Ricette per l’immortalità

Quando la scienza ci prospetta l’idea che vivere fino a 120 anni può non essere un’utopia

di Rita Piccolini
(
r.piccolini@rai.it)

L’appuntamento con la scienza organizzato da RoMa InConTra nello splendido auditorium dell’Ara Pacis a Roma è di quelli imperdibili, perché l’ospite d’onore è il professor Luc Montagnier, il biologo francese che nel 1983 scoprì il virus dell’Hiv e che da allora studia le cure possibili per rafforzare il sistema immunitario e debellare definitivamente la malattia. Per questa scoperta e per il suo impegno costante nel tentare di sconfiggerla, nel 2008 gli è stato conferito il premio Nobel per la Medicina.

Contrastare e superare la malattia, allontanare il più possibile la fine per cui il nostro corpo è stato “programmato”, è questo il sogno di ogni uomo. Mille domande affiorano sulla bocca dei presenti davanti allo scienziato Montagnier, che tra scienza ufficiale e nuove frontiere lavora per avvicinarci al traguardo biologico dei 120 anni. Si fa portavoce di questa “fame” di notizie sulla vita e sulle opportunità che le scoperte scientifiche spalancano davanti ai nostri occhi Roberto Giacobbo, conduttore di Voyager per Rai2. Il dibattito è condotto da Enrico Cisnetto di “Roma InConTra”.

Professore qual è la più grande insidia per l’umanità?
L’inquinamento ambientale innanzi tutto. Quello dell’aria, dell’acqua, dell’ambiente in cui viviamo quotidianamente tra gas di scarico e campi elettromagnetici. Ciò nonostante la nostra aspettativa di vita continua incessantemente ad allungarsi. E’ stato così finora. Qualora tuttavia non si ponesse più attenzione all’ambiente questo trend potrebbe interrompersi. Questo è un problema delle nuove generazioni. (”Il nostro sistema immunitario è in pericolo. Come le api che tendono a scomparire per i pesticidi, le radiazioni, i cambiamenti climatici. Noi siamo le api di questo mondo”. Così aveva detto il premio Nobel in occasione di un incontro alla Camera dei deputati sul tema ‘Le nuove sfide dell’umanità tra scienza e fede’ dello scorso 23 marzo).

L’aspettativa di vita per l’umanità aumenta. Quanto tempo abbiamo in più?
La progressione è costante. La componente genetica è fondamentale ma in generale un bimbo che nasce oggi ha un’altissima probabilità di diventare un centenario. Il benessere e l’igiene hanno dato un contributo importante, inoltre bisogna avere un atteggiamento responsabile rispetto al proprio corpo.

Cosa intende per atteggiamento responsabile?
E’ necessario essere moderati in tutto. Nel mangiare, nel bere, nel fumare, nel praticare l’attività fisica. Bisogna tuttavia evitare comportamenti ascetici e autopunitivi. Si deve cercare l’armonia nella vita per vivere meglio e quindi ci si può concedere di tanto in tanto anche qualche eccesso. Non si può vivere facendo attenzione a tutto, in generale però bisogna avere equilibrio. (Il professore suscita il sorriso dei presenti raccontando come non riesca a fare ameno della carne rossa e spiega il fenomeno del “paradosso francese”: la longevità degli abitanti del Sud della Francia nonostante una dieta ricca di grassi animali, ma accompagnata sempre da un buon bicchiere di vino rosso).

Come può aiutarci la medicina?
La nuova medicina deve essere innanzi tutto preventiva e personalizzata. Il medico deve tracciare un profilo di ognuno di noi e indurci a modificare i comportamenti a rischio per evitare situazioni di crisi. E’ necessario parlare con i medici, rivolgerci a loro per conoscere meglio noi stessi e non solo correre solo quando la malattia è conclamata o in stato avanzato. E’ inoltre fondamentale una visione olistica, e non a compartimenti separati come purtroppo avviene ora. Quello che conta è l’armonia dell’insieme che è diversa per ognuno di noi. La medicina del futuro dovrà basarsi sulla conoscenza della genetica di ciascuno. I nostri geni possono individuare una tendenza. Ripeto sono importanti la prevenzione e la personalizzazione.

Quanto conta l’aspetto psicologico?
E’ fondamentale. Non esiste la bacchetta magica per risolvere i problemi ma l’atteggiamento positivo è di grande aiuto. Se un paziente è convinto dell’efficacia di una cura questa funzionerà meglio. Lo si è constatato persino per l’effetto placebo. Bisogna essere aperti, se si è scettici sul metodo usato è improbabile che questo funzioni. C’è addirittura il mistero delle guarigioni miracolose. La psicologia è importante per mantenersi in salute.

Qualche ricetta?
Gli antiossidanti. Lo stress ossidante si può misurare con particolari analisi di laboratorio. Curarlo può impedire che degeneri in malattie molto gravi. Gli antiossidanti sono uno stimolo per il sistema immunitario ma la medicina tradizionale non sfrutta ancora al massimo questa certezza.

Qual è il ruolo della ricerca nella sconfitta delle malattie?
Si aprono continuamente nuove frontiere. Io credo ai fatti. L’ipotesi che il nostro DNA posa trasmettersi a distanza attraverso onde elettromagnetiche che si diffondono nell’acqua ha generato un vero e proprio terremoto nella comunità scientifica. Ma bisogna andare per gradi. La trasmissione di un’onda che riproduce segmenti di Dna può dare grande impulso alla medicina. Può essere una rivoluzione che ci aiuterà a sconfiggere malattie croniche. Sono ottimista, ma bisogna essere cauti.

 

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