Diritti umani violati per migranti e detenuti. Commissione Senato

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17 aprile 2012 19:58 

In Italia si assiste a “violazioni dei diritti umani” di detenuti e migranti, le cui condizioni di vita nelle carceri e nei centri di accoglienza sono “illegali”.
E’ quanto emerge dal rapporto presentato oggi dalla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato, presieduta da Pietro Marcenaro. “Affermare che la condizione dei detenuti costituisce una violazione della legalita’ da parte dello Stato – si legge nel rapporto – non e’ una forzatura frutto di una pur legittima indignazione, ma una pertinente considerazione tecnica”. Lo Stato italiano, inoltre, “si e’ reso responsabile di diverse ma non meno gravi violazioni della legalita’ nell’affrontare il problema delle migrazioni, in particolare di quelle irregolari, e nel garantire l’effettivo esercizio del diritto di ogni persona ad avanzare e vedere esaminata domanda di asilo o di altra forma di protezione umanitaria”. L’Italia, quindi, secondo la commissione, “ha il dovere di mettere fine a questa illegalita’”: per quanto riguarda le condizioni dei detenuti, tale illegalita’ e’ “la diretta conseguenza di una quasi assoluta identificazione della pena con il carcere” e il sovraffollamento carcerario “non e’ la causa, ma la conseguenza, di questa violazione della legalita’”. Secondo Marcenaro, “si e’ di fronte allo smarrimento del principio costituzionale per cui il carcere e’ pensato per il recupero della persona. La dignita’ umana non puo’ essere oltrepassata da motivi di sicurezza”. 
La commissione, quindi, rileva come sullo stato dei detenuti pesi il problema della custodia cautelare in carcere, cosi’ come gli effetti della Bossi-Fini e della Fini-Giovanardi, nonche’ l’impatto della ex Cirielli, che ha previsto inasprimenti di pena e l’irrigidimento della possibilita’ di ottenere misure alternative. “E’ necessario che il Parlamento riesamini questi problemi – osserva Marcenaro – modificando queste leggi potremmo verificare il calo dei flussi degli accessi in carcere. Le misure che il governo ha varato finora vanno nella giusta direzione, ma si tratta di primissime mosse”.
Nel rapporto, si fa anche riferimento alla “drammatica” condizione dei transessuali in cella e dei 54 bambini detenuti con le loro madri. Rilievo viene dato anche alla questione della salute in carcere e, in particolare, agli ospedali psichiatrici giudiziari, “la cui chiusura costituisce un impegno da gestire in modo adeguato”. In merito alle situazioni di vita nei centri di identificazione ed espulsione per gli immigrati irregolari, il rapporto rileva come queste siano “molto spesso peggiori” di quelle delle carceri. “Occorre considerare che si tratta in gran parte – conclude Marcenaro – di persone molto giovani e che la detenzione puo’ arrivare fino a 18 mesi, che sono una parte significativa della vita di ciascuno”

 

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