Viterbo celebra la giornata della legalità

 

Sabato 19 Maggio 2012 00:02

Daniele Sabatini, assessore alle Politiche Giovanili

Lunedì 21 maggio alle 9,30, presso l’Auditorium dell’Università, lo spettacolo teatrale per le scuole secondarie di secondo grado promosso e organizzato dall’assessorato alle Politiche Giovanili. L’appuntamento è dedicato al sindaco di Pollica Angelo Vassallo, ucciso nel 2010.

Per il quarto anno consecutivo l’assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Viterbo indice la Giornata della Legalità. 

L’amministrazione ha infatti aderito all’iniziativa in ricordo dei magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, simboli della legalità e della lotta alla mafia, promossa dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, in collaborazione con la Fondazione Giovanni, Francesca Falcone e l’Anci. 

E proprio per ricordare il ventesimo anno della strage di Capaci e via D’Amelio, l’assessorato, particolarmente impegnato nel campo delle manifestazioni legate alla cultura della legalità, ha organizzato uno spettacolo teatrale, per il 21 maggio alle ore 9,30 presso l’Auditorium dell’Università degli Studi di S. Maria in Gradi, per le scuole secondarie di secondo grado di Viterbo. 

“Diffondere la cultura della legalità tra i ragazzi è dovere delle amministrazioni – ha sottolineato l’assessore Sabatini -. Occorre far passare il messaggio che l’illegalità non risiede solo a certe latitudini: il discrimine tra comportamenti leciti e illeciti dipende dal vissuto quotidiano di ciascuno di noi. Quest’anno la scelta è ricaduta, non a caso, su “Angelo Vassallo, storia di un uomo coraggioso” di Luca Pagliari, racconto incentrato sulla figura del sindaco di Pollica, ucciso il 5 settembre 2010 da mani ancora ignote”. Aveva 57 anni. 

Raccontare la storia di Angelo Vassallo è un dovuto atto di civiltà. Uomo libero di vincoli partitici, ambientalista convinto con spiccate doti imprenditoriali, ma prima di tutto uomo onesto e coraggioso, Angelo Vassallo ha saputo trasformare un “sonnacchioso” e dimenticato angolo del sud, il Cilento, in un luogo di alto profilo turistico, inculcando una cultura dell’ospitalità, della legalità e della cura del dettaglio sino ad allora sconosciuta”. 

Lo spettacolo si muove sul palcoscenico tra filmati, oggetti, giornali, attrezzi da pesca e quant’altro sia utile alla ricostruzione della vita di Vassallo. Il racconto di un pescatore speciale che nel 1995 decise di scendere dalla barca senza cambiare traiettoria, restando fedele a quanto il mare gli aveva insegnato in tanti anni di pesca e navigazione.

  

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