Arsenico nei cibi e nell’acqua, pericolo per la salute

sabato, settembre 1st, 2012

da direttanews

Un campione di Arsenico nativo

L’arsenico è un composto chimico di origine naturale presente in natura e nel regno animale impiegato anche nel settore industriale. Percentuali minime sono tolleranti dall’uomo ed è praticamente inevitabile non ingerirle visto che le ritroviamo nell’acqua e negli alimenti, ma percentuali maggiori sono molto dannose e favoriscono l’insorgere del cancro.

Un caso emblematico è accaduto negli Stati Uniti, dove percentuali ritenute dannose per la salute sono state riscontrate in alimenti per bambini in fase di crescita ed anche in integratori per sportivi. Sotto accusa è finito un dolcificante, lo sciroppo di riso integrale di origine biologica, si pensa che l’arsenico in eccesso sia presente proprio nel riso.

Il periodico Enviromental Health Prospectives riporta che test specifici sono stati effettuati dal National Institute of Environmental Health Sciences, lo stesso dipartimento della salute americano che documentò gli effetti devastanti di piombo ed amianto.
I dati hanno allarmato gli esperti, poiché attualmente in America non c’è una legislazione che fissa un limite all’impiego di arsenico nell’industria alimentare.

Le cose non vanno meglio nel resto del mondo, la rivista scientifica Nutrion Journal BioMed ha reso noto un resoconto del Dartmonuth College e della Geisel School of Medicine, che ha monitorato un gruppo di persone circa la presenza di arsenico nell’organismo.
Sorprendentemente è emerso che l’ingestione di grassi omega 3, queeli buoni per la salute, contengono percentuali di arsenico maggiore rispetto agli altri grassi.

Anche l’Italia non è esente da queste problematiche, nel 2012 oltre cento comuni hanno acqua che non è in linea con i parametri dettati dall’Unione Europea, oltre all’arsenico anche fluoro e boro superano i livelli consentiti. Nonostante il monito dell’Europa, l’attuale governo ha concesso una deroga fino a dicembre alle regioni interessate per rientrare nei limiti, la scadenza è dietro l’angolo e i cittadini continuano a pagare un servizio utilizzabile solo a rischio della propria salute.

 

Marco Galluzzi

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