Mira. Canali neri, terra color sangue: TERREROSSE.

 

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Mira – 
Sciascia scriveva del “Mare color del vino”. 
Noi a Mira custodiamo dei paesaggi altrettanto suggestivi, rosseggianti. Purtroppo, non altrettanto naturali, non altrettanto decantabili, più letali. E meno visitati. Ve li proponiamo in questo video. Ma vi raccomandiamo di andare a vedere con i vostri occhi, anche se in piena cautela e rispetto delle norme: null’altro può descrivere quel che si prova. Eccovi la mappa.

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Mettiamo anche a disposizione uno sconcertante 

, fornitoci da un cittadino davvero coraggioso, che come vedete non si è fatto zittire. Non lo ha scritto un pivello come me, è la relazione di un professore universitario. Parla di allevamenti dianimali deformi, di raccolti contaminati, e di tumori. Quel che mangi oggi cammina domani, si dice. E infatti:

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Allora guardiamo cosa c’è in quella discarica tra i campi coltivati. E buon appetito. 

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Che ruolo ha avuto in tutto questo la “Elio Melinato SPA” dell’omonimo signor Melinato, ed il signor Pierluigi Sacco della “Veneta Mineraria”? Alcune di queste carte iniziano a tratteggiarlo? Possibile che nessuno sapesse né facesse nulla, come si legge?
Non siamo dei legali: chi ha più cognizioni di noi potrà trarre utili indicazioni da questi documenti, certo è che si tratta di dichiarazioni PESANTISSIME.

 
Un milione di metri cubi, un milione e mezzo, di ceneri di pirite. E non solo pirite. Persino un po’ di elementi RADIOATTIVI, Uranio e Torio. Questi solo 10, 20 volte superiori al consentito, non di più.Alcuni inquinanti sono anche DIECIMILA volte oltre i limiti di legge. L’arsenico, invece, solo 47 volte oltre. Qualcuno, incredibilmente, ci diceva persino “ma cosa dite, l’arsenico è dappertutto”. No, non crediamo proprio, non così: si sfogli bene questi documenti, e dica in che altra zona agricola, in che acque ne può trovare tanto. 
 
Parliamo di colline intere di questi materiali. Chi ha più anni di me le ricorda come “le montagne rosse”, e ci giocava da ragazzino. 
Senza sapere di immergersi in un parco giochi fatto di cancerogeni.
Erano gli anni ’60 quando è iniziata questa follia.
Oggi è ancora tutto lì, e qualcos’altro è stato persino aggiunto non molto tempo fa, da quello che stiamo scoprendo e che potete leggere. Chi immaginava di leggere “Uranio” e “Torio” nell’analisi di acque di superficie a Mira?

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Come funziona la catena che dal rifiuto porta ai disastri ambientali? Chiunque abbia letto Gomorra ne conosce i fondamentali: ad un’azienda non fa comodo spendere per i propri rifiuti, e li lascia a chi le chiede meno per smaltirli. Chi li prende per pochi soldi vuole disfarsene a poco. Ed i terreni agricoli sono tanzo spazio a poco costo. Basta che nessuno parli. Che sia andata anche questa volta così?

Ora però, qualcuno parla. LEGGETE, guardare le foto del video, E PARLATENE.

Mira era un paese agricolo, e sappiamo che la prima parte di queste ceneri ci è giunta dagli impianti di Marghera. Poi, da altri luoghi. Piemonte, Toscana?

Ecco come nasce una delle tante discariche di Mira. Le stiamo censendo e studiando una ad una, come possiamo, come riusciamo, con i mezzi di noi semplici cittadini: pochi. Ma racconteremo la storia di ciascuna, è solo questione di tempo. La storia è fatta di da
te e di nomi. 

Chi vuole aiutare segua l’esempio di quel cittadino coraggioso, aiuti a scrivere questa storia e porti la propria testimonianza.

Per ora, eccovi il panorama. Visitatelo, è desolante: laghi e canali talmente acidi da far invidia all’aceto (guardate il sardonico cartello “vietata la caccia al luccio” “No kill zone”), colorati di nero, di rosso, di giallo. La terra porpora. E le falde sotto? E la Laguna in cui tracima il tutto?

Qualsiasi comizio elettorale andrebbe svolto lì, giusto per ricordarci che qualcuno ha sbagliato, ha sbagliato MOLTO, ed è bene che inizi a pagare. Perchè chi non c’entra nulla sta già pagando.

Eccovi tutto il dossier, le analisi complete. Ragioniamoci tutti.

Buon Primo Maggio, Mira.

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