“Buttiamoci alle spalle la Talete…”

Acqua all’arsenico – Interviene il consigliere provinciale Gemini Ciancolini

da tusciaweb

    

Riceviamo e pubblichiamo – Il 22 marzo 2011 la Commissione Europea ha concesso un’ulteriore deroga per quanto concerne i valori limite di arsenico nelle acque destinate a consumo umano. Tale deroga, che prevede un valore di 20 μg/l, scadrà il 31 dicembre 2012 e deve essere considerata come l’ultimaopportunità per le amministrazioni locali per mettersi finalmente e definitivamente in regola relativamente a questa questione.

Da ciò sono esclusi però i neonati ed i bambini al di sotto dei tre anni per i quali bisogna comunque garantire il rispetto del limite di arsenico di 10 μg/l. adottando misure specifiche per la loro protezione e quei Comuni che presentano valori di arsenico superiori a 20 μg/l che sono pertanto obbligati ad adottare immediate misure per l’abbattimento di tali valori.

I tempi sono ormai ristrettissimi e l’eventualità di un’emergenza di notevoli proporzioni sembra delinearsi concretamente: se non verranno reperiti i fondi necessari per realizzare i dearsenificatori, i Comuni della Tuscia non a norma saranno costretti il 1 gennaio 2013 ad emanare ordinanze di non potabilità delle acque.

Martedì 3 aprile 2012 si è tenuto, presso la Provincia di Viterbo, un consiglio straordinario sulla problematica dell’arsenico alla presenza dell’assessore all’ambiente della Regione Lazio Mattei, del Consigliere Regionale Battistoni, di numerosi sindaci della Provincia e del Presidente della Talete. Durante l’incontro l’assessore Mattei ha dichiarato che la Regione Lazio sta procedendo alla predisposizione di gare per la realizzazione di dearsenificatori in diversi comuni della Regione ed ha lasciato intendere che sono state inviate delle lettere ai Comuni che non sono ancora entrati in Talete, non si sa bene se con l’invito ad aderirvi o con il loro “commissariamento” (sempre che rientri nella sua competenza).

Nei vari interventi che si sono susseguiti molti sindaci e consiglieri provinciali, hanno chiesto contributi per la realizzazione di impianti di dearsenificazione o di poter rientrare nella lista di quei Comuni ai quali sarà la Regione stessa a realizzarli.

Il sottoscritto, nel proprio intervento, ha ricordato che il Comune di Vitorchiano (di cui sono stato sindaco fino al 15 maggio 2011 e del quale sono attualmente consigliere comunale) non fa parte della Talete ribadendo all’assessore all’ambiente della Regione e all’assessore all’ambiente della Provincia che tutti i sindaci dei comuni che hanno il problema dell’arsenico nelle acque, sia quindi quelli che sono in Talete che gli altri, sono comunque responsabili della tutela della salute pubblica.

Le nostre comunità si trovano esposte ad una situazione molto complessa: ci sono, non solo, evidenti problemi di salute pubblica ma anche, non meno importanti, problemi di natura economica quotidiana per le famiglie e per le imprese soprattutto quelle del comparto alimentare e della ristorazione che devono comunque garantire un’acqua a norma. Ci troviamo di fatto ad operare sottoposti ad una sorta di “conto alla rovescia” che impone scelte rapide e soluzioni efficaci.

Il comune di Vitorchiano, pur non essendo in Talete, si è dimostrato un comune “virtuoso”. Infatti è stato il primo ad emanare un’ordinanza di non potabilità dell’acqua (23 novembre 2010) a seguito della decisione della Commissione Europea del 28 ottobre 2010 n. C(2010)7605 che respinse la richiesta dell’Italia per un’ulteriore deroga del parametro arsenico; ha organizzato, grazie anche ad una precedente attività di collaborazione con il Consiglio nazionale delle Ricerche (CNR), un’assemblea pubblica (25 novembre 2010) alla quale sono intervenuti esperti del CNR IRSA (Istituto di Ricerca sulle Acque); ha sottoscritto una convenzione con l’IRSA-CNR in base alla quale sono state esaminate e valutate le offerte pervenute al Comune di Vitorchiano inerenti le forniture di tecnologie per ridurre il contenuto di arsenico dell’acqua potabile fornita alla popolazione entro il valore massimo di 10 µg/L ed infine, in tempi brevissimi,ha istallato un impianto di dearsenificazione.

Tutto questo è stato reso possibile anche grazie al fatto che Vitorchiano ha destinato, in questi ultimi anni, ingenti investimenti diretti alla realizzazione, tra l’altro, di un “piano di riordino dei sistemi idrici comunali” teso alla razionalizzazione delle reti, delle fognature e degli impianti. Tale attività è stata portata avanti nel sostanziale rispetto delle indicazioni pianificatrici dell’Ato con l’eliminazione di un numero consistente di impianti fatiscenti (6 depuratori) e non in grado di assicurare il rispetto della normativa vigente. Grazie ad un’efficiente ed efficace sistema gestionale, con le sole tariffe in ruolo è stato possibile coprire circa il 92% dell’intero ammontare dei costi comprendenti anche gli oneri di detti investimenti.

Ritengo quindi che il comune di Vitorchiano abbia dimostrato di sapere gestire efficientemente ed efficacemente il servizio idrico comunale nell’interesse esclusivo della propria comunità e per questo dovrebbe essere preso in considerazione dalla Regione Lazio come destinatario di un contributo che copra almeno le spese del dearsenificatore. Per quanto riguarda la sua adesione a Talete, fintanto che permarranno le criticità tecniche, finanziarie e gestionali (che sembrano addirittura condurre alla realizzazione di pratiche di fatto in contraddizione con i dettami europei diretti alla realizzazione di un servizio efficiente con tariffe eque, mentre invece si delineano condizioni che tendono a penalizzare l’utente), il Comune di Vitorchiano non ritiene di essere in qualunque modo penalizzato dalla sua non partecipazione alla Talete stessa.

Il caso dell’emergenza arsenico di fatto ha messo a nudo tutte le contraddizioni, i vicoli ciechi e l’inadeguatezza dell’attuale gestore: paradossalmente da un problema così grave, come quello dell’arsenico, può essere possibile trarre qualcosa di buono. Si tratta infatti dell’opportunità di un profondo ripensamento di tutta la gestione che finora ha retto le sorti di questo preziosissimo bene pubblico come l’acqua. E’ quindi possibile oggi, gettandosi definitivamente alle spalle la rovinosa esperienza della Talete, immaginare un nuovo soggetto, possibilmente libero dalle logiche partitiche che hanno soffocato il vecchio gestore, ove sia possibile far confluire competenze e professionalità adeguate capaci di mettere in opera un sistema gestionale trasparente (come l’acqua) efficiente ed efficace

Il consigliere provinciale

Gemini Ciancolini

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