e salvaguardare, recuperare,
ripristinare aree verdi, specie nelle città più grandi, allo scopo di creare parchi, zone di riposo e di
intrattenimento, veri “polmoni verdi” di cui soprattutto i bambini hanno sempre più bisogno.
Ambiente di lavoro e rischi industriali
E’ necessario un impegno crescente per l’eliminazione dei fattori di nocività presenti nei luoghi di lavoro e
per l’eliminazione delle cause di infortunio, in modo speciale nel settore edilizio.
Anche in applicazione della direttiva REACH (Registration, Evaluation and Authorisation of CHemicals)
concernente la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche, è
necessaria la piena osservazione del principio di sostituzione delle sostanze nocive con sostanze innocue o
meno nocive.
Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia
Affiliata all’International Society of Doctors for the Environment
Rapporto consultivo con l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e
l’UNECOSOC (United Nations Economic and Social Council)
Via della Fioraia, 17/19 – 52100 Arezzo – Tel. 0575/22256 – Fax. 0575/28676
E-mail: isde@ats.it – http://www.isde.it
E’ inoltre indispensabile una politica attiva di pianificazione del territorio che tenga conto della necessità di
proteggere la popolazione dal pericolo di contaminazioni provenienti da aziende con prodotti di lavorazione
ad alto rischio per l’ambiente, attraverso la realizzazione di piani di gestione del territorio che prevedano
zone di rispetto idonee relativamente alla presenza di civili abitazioni e insediamenti umani come scuole,
centri sportivi etc.
E’ altresì necessaria l’elaborazione di Piani regionali per la bonifica dell’amianto che prevedano la sua totale
eliminazione dagli ambienti di vita e di lavoro.
Gennaio 2013

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *