Bombe chimiche sparse per l’Italia. Quali sono le conseguenze?

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Questi sono allarmi che quando arrivano ci lasciano davvero senza parole. Meglio non sapere o sapere e non poter fare niente?

Non sò quale delle due alternative sia migliore fatto sta che dormiamo e viviamo su un territorio minato, su un letto di bombe chimiche lasciate in giro più dalla seconda Guerra mondiale e che adesso giacciono in fondo ai nostri mari e ai nostri laghi o sul nostro territorio. Il dossier di Legambiente fà davvero paura e non solo per l’ambiente ma anche per la nostra stessa salute e non si tratta di casi isolati ma di chilometri e chilometri di coste, di territori e acque in pericolo e il brutto è che nessuno sembra voler fare niente per risolvere la situazione e bonificare i terreni dove sono presenti liquiti irritanti, arsenico o un gas asfissiante come il fosgene.

 

Le zone interessate vanno dal Golfo di Napoli, scelto come sito per lo smaltimento di arsenali chimici, al litorale pugliese nel basso Adriatico dove sono presenti oltre 30mila ordigni, ma anche ai fondali pesaresi al lago di Vico (Viterbo) e anche in mare dove sono presenti 84 tonnnellate di testate all’arsenico e fino Colleferro, in provincia di Frosinone dove sono rimasti gli scarti della produzione dell’azienda BPD, fondata dall’ingegner Leopoldo Parodi Delfino e dal senatore Giovanni Bombrini.

Piera Scalise

 


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