Richieste alle istituzioni

Al  Sindaco del Comune di Ronciglione, Consiglieri comunali Ronciglione, Sindaco del Comune di Caprarola, Consiglieri comunali Caprarola, Prefetto di Viterbo, Presidente del Tribunale di Viterbo,                                                Procuratore della Repubblica- Viterbo, Commissario Europeo all’Ambiente, Commissario Europeo alla Salute, Ministro dell’Ambiente, Ministro della Salute, Ministro dei beni Culturali, Ministro del Turismo, Presidente Istituto Superiore Sanità, Presidente Regione Lazio, Commissario Emergenza Arsenico, Assessore all’Ambiente Regione Lazio, Assessore Sanità Regione Lazio,                                                Presidente Commissione ambiente Regione Lazio, Garante Servizio idrico Regione Lazio,                                                 Presidente Provincia di Viterbo, Assessore Ambiente Provincia di Viterbo, ASL Viterbo Direttore Generale, ASL Viterbo Direttore Sanitario, ASL VT Direttore Prevenzione Servizio Igiene e Sanità Pubblica, ASL VT Direttore Prevenzione Servizio Igiene e Sanità Pubblica sez 4 Vetralla,                                                ASL VT Responsabile U.O.S.D. Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione, Arpa Lazio,                     Arpa Lazio sezione Viterbo, Commissario Riserva naturale Lago di Vico, Carabinieri NAS,                                               Carabinieri NOE, Informazione.

                Egregi signori,

ci vediamo costretti ancora una volta a richiedere il vostro intervento per la soluzione del problema acqua potabile nei Comuni della provincia di Viterbo in regime di deroga per l’arsenico e altri veleni  ed in particolare per i comuni di Ronciglione e Caprarola che utilizzano ancora acqua del lago di Vico, nonostante le richieste della ASL formulate a più riprese e per ultima nella riunione del Comitato tecnico presso la Provincia di Viterbo del  1° dicembre 2011.

Questi  Comuni non informano correttamente la popolazione sull’acqua che viene distribuita e che viene utilizzata dagli esercizi commerciali. I siti istituzionali ad esempio non riportano l’informazione di non potabilità dell’acqua proveniente dal lago di Vico, distribuita dagli acquedotti comunali.  Tale atto ci sembra di enorme gravità e continua ad essere perpetuato. Nessuna istituzione sembra più interessata ad evitare rischi sanitari alla popolazione.

Addirittura sembra siano state firmate dichiarazioni in possesso della ASL che affermano che l’acquedotto di Ronciglione non distribuisca più acqua miscelata (pozzi, lago, sorgenti) ma la distribuzione avvenga in alcune zone da approvvigionamenti  diversi. Ciò sta a significare che sono stati effettuati lavori dei quali non ne siamo a conoscenza? A seguito di un progetto approvato dall’amministrazione?

Inoltre sembra che la ASL non sia stata informata della installazione delle famose “fontanelline” e quindi non sia stata messa in grado di assicurare il controllo sulla potabilità dell’acqua distribuita.

Nelle casette “fontanelline”  di Ronciglione dove dovrebbero essere in funzione dearsenificatori, non viene indicata la provenienza dell’acqua se da pozzi  per  la quale c’è bisogno soltanto di dearsenificatori,  da pozzi  per i quali c’è necessità  della depurazione da arsenico e dall’uranio 238, dal lago di Vico che avrebbe bisogno di filtrazione per la eliminazione delle microcellule cancerogene dell’alga rossa. In una sola casetta fontanellina di Ronciglione è affissa  l’analisi effettuata il 10 giugno 2011 da una ditta privata.

Premesso tutto ciò anche a seguito della richiesta della ASL di revisione della classificazione dell’acqua del lago di Vico del 5 aprile 2011 e del  1 dicembre 2011, siamo a richiedere i motivi del ritardo in cui non viene dato seguito alla richieste della ASL (riclassificazione e altro); siamo a richiedere chiarezza d’informazione affiggendo sulle “casette fontanelline” le analisi della ASL (batteriologiche e chimiche); siamo a richiedere che i due Comuni informino correttamente, attraverso i siti o altro, sulla non potabilità dell’acqua che ancora viene distribuita nella abitazioni e negli esercizi pubblici.

In breve richiediamo  una ferma iniziativa che riaffermi  la legalità, ponendo fine all’assenza conclamata di alcune istituzioni,  su un tema rilevante quale quello del diritto all’acqua potabile e alla salute dei cittadini.

                                                                                                                             Raimondo Chiricozzi

19 gennaio 2012

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