Corte costituzionale: indennità di frequenza ai minori stranieri invalidi anche senza carta di soggiorno

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(23/12/11)

La Corte Costituzionale con sentenza n.329 del 16 dicembre 2011 ha dichiarato l’incostituzionalità dell’art.80 c.19 della legge n. 388/2000 – Legge finanziaria 2001- nella parte in cui subordina l’erogazione dell’indennità di frequenza per i minori extracomunitari alla titolarità della carta di soggiorno

La sentenza della Consulta, chiamata a pronunciarsi dalla Corte di appello di Genova sulla legittimità costituzionale relativa all’indennità di frequenza per i minori invalidi privi di carta di soggiorno, ha ribadito che l’art. 1 della legge n.289/1990 che ha istituito tale contributo assistenziale – di importo pari all’assegno mensile riconosciuto agli invalidi civili dall’art.13 della legge n. 118/19971- è riconosciuto ai mutilati ed invalidi civili minorenni o che siano portatori di un determinato grado di ipoacusia.

L’introduzione dell’art. 80 c.19 della legge finanziaria 2001 limitava l’accesso a tale beneficio economico solo ai minori invalidi extracomunitari titolari di carta di soggiorno (o permesso di soggiorno CE per lungo soggiornanti). 

La Consulta ha evidenziato come tale discriminazione è incompatibile con i principi sanciti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dall’Italia con legge 3 marzo 2009 n.18 e richiamata dalla stessa Corte nell’ ordinanza n.285/2009 in cui veniva censurata la parte relativa all’indennità di frequenza.

Nella sentenza, la Corte non ha mancato di sottolineare il diritto alla tutela psico-fisica della persona disabile, affermando che: “ il contesto in cui si iscrive la indennità di frequenza è, dunque, quanto mai composito e costellato di finalità sociali che coinvolgono beni e valori, tutti, di primario risalto nel quadro dei diritti fondamentali della persona. Si va, infatti, dalla tutela della infanzia e della salute alle garanzie che devono essere assicurate, in situazioni di parità, ai portatori di handicap, nonché alla salvaguardia di condizioni di vita accettabili per il contesto familiare in cui il minore disabile si trova inserito, coinvolgendo al tempo stesso l’esigenza di agevolare il futuro progresso del minore nel mondo del lavoro e la partecipazione attiva alla vita sociale”.

In effetti in tema di provvidenze assistenziali destinate a far fronte al sostentamento della persona, tale discriminazioni messe in atto dall’art. 80 c.19 della legge n. 388/2000, introducono un regime discriminatorio nei confronti dei minori stranieri regolarmente soggiornanti nel territorio dello Stato privi di carta di soggiorno, in contrasto non solo con l’art. 117, 1 c. della Costituzione italiana, ma anche con l’art.14 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’Uomo.

Sentenza n.329/2011 Corte Costituzionale

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